Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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IL MONUMENTO SEPOLCRALE DEGLI AURELI

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trovati, non permise di trarre alcuna luce intorno alla
loro destinazione.

Dentro al recinto si accedeva, dunque, per due in-
gressi principali : uno rustico sul lato nord, cui faceva
capo una via lastricata di poligoni di basalto, incassata
tra muri ; la qual via non poteva essere che un breve di-
verticolo della Labicana, che correva in direzione est-
ovest a una distanza di circa trenta inetri a nord del
recinto l'altro ingresso più decoroso ad ovest, presso
un'altra via, delia quale invero non si conosce alcuna
traccia, ma che in quel tratto doveva coincidere col
Viale Manzoni.

Ma nessuno di questi ingressi permetteva un accesso
diretto all'interno del monumento, i muri del quale sor-
gevano lisci e compatti sui duo lati interni al recinto.
L'unico ingresso al monumento era quello, dunque, che
si apre tuttora sul lato orientale di esso e del quale si
è già parlato. La soglia di questo ingresso doveva tro-
varsi alquanto al di sopra della cornice che corre in-
torno al monumento, con un dislivello, rispetto al piano
lastricato, di m. 1,00. La disparità di livello poi doveva
essere superata da una rampa di scala esterna in mura-
tura, forse aderente, forse normale al lato orientale
del podio. Nessuna traccia di codesta scala è giunta
fino a noi, essendosi in quel punto rinvenute tracce di
muratura moderna e di una vasca di forma circolare.

I muri di recinzione all'intorno, poi, servivano ad
isolare l'area di pertinenza del monumento ; trovan-
dosi disposti presso i margini delle vie pubbliche adia-
centi, potevano anche essere considerati comic opero di
protezione e di mascheramento dell'edificio, mentre la
scala di accesso era evidentemente situata sul lato meno
visibile (ved. pianta alla fi»-. 4). Oltre che per la storia
della zona di terreno in generale, può avere una certa
importanza anche per la storia del monumento, il fatto
che al di fuori dell'area indicata e presso il Viale Man-
zoni si siano rinvenute nel 1922, nello sterro effettuato
in prossimità del monumento stesso, per la costruzione
di un villino, un'antica tomba a cassone in muratura,
con piano di posa alla profondità di m. 1 circa dalla via.

i}ì Considerevoli resti della Via Labicana si sono rinvenuti
negli anni 1020 e 1921, durante gli sterri della vasta area com-
presa tra il Viale Manzoni e il Piazzale di Porta Maggiore; strada
fiancheggiata da altri monumenti sepolcrali e da costruzioni
varie, come sarà dato constatare da una mia prossima Rela-
zione nelle Notizie degli Scavi.

Il cassone, di m. 2 X 0,50, era rivestito soltanto all'in-
torno da lastra relativamente sottile di piombo, a pro-
tezione del cadavere, ed era ricoperto da grosse tegole
alla cappuccina. L'opera in muratura era stata quindi
elevata al di sopra del livello della tomba, fino allo
scoperto, per un'estensione imprecisata, in modo che
il cassone restava interamente chiuso in muratura.
Neil' interno del cassone, oltre avanzi delle ossa che ci
permisero di rilevare come il cadavere fosse stato situato
in posizione distesa, con la testa verso ovest, si rin-
vennero anche resti modestissimi del tessuto che lo
ricopriva. Le tegole di copertura del cassone portavano
tutte impresso il bollo descritto in C. I. L. XV, 1, 480 :

OP • DOL • EX • PR • M • AVRELI ANTO
NINI AVG • N • PORT • LIC •

Emblema centrale del bollo, evanido. Età severiana.
II.

Cubicolo superiore.

(ved. Seziono longitudinale, tav. I).

Sul primo ripiano della scala del monumento, a sini-
stra, si apre la porta di accesso alla camera sepolcrale
superiore. Tale ingresso è largo m. 1,18 ; lo spessore dei
muri perimetrali è di m. 0,80. Addossato alla soglia era lo
sbocco, chiuso recentemente in maniera stabile per ra-
gioni di accessibilità, di un lucernario destinato ad arieg-
giare una delle camere sottostanti. La forma di questo
lucernario è rettangolare, con la parte superiore allargata
ad imbuto. La bocca del lucernario, avuto riguardo alla
sua ubicazione rispetto alla porta d'ingresso, doveva
esser chiusa in origine da una griglia mobile. L'ambiente,
di forma rettangolare, misura m. 2,65 in larghezza e
m. 3,51. in lunghezza. Sulle pareti ai lati dell'ingresso
si osservano due ampi arcosoli, lunghi ugualmente
m. 2,20, alti 0,80, profondi 0,7:5. I cassoni rispettivi,
delle dimensioni di m. 2,20 X 0,40 X 0,50) non conte-
nevano che poche ossa umane. La parete di fondo, sino
a una certa altezza, era in origino tutta a cortina di mu-
ratura compatta, e ciò perchè lo spessore della parete
essendo attraversato obliquamente da un secondo lu-
cernario, il quale metteva in comunicazione la camera
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