Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

Page: 615
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1910/0323
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
le pietre fon

parte in ciò che si riferiva alla morte, ove, come of-
ferta propiziatrice (ivayiaiióg), era emblema dì puri-
ficazione (')•

Ora tutto ciò doveva essere comune agli Etruschi;
non di rado in tombe (a Corneto per esempio) si sono
trovati gusci di uovo, e, come luminosi documenti di
questa importanza funebre dell'uovo, si possono alle-

Fig. 58. — Stele, n. 168, lato B.

gare le sei celebri uova di struzzo della grotta di
Iside (Perrot e Chipiez, III, p. 855 e segg.) e le
imitazioni in terracotta (a Vulci, Dennis, I, p. 457,
n. 1) (2). Ma quello che si nota nell' Etruria centrale,
si osserva anche nel territorio felsineo; ivi alcune

(1) Si v. Harrison, op. cit., p. 626 e segg., Nillson in Ar-
chiv fùr Religionswissenschaft, 1908, p. 530 e segg., Nachod
op. cit., p. 28 e seg; Nicole G. in Mélanges d'archéologie e
d'histoire, 1909, p. 61 e seg. Un uovo è una delle offerte ad
una defunta eroicizzata sul monumento delle Arpie di Xanthos.

(2) Un uovo fittile di Berlino ha effigiato all'intorno una
scena funebre (Purtwangler, Beschreibung, n. 2104 ; Archiv

lRie felsinee 616

tombe ci hanno conservato i residui di uovo e da
una tomba di Marzabotto è uscita una imitazione in
argilla.

A rendere più agevole la discesa agl'inferi della
persona defunta e a far sì che questa rimanga sotto
la protezione delle misteriose potenze dell'Orco, i super-
stiti circondano il corpo del loro caro estinto di og-
getti deposti, come raccomandazione pel mondo infer-
nale, come viatico propiziatore di benessere, oggetti
forse santificati da una previa deposizione in luogo
sacro, su altari, e certamente accompagnati nella loro
deposizione dalle preci, imploratrici di pace, analoghe
al nostro suffragio cristiano.

Compendiosamente l'altare, la persona defunta, il
dèmone accennano a questo sulle due nostre stele fel-
sinee ('), mentre nelle lastre tombali di Cervetri, ora
al Louvre, parzialmente si possiede una composizione
assai più vasta, la quale doveva comprendere, per dir
così, il servizio funebre di una defunta (2).

Alla lastra centrale, esibente l'altare ed una figura
(il sacerdote?), a sinistra si attaccano due lastre con
figure maschili e femminili che sollevano una mano
in segno di rispetto o di adorazione ; a destra doveva
attaccarsi un'altra lastra, ora perduta, con altre per-
sone e dietro doveva trovarsi quella lastra che con-
tiene, oltre alla figura del dèmone alato trasportante
la defunta, un personaggio che, già col solito gesto
jeratico, raggiunge verosimilmente gli altri compagni
della lastra perduta. Il dèmone si avvicina all'altare
ad accogliere le offerte e le preci propiziatrici per
potere in tale modo trasportare all'Orco la defunta.
Alla cerimonia attorno all'ara dovevano essere unite
le lastre con le persone sedute e gementi, su cui do-
vevano librarsi piccole figure alate simboleggianti, a

ecc., 1908, p. 534 e seg.); si v. l'articolo di Karo, Oon, oosky-
phion in Daremberg, Saglio, Pottier, IV, p. 201.

(') Forse una intonazione funebre avrebbe la rappresen-
tanza su di uno scarabeo etrusco, non più arcaico, esibente un
dèmone imberbe alato con vasi di libazione accanto ad un'ara
(Furtwangler, Gemmen, t. XVIII, 41).

(*) Il carattere di processione funebre fu riconosciuto dal
Brunii {Annali delVInstituto, 1859, p. 325 e segg.). Il Martha
(p. 425 e segg.) segue il Bruun, ma parla di sacri/ice, di viclime,
di bùcher funéraire, senza dare una spiegazione del perchè
verso l'altare è trasportata dal dèmone la figura di donna. Il
Pottier (Catalogue des vases antiques, p. 412 e seg.) spiega
la scena come allusiva a cerimonie presso una tomba.
loading ...