Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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le pietre funerarie felsinee

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pomo anche nel nostro esemplare e ritenerlo, non più
come vera offerta, ma come semplice simbolo del luogo
infernale? Nella stele enganea di Camino (fig. 7) si
scorge mantenuto lo stesso concetto, sia di vera offerta,
sia di semplice allusione al luogo, in una colomba che
la donna (la sposa) in piedi sta porgendo ad un uomo
(lo sposo) pure in piedi ed ammantato.

Nella stele n. 64 (fig. 63), disgraziatamente mutila
e corrosa, è una donna che offre alcunché ad un perso-

Fio. 03 - Stuie, n. 64.

naggio il quale, quasi indistinto, è seduto, poco meno che
sepolto, entro una sedia a poltrona. È la forma di sedile
che ci viene offerta da tanti insigni esemplari; è il se-
dile, costituito da una parte inferiore a basso tronco
di cono, sormontata da una spalliera ampia e rotonda.

Nella tomba ceretaua delle Sedie e degli Scudi (l)
ed in quella, pure ceretana, della Sedia (2) di vetusta
età, vediamo questa forma di sedile accompagnata da
un basso sgabello, e lo stesso sgabello si distingue
anche a mala pena nel nostro rilievo felsineo del
n. 64, mentre più netto ne appare il contorno nel

(l) Dennis, I, pp. 255 e 257; Martha, fig. 156.
(") Dennis, I, pp. 275-277; Montelius, tav. 313, 8.

Monumenti Antichi — Vol. XX.

n. 89 (fig. 67), ove si ha un ulteriore esempio di tale
forma di sedile.

Il sedile esibito dalla stele n. 64 palesa, tuttora
visibile, una ornamentazione a linee e a cerchietti
che trova la sua perfetta analogia con quella ad im-
bullettature degli esemplari arcaici chiusini, siano in
lamina bronzea che in terracotta. È infine il sedile
che riappare nella situla Benvenuti, nel personaggio
seduto a sinistra nella zona superiore.

Fig. 64. — Stele, n. 159, lato A.

Kiguardo a questo esemplare n. 64 possiamo noi
mantenere la stessa relazione di offerta di una moglie
al marito eroicizzato, quella offerta che si è potuto
supporre pel n. 187? Ora, questo carattere di vero
omaggio, come da minore a maggiore, è comune al con-
tenuto di una zona nelle due stele n. 159 (fig. 64) e
n. 169 (tav. V) ove la scena viene sempre più allargata.

Nel n. 159 (lato A, zona inferiore, purtroppo
assai mutila e corrosa), è l'omaggio diretto da due
giovani e da una donna ad un personaggio, forse
femminile, che pare seduto su sedia a spalliera e
che alza la destra probabilmente con un fiore (') ;

(') Si potrebbe quasi scambiare l'avanzo di questa spal-
liera per la parte superiore ricurva di un bastone; ma l'insieme

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