Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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di una anonima città siculo-greca ecc.

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provengano da M. S. Mauro. Ma nel dubbio, ho cre-
duto di non doverne tener conto.

Anche il Museo Civico di Caltagirone possiede
una di codeste arette (fig. 80) col motivo trito del
leone che addenta una cerva (?) non per anco abbat-
tuta. La frequenza di cosi fatti altarini mi fa sospet-
tare esista a S. Mauro un santuario, del quale siasi
distrutta ogni traccia nei lavori agricoli dell'ultimo
mezzo secolo.

zione, suggerita da monumenti a lui sfuggiti o di re-
cente scoperti.

La lastra rettangolare è chiusa da una cornice
piatta molto logora, e quasi interamente distrutta nel
quadro superiore; da essa, a circa due terzi di altezza,
si stacca un listello, che divide in due campi la figura-
zione ; anche questo è logoro, nè io vi scorgo le tracce di
lettere, che, pur dubitativamente, credette riconoscervi
il Pais, lettore che in quel punto sono poco verosimili.

so;

E) Il bassorilievo di M. S. Mauro.
(Tav. IX).

È una lastra rettangolare di cm. 84 X 61 X 14
di spessore, in calcare bianco finissimo, che il pro-
fessore S. Di Gregorio, naturalista, definì per calcare
di Palazzolo. Fu rinvenuto nel 1837 a S. Mauro,
donde venne portato in città e ad essa donato dal
barone Perticone. Abbandonato e negletto per molti
anni, ora trovasi murato in una parete della scala
d'ingresso al R. Liceo. Esaminato; descritto e per la
prima volta divulgato dal Pais('), egli ha aggiunto
alla sua monografia una breve nota illustrativa del
prof. Gher. Ghirardini, della quale terrò il debito
conto, completandola con qualche ulteriore osserva-

li 77 rilievo greco arcaico di S. Mauro presso Caltagi-
rone e le città antiche dell'altipiano Ereo. Nei Rendiconti
dei Lincei 1895, pag. 279 é segg. Il Perticone, Le antichità
della Gela mediterranea, oggi Caltagirone (Catania 1857) del
rilievo dice soltanto (pag. 25), che fu trovato a S. Mauro, senza
specificare il punto esatto della scoperta.

Le rappresentanze sono assai sconservate ed hanno
molto sofferto oltre che dalla disgregazione della pietra
per gli agenti del sottosuolo, anche da ripetuti urti
dell'aratro o di altro corpo contundente (').

In gran parte distrutta è la figurazione superiore,
delle cui cinque figure due sono completamente abrase,
due per metà, e solo una quasi intatta. Ne ho fatto
perciò ricavare lo schizzo accuratissimo, che vedesi a
fig. 81. Il soggetto è una danza orgiastica probabil-
mente dionisiaca. A d. si vede una coppia di figure
virili nude affrontate, saltellanti e gesticolanti; le
teste sono quasi perdute, una era lungo chiomata, non
così l'altra; stretta, là vita, esageratamente muscolosi
glutei e coscie. Dal lato opposto corrispondeva un altro
gruppo, che non si può ben definire; abbastanza chiara
è solo una figura che con la d. abbassata regge per

(') La eccellente riproduzione a tavola IX sostituisce quella
Invera, piccola e provvisoria data dal Pais; essa è stata ti-
rata dal gesso che del rilievo ho fatto eseguire per il Museo
di Siracusa.
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