Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

Page: 827
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1910/0434
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
827

DI UNA ANONIMA. CITTÀ SICULO-GRECA ECC.

828

la caviglia il piede corrispondente sollevato, in uno
schema che è certamente poco visitato nell'arte arcaica;
ima seconda figura è così abrasa, che appena se ne
vede la traccia, ma non se ne definisce l'azione. Al
centro la silhouette di una quinta figura, forse mu-
liebre, con boccale nella sinistra, sotto il quale pare (?),
s'intravveda a terrà un bacino (?).

11 campo inferiore, evidentemente il principale e
meglio conservato, è occupato da un grande gruppo
araldico di due sfingi accosciate ed opposte, separate

corpi sono resi, nel quadro principale, con sobria e
poco profonda incisione.

Il prof. Ghirardini riconosce in tale tecnica la
riproduzione degli (TcpvQsXccra in bronzo, cioè delle
lamine sbalzate a martello; ma io, attesa la super-
ficie piana e non convessa delle figure, preferisco ve-
dervi le vive reminiscenze non della scoltura ma pro-
priamente dell'intaglio in legno, cioè della hXovQyi'a,
colla quale espressione si indicava la lavorazione del
legno in generale, ma anche quella dell' intagliatore,

) 11/ < <

Fig. 81.

da una doppia palmetta ionica. Disegnate simmetri-
camente ma in senso inverso, tengono una delle zampe
anteriori verticale, di sostegno, e l'altra sollevata in
alto in modo inverosimile ; il capo è coperto da una
specie di calottino, se pure tale non è la forma della
chioma tenuta aderente alla calotta craniale da una
stefane, di sotto alla quale scendono sulla fronte dei
ricci spiraliformi, e sull'occipite i capelli dapprima
ammassati e poi partiti in una triplice treccia. Le
ali a margini interni periati si confondono col riccio
terminale della palmetta ionica, che coprono, forman-
done la voluta superiore.

La tecnica della scoltura è quella di un rilievo
piatto, che emerge per circa un cm. dal fondo abbas-
sato; i contorni e gli spigoli delle figure sono un po'
duri ed appena smussati, ed i particolari interni dei

a meglio esprimere la quale, la voce ijvXoyXixpog è
di formazione tarda (').

È stata già opportunamente notata dal Pais e dal
Ghirardini la ricorrenza di danze bacchiche molto scom-
poste ed agitate, e talora persino oscene, sui vasi ar-
caici, corinzii, ionici (anfore tirenniche e calcidesi)
e sugli attici neri; tale e tanta è ormai la copia di
codesti monumenti, che è inutile una rassegna, ma
rimando elii ne avesse desiderio ad opere di sintesi (8);
rilevo, piuttosto, come nell' insieme della nostra com-

(') Bliimner, Gewerbe und Kiinste IL, pag. 335.

(3) Sulle danze grottesche dei vasi consultare: KiSrte, Jahr-
buch, 1893, p. 90, nota 58; Walters H. B„ Journal hell.
stud., 1898, p. 287; ed il singolare scritto della signora Azra
Hinks, Representations of dancing on early greek vases nella
Revue Archéol., 1909, II, p. 350 e segg.
loading ...