Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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GROMA

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buia trimodia, ovvero trimodium, avendo esso la esatta
capacità di un pes quadratus concavus (l), ovvero di
an'amphora (*).

IV.

Instramentnm mensorium.

Era mio preciso dovere, una volta messo dalla 'AyaOìj
Tv%t] in presenza di un monumento unico e di sif-
fatta importanza, aprir bene gli occhi sulla vera con-
gerie di oggetti e utensili di ogni sorta e materia rinve-
nuti nella taberna n. 3, Reg. I, Ins. VI (3), perchè la
simultanea presenza di tutte le parti della groma di-
mostrava con sicurezza che la machinida, poiché era
integra, non poteva che esserci restituita dalla officina,
od abitazione, di colui che la adoperava, cioè del men-
sor ; ed in tal caso la groma non poteva restare sola.
Qualche oggetto, già per sè stante, era un ben noto
utensile tecnico ; qualche altro, con i confronti monu-
mentali, mi è riuscito integrare o riconoscere per tale:
l'insieme, con la groma, ricostituisce in parte conside-
revole Vinstrumentum mensorium, cui completavano nel-
l'antichità altri oggetti tecnici di solo legno, o di altro
materiale caduco, ora in tutto decomposti.

1) Decempedae, metae. Gli arnesi immediatamente
connessi con l'uso della groma nelle misurazioni agrarie
erano, da un lato, un certo numero di paline (metae,
signa, cannae) (4) e, dall'altro, almeno due canne me-
triche decempedali (decempedae, perticae, ovvero per-
ticae decempedae (5) : affidate ai canneggiatori (me-
tatores), servivano le une, piantate in terra a convenienti
distanze, per fissare gli allineamenti (dictare rigores) ;
le altre, distese alternativamente sul suolo, lungo i
rigores, per misurare (metare) le distanze percorse
negli allineamenti già presi. Soccorre a que:;to propo-
sito, con i suoi rilievi, il monumento sepolcrale di un

C1) Gr. vet., 96, 13 : Pes quadratus concavus capit amphoram
ti imodiani.

(2) Gr. vet., 296, 4-8 ; 376, 9 ; cfr. 96, 13.

(3) Vedi avanti, alla nota 9, a p. 26.

(4) Gr. vet., passim ; cfr. index verborum.

(6) Oltre alle decempedae normali, gli antichi adibivano forse
anche perticae di cinque piedi, o mezze decempe.de; ma nessuna
menzione ne avanza.

altro mensor, T. StatiMus Aper ('), conservato nel
museo Capitolino (*), e sul quale dovrò tornare più di
una volta in questa ricerca. Sul lato sinistro del
cippo in parola è scolpita una pertica (3) consi-
stente di un lungo bastone di legno (4) a corpo tondo,
dalle estremità chiuse in due capsule cilindriche di me-
tallo; dei chiodetti fissano le menzionate capsulae a
ciascun capo del bastone. Ma nella suppellettile della
nostra taberna sono appunto tredici capsulae aeneae
a base circolare, ora liscia ora a cerchi concentrici incisi
al tornio, ed a corpo cilindrico attraversato da chio-
detti, che servono a fissare gl'interni avanzi di legno
ben conservati (fig. 18) : dunque ? Decempedae e metae
v'erano nella bottega ; e gli avanzi delle prime, che si
suppongono in numero non minore di due almeno,
vanno riconosciuti nelle due coppie di capsulae più
grosse e robuste fra quelle presentate nella figura,
da riferire una per ogni capo delle canne metriche ;
gli avanzi delle seconde vanno riconosciuti nelle
nove capsulae rimanenti, più piccole, da riferire,
quali pomelli, una per ognuna delle paline, alla
loro estremità superiore. Le dimensioni delle tredici
capsulae sono le seguenti : altezza massima m. 0,080,
e minima m. 0,035; diametro esterno dei cilindri:
massimo m. 0,023, e minimo m. 0,013.

Chele capsulae ora presentate nella figura 18 abbiano
potuto rivestire estremità di bastoni dell'uso più vario
e diverso, è cosa su cui non può cadere alcun dubbio (6) :
ma, che nel nostro caso si utilizzino opportunamente
per reintegrare perticae o metae, già è suggerito (a pre-
scindere dallo stringente confronto, offertoci dalla
pertica del rilievo di T. Statilio Apro) dalla : imultanea

(!) C. 1. L., VI, 1975.

(2) Legnazzi, op. cit., tav. XL1 ; Helbig, FiXhrer (1899),
n. 277 ; H. Stuart Jones, Gai. (1912), p. 76, n, 8; H. Gummerus,
Darstellunrjen aus dem Handwerk etc, in Jahrbuch d. k. d. arch.
Inst. 1913, n. 78. In quest'ultimo catalogo, compilato con grande
diligenza e maestria, invano si cerca notizia del rilievo di Aebutius
Faustus, o di Ivrea.

(3) Un altro lungo regolo metrico, a corpo rettangolare,
molto simile alla odierna ' stadia' dei nostri geometri, associato
ad un'ascia, una squadra e un gomitolo di spago al cui capo
è appeso un piombino, vedesi effigiato sul cippo di P. Ferrarius
Hermes : H. Gummerus, op. cit., n. 84. Un'altra canna metrica
è nel successivo monumento n. 85 ( = C. I. L., V, 1508).

(4) Ovvero di ana. semplice canna.

(5) Potevano, ad esempio, essere applicate ai quattro piedi
di una sedia, alle estremità di bastoni, destinati a tener distese
delle tende, e cosi via.
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