Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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GRUMA

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Del preleso « wohlerhaltenes Exemplar » della groma
di PfiLiz, e delle relative integrazioni e ricostruzioni,
purtroppo, non esiste nulla ; e, a distruggere l'equi-
voco, poiché trattasi proprio di un equivoco, bastano
poche considerazioni.

Di fronte alla imponenza delle dimensioni, alle pe-
culiarità della tecnica di ogni più piccola parte della
groma pompeiana, che abbiamo visto riprendere da
sè stessa le sue forme con i suoi, non due o tre, ma ben
undici pezzi originali, e col solo supplemento del legno
che quei pezzi richiedono, può mai reggere al para-
gone un povero arnese, che tanti ostacoli offre ad un
pratico maneggio, e mostrasi così rusticamente conce-
pito ? Si badi che in esso tutto, o quasi tutto, è suppo-
sto : è supposto il cavalletto di legno, ovvero bastone
verticale col dipendente braccio orizzontale ; suppo-
sta è la cornice ; e nemmeno i piombini fanno parte
del trovamento : unici avanzi antichi utilizzati sono
una crocetta e un bastoncello di ferro. E basterebbe
questa sola considerazione ad illuminarci. Ma la cro-
cetta di Pfu:iz, a parte la rusticità e la elementarità
della sua costruzione, è lunga, non già tre piedi romani
come la groma pompeiana, e neanche un poco di meno
come la groma scolpita nel rilievo d'Ivrea, che da un
braccio all'altro pure misura m. 0,700, ma è lunga nè
più e nè meno di m. 0,350; il relativo bastoncello, poi,
lungo ni. 0,355, è evidente che, scostandosi già tanto
dalle proporzioni di quello del rilievo d'Ivrea, che misura
metri 0,730, nemmeno per parodia può ricordare il com-
plesso e davvero mirabile ferramentum della groma
pompeiana. Ma non occorrono nemmeno troppo lunghe
meditazioni per indovinare, e senza pericolo di errare,
gli avanzi di quale arnese gli scavi di Pfiinz dettero
fuori. Alla crocetta, fissata al sommo del bastoncello
di ferro, si attacchino, non una cornice quadrata, e nem-
meno circolare, ma tante doghe di legno formanti
un tronco di cono inferiormente chiuso da un con-
gruo fondo (e qui l'altezza del bastone e l'ampiezza
della croce imporranno, se non tutti, gran parte dei
limiti sufficienti per una ragionevole ricostruzione) ;
si applichino dall'esterno al tronco di cono due cerchioni
di ferro, l'uno al sommo, bilaterale, quale è richiesto
dalle estremità, ripiegate ad angolo, dei bracci della
croce, l'altro all'imo, probabilmente della stessa forma ;
e, quando sotto il fondo si sarà fissata con un perno
la codetta inferiore del bastoncello, si sarà ottenuto

Monumenti Antichi — Vol. XXVIII.

l'unico oggetto alla cui ricostruzione danno diritto i
ferri di Pfii.iz: un autentico, ma modesto modius prae-
ferratus ('), come ne possiedono tante pubbliche col-
lezioni, ed in prima le raccolte del Museo Nazionale
di Napoli (*) e di Pompei (3 ), e come se ne vedono ripro-
dotti su parecchi monumenti (*): un modius di legno
con armatura di ferro, cui avrà maneggiato pure un
mensor, ma frumentarius (6), non agrarius. Ma, a v< lere
andare fino in fotdo (e la materia è degna di richia-
mare per un momento la nostra attenzione), quando
accanto alle due dimensioni certe — altezza e diametro
superiore — che i ferri di Plunz cffroi.o (•), traendo
profitto della comparazione di sii altri monumenti
simili (7), riusciamo ad accertarne con sodisfacente
approssimazione la terza dimensione — il diametro in-
feriore — e ci facciamo a calcolare il volume del modio
di Pfii z (8j, assodiamo subito che quel recipiente era,
per defilarlo con Cominella (9), precisamente una cor-

(*) Così lo chiama Catone : De agricultura (H. Keil, Lipsia,
1895), c. XI, 24.

(2) Inv. n. 74602 = Guida Ruesch, n. 172G, p. 381 : proviene
da Pompei.

(3) Inv. del Museo Pompeiano, nn. 124 e 125.

(*) Daremberg et Saglio, Dict., figure 2072, 4916, 4917,
5981, agli art. cribrimi, libra, mensor, rutellum, ad esempio.

(6) C. I. L., VI, 85 ; XIV, 154, 172, 289, 303, 309, 363, 364,
409, 438, 4139.

(6) H. Schòne, Das Visirinstrument der rom. Feldm. Dalla
fig. 1 in relazione con le figure 3 e 4 ricavansi le misure : altezza
m. 0,332, diam. sup. m. 0,303.

(') Sono questi 4 modii antichi in legno, restaurati (l'uno
con Porlo superiore di bronzo e tre con armatura completa
di ferro) conservati, uno nel magazzino dei travamenti a Pom-
pei (invent. n. 1597), uno nel Museo Naz. di Napoli (inv. 74602),
due nel Museo Pompeiano (inv. 124 e 125) ; e 2 modii, in tutto
di bronzo, provenienti da Ercolano, nel Museo Naz. (inv. 74600,
74601).

(8) Le differenze tra il diametro inferiore e quello superiore
dei modii ora citati mettono capo ad una media di m. 0,031,
la quale rappresenta la media inclinazione delle « generatrici» di
quei tronchi di cono. Per integrare, ora, il diam. inf. del modio di
Pfiinz, aggiungo al suo diametro superiore, che è di m. 0,303, i
m. 0,031 di quella media. Partendo dalle tre misure (alt. m. 0,332;
diam. sup. m. 0,303, diam. inf. [m. 0,334]), ed operando con l'ap-
plicazione della forinola V = ~(r3 + Ra -(- rR), si ottiene per il

à

modio di Pfiinz la capacità di litri 26,4671, che è proprio quella
di 1 amphora, quasi per nulla discostandosi essa dalla relativa
capacità matematica di litri 26,4087, che si ha per Vamphora
quando si pone a base del calcolo, come noi facciamo, il piede
romano di ni. 0,29779.

(•) Colum. 12, 50 ; l'altra denominazione, trimodium, in-
contrasi in Plaid, Men, prol. 14 ; Plin. N. H. 33,6, 4 ; nell'iscri-
zione Creili, 5369.

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