Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 20.1910

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AVANZI DI MURA ECC.

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gliano agli avanzi di altri muri esistenti a Fiesole,
sebbene, per lo più siano della solita struttura
pseudoisodoma. Il cospicuo rudero, p. es., che è al
disotto del Teatro romano, e che, come dirò, sotto certi
riguardi può considerarsi anche come la continuazione
del muro dell'acropoli die scende la collina a nord,
differisce anch'esso da altri avanzi che si trovano
sull'altura di S. Francesco. Per rendere più evidente
tale diversità riproduco il disegno (') del detto muro,
che è uno dei meglio conservati nella città di
Fiesole.

Le mura dell'acropoli.

Basta dare un'occhiata alla pianta (fig. 2) per
accorgersi che i detti ruderi abbondano di più sul
lato orientale, e sono tutti avanzi almeno di due
susseguenti cerchie, non parallele però, che munivano
validamente il colle da questa parte che ha un pendio
molto scosceso. Sul lato opposto invece, che per essere
più accessibile fu di più esposto alle devastazioni, si
vedono ruderi di gran lunga minori ; ma più im-
portanti forse, perchè, mentre i primi, pur non es-
sendo stati mai pubblicati e studiati scientitìcamente,
qualche volta sono ricordati nelle citate fonti tìesolane,
di questi ultimi non si fa mai menzione.

Questi, che si trovano sulla sommità della collina,
compresi per la maggior parte nella fabbrica del con-
vento, per la loro regolare distribuzione ed aggrup-
pamento sembrano più tosto ruderi di un fortilizio,
che non di una terza strettissima cerchia di nessuna
utilità in quel punto.

Gli uni e gli altri poi meritano di essere analiz-
zati minutamente sia riguardo alla loro struttura,
che alla direzione e all'ufficio originario di ciascun
muro di cui sono avanzi.

In quanto alla struttura di codesti ruderi osservo
che essi sono di tre specie:

a) isodomi (pochi tratti);

b) pseudoisodomi (la maggior parte);

(') Il materiale grafico e fotografico mi ò stato allestito
con la ben nota diligenza e perizia dal disegnatore del Museo
Archeologico di Firenze sig. Guido Gatti, al quale lio il dovere
di rendere pubbliche grazie.

c) ricostruiti con materiali antichi misti (di-
versi tratti intercalati o in continuazione degli ori-
ginari).

Ho distinto i muri con le lettere A, B, C, D,
E, F, G, H per renderne più agevole la descrizione
e il confronto sulla pianta.

Il muro A, della cinta più bassa (lato orientale),
incomincia nel giardino del vescovo ai piedi del colle,
e dopo aver descritto una insensibile curva, secondando
la natura del terreno, si spinge nella proprietà comu-
nale e tende a congiungersi, ad angolo acuto, col sovra-
stante muro B nei pressi della porta che mette in
comunicazione il terreno dei frati con il bosco del
comune. È lungo in tutto ben 150 m. e ]/2 circa;
ma, specialmente nel tratto compreso nel giardino
vescovile, ha varie interruzioni, colmate con muri
moderni o medioevali, per i quali del resto si è quasi
sempre adoperato il materiale autico, ricavato dal
muro originario diruto. Nonostante tali lacune, si può
seguire agevolmente la direzione dell'antico muro,
anche nei tratti interrotti, perchè sussistono sempre
e si vedono i filari più bassi delle fondazioni, ora in
parte scoperte, essendo il terreno in pendìo. In alcuni
punti si vedono gli speroni della roccia stessa del
colle spianati e corretti qua e là per sostenere il
muro di cinta. Questo muro presumibilmente doveva
attraversare l'odierna via di S. Francesco e ricon-
giungersi con un altro tratto della medesima struttura
che si scorge nell'interno del seminario. L'interruzione
più notevole è quella nel giardino vescovile, la quale
comprende un tratto moderno di m. 6,10, dopo 60 m. a
partire dall'angolo presso la via di S. Francesco.

Un'altra di circa 5 m. è un po' più avanti. E degna
di speciale nota la prima, perchè quivi il muro, vol-
gendo ad un tratto a sinistra, ad angolo retto, tende
a risalire il colle per m. 2,50 (fig. o). In questa
prima sezione abbiamo forse anche un ricordo del
tempo in cui fu ricostruito con materiali frammentari
antichi, perchè a circa 4 m. dalla strada di S. Fran-
cesco e a 2 metri di altezza si leggono incise su un
sasso, queste quattro lettere :

e sotto, su un altro masso, la data :

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