Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

Page: 49
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1922/0031
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
49

Croma

50

riore del bronzo D, ed ogni spostamento laterale vi
era reso impossibile, o per lo meno impercettibile,
dalle pareti combacianti delle guide e degli innesti
studiati.

Dopo questa descrizione minuta ed accurata della
groma, nella quale ho cercato d'interpretare come
meglio ho potuto la tecnica di costruzione delle varie
parti, ed i fini ai quali conformavasi la tecnica stessa,
riesce quanto mai confortante un confronto fra la
groma pompeiana e quella scolpita sul rilievo d'Ivrea
(fig. 1), in genere per le proporzioni totali, che armo-

tro della groma al vertice, è lungo m. 0,460 : dal ver-
tice di un braccio, quindi, a quello del braccio corri-
spondente si misurano m. 0,920. E che cosa rappre-
sentano questi m. 0,920 ? Non si deve certo al caso se
essi contengono tre volte il piede romano (metri
0,29779 X 3 = m. 0,89337) con un eccesso di m.
0,0266, il quale eccesso, nonché essere superfluo, richie-
desi, perchè i fori dei fili a piombo abbiano ciascuno
il suo campo di apertura. Ora, quando, dividendo in
due parti l'eccesso di m. 0,0266, ci appaghiamo senza
difficoltà del fatto che i fori dei fili a piombo fossero

0 12 3 1 Sctnlimetri

T,--^-f—r--,- t )-r—t—r-H

Fig. 12. — Sezione verticale dell'innesto fra la groma ed il rostro sporgente.

nizzano e si corrispondono strettamente, ma in ispecie
per la perfetta rispondenza del particolare della ra-
stremazione che mostrano i cornicula della groma
nei-due monumenti. Tenuto conto del peso e delle
reali proporzioni di questo pezzo dello strumento, è
ora chiaro che le « règles », o cornieula, della groma
sono « mipartie biseautées », non già « sans raison
bien apparente », come è sembrato ad Émile Espéran-
dieu ('), ma in osservanza al criterio di dare a questo
pezzo della machina la maggiore leggerezza.

Ma, quali sono, espresse in piedi romani, le pre-
cise proporzioni della groma pompeiana ? A bella
posta e solo ora mi pongo tale quesito, e vi rispondo,
per chiudere questa descrizione con un dato positivo
di tanta importanza da uscirne ribadita la convinzione
che ci troviamo davvero in presenza di un istrumento
di precisione. Ho riferito che ogni corniculum, dalcen-

(*) Ém. Espérandieu (op. cit. a p. 80) p. 1506.
Monumenti Antichi — Vol. XXVIII.

aperti a m. 0,0133 di distanza dal vertice di ogni cor-
niculum, è necessità riconoscere che la groma por1
peiana è precisamente di tre piedi romani, tripedalis.

K. Contrappesi di bronzo « pondera » (') (fig. 2, K).
Null'altro mi resta che da presentare i quattro pondera,
i quali formano due distinte coppie : l'ima di veri e
proprii archipendoli conici, di forma alquanto allun-
gata, e con pomello superiore recante, nel senso di un
diametro, un forellino orizzontale cui incontra nel
punto medio un altro forellino verticale ricadente dal
centro ; l'altra di contrappesi conici conformati a pera,
con basetta a rilievi concentrici ricavati al tornio,
e vertice ripiegato ad uncino e plasmato a collo d'oca.
Dei due contrappesi a collo d'oca, il primo, alto m.
0,089, pesa gr. 640, e il secondo, alto m. 0,088, pesa
gr. 610 ; dei due archipendoli conici, simili a quelli

(*) Or. vet., 32, 19 (fila) extensa ponderibus (Frontino).

4
loading ...