Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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IL MONl'MEXTO SEPOLCK A LE DEGLI AURELI

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d'uccello un grande quadriportico di forma apparcute-
mente rettangolare, costituito da una quadruplice fila
di colonne, le quali sorreggono l'attico e quindi il tetto,
ad unico spiovente inclinato verso l'interno. Il nu-
mero delle colonne sul lato settentrionale del portico,
è di dodici. Un numero corrispondente di colonne
sembra di poter riconoscere sul lato sinistro del qua-

blea numerosa di persone accalcate irregolarmente,
fino su tre file, e ristrette in circolo attorno ad una
figura centrale, seduta, di uomo barbato, rivolto a
destra. Non si distingue esattamente la forma del
sedile, nò si può giudicare se si tratti di un trono.
È certo però che il personaggio, anch'esso tunicato
e ammantato, regge colla destra una verga (altri par-

Fig. 28. — Parete di [mulo del Cubicolo inferiore A (Lunetta superiore).

driportico, sebbene le ali, disegnate di scorcio, siano
effettivamente più lunghe delle ali viste di fronte.
A occidente e a settentrione sono i due lati interni
visibili del portico nel disegno prospettico. Si distin-
guono quindi i prospetti esterni delle due ali opposte.
Sull'ala meridionale si riconosce una specie di mezza-
nino superiore a! porticato terreno, con finestre qua-
dre, le quali davano sulla strada. Le colonne, l'at-
tico e il tetto del porticato, tutto è dipinto in rosso
mattone ; disegnati in nero gli embrici. Bianco è il
pavimento del piazzale, chiuso entro il colonnato.
Nel fóro o piazzale recinto f1) è riunita un'assem-

(*) Che si tratti di una pubblica piazza, ci pare indubita-
bile. Dal punto di vista architettonico potrebbe trattarsi ancora,
e soltanto di una palestra. Sopra una medaglia dell'età di Ca-
racalla, AaniSix'mi' vsttxóqtw (Daremberg-Sàglio, Dictiontiàire,

ticolari non sono visibili per il cattivo stato della pit-
tura), ed è rappresentato nell'atto di parlare, certo
a scopo di ammaestramento, al folto uditorio clic ha
intorno. Il numero complessivo delle figure che ne
fanno parte, si deve ritenere ammontasse in origine
a non meno di una cinquantina; tutte disegnate fine-
mente, in modo che nonostante le proporzioni piccolis-
sime, miniati!ristiche, i personaggi delineati di fronte
avevano, e taluni hanno ancora, i tratti fisionomici

fig. 3607), è riprodotto un interno di palestra affollato, clic
offre grandissima affinità col nostro motivo. Ma non vi è nulla
nella pittura, clic autorizzi la seconda interpretazione. - La
rappresentazione, in prospettiva aerea, di recinti aperti con
folla di popolo nel mezzo, è un motivo comune nell'arte di
questa età e adottato anche per superflci ristrettissime, come
le monete. Ved. ad es. un aureo di Settimio Severo (Cohen,
op. ric., IV, p. 60, n. 571), nel quale è disegnalo un Circo,
con spettatori all'intorno e lottatori nel centro.
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