Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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le pietre funerarie felsinee

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Nei un. 62 (tìg. 71), 107, 156, i guerrieri hanno
l'elmo a lungo Àócpog o con avanzo di esso Xóyog, e nel-
l'aspetto generale vengono ad assumere analogia con
l'Avle Pheluske di Vetulonia. L'elmo pure dovevano
avere, data la stringente analogia dello schema, i guer-
rieri dei un. 35, 44, 83. L'elmo intero è conservato
solo nel n. 156; è di tipo attico con le paragnatidi.

Si notano poi le seguenti particolarità : il guer-
riero del n. 156 porta la lancia sulla spalla destra;
quelli delle quattro stele Arnoaldi nn. 44, 73 (tìg. 72),
83, 84 alzano la mano destra armata di una corta
spada all'altezza del viso, ed il fodero di essa spada
esce sotto la curva dello scudo nel frammento n. 35 e
nei numeri suddetti 73 e 84; la lancia è nella destra
ed è poggiata a terra nel n. 62.

Più che le stele precedenti, mantiene qualche cosa
del vetustissimo schema il guerriero del n. 104 (tìg. 73),
perchè ivi sono espresse le primitive due lancie con le
punte verso il basso; ma questo guerriero si stacca
dagli altri per maggior scioltezza e vivacità e di-
ligente espressione. Il guerriero si muove con grande
impeto verso destra, e con tale impeto bene si accorda
il moto della mano destra tesa all' indietro ed impu-
gnante la spada.

Sotto la linea curva dello scudo appariscono le
pieghe della tunica presso i due guerrieri dei nn. 73
e 107. Lo scudo stesso talora è un semplice cerchio
(a. 84, n. 107 e n. 156), ora ha una grossa orlatura
alla periferia (n. 35, n. 83, n. 104). L'umboue appare
visibile solo nella stele n. 83. Orlatura con ornamento
è sugli scudi dei tre guerrieri dei nn. 44, 62 e 73;
nello scudo del n. 62 è una stella con sei raggi come
nello scudo del guerriero di Vetulonia; nel n. 44
sono raggi che alternativamente o finiscono a punta o
sono simili a baccellature; nel n. 82, dal centro, si di-
partono linee curve a spirali (').

Stilisticamente assai vicini tra di loro si debbono
ritenere i due guerrieri dei nn. 83 e 156. Una partico-
larità è comune ad ambedue le stele : sul terreno, tra
le gambe del guerriero del n. 156 (tìg. 70) è un monti-
cello assottigliantesi verso l'alto e curveggiante, con

(') Simili linee sono su scudi della stele di Monte Qualandro,
del cratere di Aristonous, della lekythos Macmillan, dell'anfora
di Ceo (Louvre, Pottier, t. 54, 732), di laminetta italica (Museo
• Gregoriano t. XXXVIII, 8),

due rientranze a ciascun lato; tra le gambe dell'altro
guerriero del n. 83 è un monacello a forma semi-
circolare, racchiudente un minore semicerchio. Questi
due monticelli manifestamente sono, più che un riem-
pitivo, una timida parvenza dell'elemento paesistico,
che serve a denotare la natura accidentale del suolo
su cui si muovono i due guerrieri. È qui stringente
l'analogia con quello che appare nella citata stele ve-
tulionese, assai anteriore, con l'arbusto stilizzato tra
le gambe del guerriero (').

Fig. 72. - Stele, n. 73, lato A.

Senza dubbio alcuno, la più bella figura di guer-
riero è quella della stele n. 104, di disegno sciolto
e nobile e di valore artistico non di poco superiore
a quello della maggioranza delle altre stele felsinee.
Con semplicissimi mezzi è balzata fuori dallo scal-
pellatore etrusco una gentile figura dal volto imberbe
e di profilo, come già ebbe a notare il Brizio, del
tutto attico, dalle proporzioni egregiamente mante-
nute nell' impetuoso movimento.

(') Un monticello consimile è tra le gambe di un guer-
riero che irrompe, vittorioso di un secondo, verso destra, su di
uno specchio etrusco del Museo di Bologna (Gerhard, Spiegel,
tav. CCCXOV); si ricordi pure la zolla erbosa sotto il cavallo
di Troilos nella tomba cornetana dei Tori (Antike Denkmàler,
voi. II, tav. 41).
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