Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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Sep. 55. Doppia fossa a cremazione, come taluna
delle precedenti ; al centro della piccola fossa di fondo,
fra ceneri ed ossami cremati, una oenochoe grezza
a. cm. 16.

Sep. 56. Come la precedente, dir. 30°-210°; una
delle fosse più profonde che siensi esplorate, perchè
calava a m. 2. Nello strato alto della controfossa fram-
menti di una piccolissima kylix ionico-sicula. Al
centro della sottofossa, fra ceneri ed ossa, il solito
boccaletto sferico, ed una mezzana lekythos a f. n.
frantumata con figura di cavaliere fra due garzoni rab-
dofori. La sottofossa di cremazione era qui laterale,
come nel sep. 35.

Sep. 57. Possa rettangolare nell'arena vergine, di
m. 1,60X0,75, dir. 120°-300°, con traccia di vivo
fuoco nelle pareti. Sul fondo si apre una fossa più
ristretta, rivestita in uno dei lati lunghi di piccola
muratura, spessa cm. 20 ; sul fondo cadavere cremato
in posto col cranio a SE, ai cui fianchi piccola holpe
grezza, come quella del sep. 49 (fig. 39).

Sep. 58. A cappuccina di due paia di tegole,
dir. 30°-200°, contenente uno scheletro col cranio a N.
Presso di questo si raccolse un grosso skyphos cor.,
a. cm. 10, diam. cm. 16, con due stambecchi ed una
pantera, e raggiera al piede. Un altro maggiore era
a fascie, senza figure. Di più un piccolo stamnos pure
a fascie.

Gli scavi nel predio Barravecchia, ma soprattutto
quelli del giugno 1904, misero a vista numerosi ustrini
e fosse di cremazione, l'uno accosto all'altro, e tal-
volta 1' uno sopra l'altro, ma di già manomessi, e però
non registrati nel precedente diario. È sorprendente
la percentuale altissima dei cremati sugli inumati,
che si osserva in questa piccola città anche presso le
classi povere, a diversità di quanto fu osservato nelle
città costiere. Tale fenomeno io non saprei altrimenti
spiegare se non col costo minimo della legna in una
regione che ancora nel VI secolo a. C. doveva posse-
dere dei boschi magnifici, soprattutto di quercie ; Dio-
doro (IV, 84) ricorda che ancora ai suoi tempi sugli
Herei v'era abbondanza di alberi d'ogni maniera e so-
prattutto di quercie colossali... ósvóqeai navxoioiq
7is7iXrjQÙ)ff3ai. Eivai óè xccì óqvmv iieyàXmv TiXTj&og.
Che poi la combustione non fosse privilegio della
Monumenti Antichi — Vol. XX.

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classe abbiente, ma qui almeno anche dei poveri, si
deterge dal fatto che sopra un centinaio di sepolcri
esplorato da me e dal sig. Barravecchia, non venne
trovato uno solo dei grandi ossuari dipinti e figurati,
nei quali di solito la classe benestante componeva i
resti cremati dei suoi morti.

Tra mezzo alla terra delle tombe, in precedenza
saccheggiate, si rinvennero pochi cocci di vasi arcaici ;
merita solo di esser ricordato il bocchino di un ala-
bastro» fenicio di vetro, ed alcuni cocci di un grande
stamnos (fig. 40) a bitorzoli sulle spalle. Ma tutto

Fig. 40.

sommato i corredi della piccola necropoli appariscono
tutt'altro che sontuosi.

Raccogliendo pertanto le impressioni che emer-
gono dallo studio di questi 58 sepolcri, saltano agli
occhi vive reminiscenze di Gela. Anche qui come
laggiù il sarcofago monolito è una vera eccezione ed
un lusso, mancando la buona pietra. La maggior
parte delle tombe è, come nella necropoli arcaica di
Gela, rappresentata da cappuccine, da ziri ed anfore
per bambini, o da fosse in nuda terra. Quanto al
rito, possiamo stabilire il seguente quadretto stati-
stico :

Tombe ad umazione, n. 35.

1) iyxvTqKSfioi dei bambini ... 16

2) Cadaveri in fosse.....19

Tombe a cremazione, n. 22.

1) Cadaveri distesi cremati ... 9

2) Ossilegi.......13

Totale dei cadaveri riconosciuti . 57

50

DI UNA ANONIMA CITTÀ SICULO-GRECA ECC.
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