Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 28.1922

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L'ISIDE BARBERINI

La statua mutila e frammentata che qui si illustra,
entrata da poco a far parte delle collezioni del Museo
Nazionale di Napoli, ha una curiosa storia che di per
sè sola la renderebbe degna di qualche attenzione.
Se a questo si aggiunga una importante particolarità
del suo vestiario, che con altri non molti monumenti
la pone sulla soglia che divide l'arte pagana dalla cri-
stiana medievale e la addita all'interesse di quanti si
occupano della storia e della evoluzione del costume,
non sembreranno inutili questi cenni al suo riguardo,
specialmente ora che un fortunato caso ha permesso
che essa venga tolta al mercato antiquario ed assicu-
rata al patrimonio artistico dello Stato..

Or è circa un anno passavano dalla dogana di Na-
poli quattro casse di oggetti antichi provenienti da
Roma e diretti ad un Museo di New-York. Incaricata
di recarmi sul posto, rilasciai senz'altro permesso di
esportazione per i torsi virili di nessun interesse con-
servati in tre delle casse ; mi riservai invece il giudizio
per il torso muliebre panneggiato e per un frammento
ad esso certo appartenente, conservati nella quarta
cassa, che oggi formano V oggetto del mio studio
(figg. 1, 2 e 3). Non tanto la fattura buona del pezzo,
la sua autentica antichità, la qualità del marmo a
grana fine sparso di grossi cristalli e la bella patina
giallastra avevano fermata su di esso la mia atten-
zione, quanto un particolare che subito mi colpì : una
specie di sciarpa di stoffa pesante che la figura portava
al disopra del mantello e che dalla spalla sinistra, donde
pendeva sul davanti, faceva il giro del dorso e usciva
sotto l'ascella, per ripiegarsi nuovamente sulla spalla si-
nistra, da cui la seconda estremità cadeva lungo il dorso.

Compresi subito che si trattava della, cosidetta
palla eontàbulata, specie di sciarpa ottenuta pie-
gando un pallium ordinario quattro o cinque volte
su sè stesso nel senso della lunghezza e schiacc'andone
fortemente le pieghe (*), che, legata a sciarpa attorno
al corpo, faceva parte del costume isiaco, come ce lo
mostrano certi monumenti e come ce lo descrive Apu-
leio (2).

I monumenti della statuaria classica in cui si trova
la palla contabulata non sono molli e consistono preci-
samente in tre rilievi e in quattro statue a tutto tondo.

E cioè: il rilievo detto di Galatea al Vaticano (3),
un bassorilievo sepolcrale al Museo delle Terme (4),
il rilievo isiaco di palazzo Corsetti (■"'), una statuetta
di sacerdotessa di Iside al Vaticano (G), una statuetta
muliebre ritratto pure al Vaticano (7), un frammento
di statuetta, alta circa 65 cm., con restauri moderni,
che porta il numero 614, esistente nell'emiciclo di Villa

(x) Daremberg Dict., Pallium, pag. 293; Wilpert, Un ca-
pilolo di storia del vestiario, in L'arte, 1899, II, pag. 49.

(2) Met. XI, «Palla ingemma, splendescens atro nitore:
quae eircumeirca remeans, et sub dextrum latus ad humerum
laevum recurrens, umbonis vicem, deiecta parte laciniae, mal-
tiplici contabulatione dependula, ad ultimas oras nodulis firn-
briarum decoriter'confluctuabat. Per intextam extremitateni
et in ipsa eius plamtie, stellae dispersae coruscabant: earumtjue
media semestris Luna flammeos spirabat ignes ».

(3) Loggia scoperta, Amelung, II, 19, tav. 82.
(") Wilpert, op. cit., 1899, II, fig. 35.

(5) Wiischer-Becchi, Di un monumento isiaco esistente nel
palazzo Corsetti in Bull, della Comm. arch. coni, di Roma, 1902,
pp. 134 sgg., tav. V.

(6) Museo Chiaramonti, Amelung, I, 119 B, tav. 39; Wil-
pert, o]). cit., 1898, I, pp. Iti e 27, fig. 21.

(') Ivi, 449, tav. 63.
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