Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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LE PIETRE FUNERARIE FELSINEE

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§ 4. La testa silenica.

Alcune stele esibiscono una colossale testa di
Sileno in relazione con figure minori: cioè il n. 17,
zona2a (fig. 66); il n. 89, zona 2a (fig. 67); il n. Ili
(tìg. 68), il frammentato o corroso n. 67.

Sono, queste rappresentazioni, del tutto singolari,
che, a mia conoscenza, perfettamente unica è questa
unione di figure di defunti (tali non possono non essere
i due cavalieri dei nn. 17 e 67, l'uomo seduto del n. 89
e la donna del n. Ili) con una gigantesca figura di
Sileno, di cui solo il capo apparisce intiero.

di Copenhagen (fig. 69) ('); ivi Eracle imberbe, ricono-
scibile come tale dalla clava che impugna, trae seco
da una cavità un mostro per mezzo di una corda;
questo mostro è costituito da una testa colossale si-
lenica, dalla lingua pendente. Il Furtwàngler ha no-
tato (2) che il tipo dell'azione è quello noto dalle
rappresentazioni dell'avventura di Cerbero; ma, come
Cerbero sta a simboleggiare gl'Inferi, così tale me-
desimo valore potremmo attribuire a questo capo co-
lossale, e la vittoria su di esso da parte di Eracle
equivarrebbe alla vittoria dell'eroe sul mondo infer-
nale. E questo capo può anche essere il custode di

Fig. 69. — Vaso del Museo di Copenhagen.

Manifestamente si ha qui un essere soprannatu-
rale; e, rammentando che su due stele felsinee (nn. 76
e 94) sono espressi due dèmoni di aspetto silenico,
dovremmo riconoscere in questo essere gigantesco un
dèmone. Esso viene placato mediante le offerte, negli
esemplari nn. 89 e 111, di un pomo e di un ramo-
scello, e, già placato, porta nel braccio suo. quasi
sotto la protezione del suo potere, il lillipuziano
gruppo del defunto a cavallo nel n. 17.

Sarei pertanto incline a vedere, in questo mostro
colossale, una allusione ingenua, se non la personifi-
cazione stessa del regno infernale. Del resto, tale con-
cetto di gigantesca figura, anzi di gigantesco capo,
atto a rendere ingenuamente l'immagine materiale della
misteriosa e gigantesca forza, a cui tutti i mortali
soggiacciono e che a sè li attrae nel mondo sotterra-
neo, non si deve ritenere ristretto alla sola Pelsina.

Pel confronto appunto con questi rozzi monumenti
felsinei mi pare di non piccola importanza la rappre-
sentazione che, tranne insignificanti differenze, si ripete
sui due lati di uno skyphos a figure nere, del museo

questo mondo infernale, posto a lui dinnanzi con ter-
ribile aspetto ad ammonire dell'oscuro e dell'inelut-
tabile mistero che egli custodisce. Questo capo può
anche essere tutt'uno con l'Orco stesso, e con tale
nome sarebbe rimasto attraverso secoli nella fantasia
del popolo (3).

Eguale significato, che la testa colossale ha su
questo vaso, sarebbe in quell'orribile capo della

(') Ballettino napolitano, n.s. 5, tav. 11. Al dr. Blinkenberg
debbo una lucida fotografia di questo skyphos. Si cf. ora lo
skyphos in Graef, Die antiken Vasen von der Akropolis,
t. 75, n. 1306.

(2) Nel Lexikon del Roscher, I, p. 2221.

(3) Cosi il Lucifero dell'inferno cristiano, nelle concezioni
medioevali, è di gigantesca statura e mostruosa, quale ci ap-
pare nel giudizio universale di S. Maria Maggiore di Toscanella,
nell'inferno del Camposanto di Pisa, nella pittura giottesca della
cappella degli Scrovegni a Padova, e quale è descritto nell'ul-
timo canto dell'inferno dantesco.

È noto poi clic l'ingresso all'inferno, nelle rappresenta-
zioni del medio evo, è dato da un'immane gola di dragone o
di altro mostro (si veda Koppen, Der Teufelund die Hòlle in
der darstellenden Kunst ecc., 1895, p. 41 e segg., p. 55).
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