Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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IL MONUMENTO SEPOLCRALE DEGLI AURELI AL VIALE MANZONI IN ROMA

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PARTE TERZA

CRONOLOGIA DEI DIPINTI È LORO IMPORTANZA
PER LA STORIA DELLA PITTURA IN ROMA

Data un'ampia e diffusa descrizione di tutta la
decorazione pittorica del monumento e accennate
le questioni relative all'esegesi dei dipinti, nonché
quella che a nostro giudizio si presenta come l'inter-
pretazione più accettabile, non crediamo con questo
di aver esaurito il nostro compito. Alle questioni pre-
cedentemente trattate se ne aggiunge una non meno
delle altre importante, e cioè quale sia il posto che le
nostre pitture occupano nel quadro d'insieme dell'arte
antica, e specialmente della pittura romana.

Nonostante l'opera di specialisti valenti, l'arte
romana non sembra aver ancora ricevuto, nel campo
degli studi archeologici, quel posto particolarmente
importante che le spetta accanto all'arte greca e a
quella ellenistica propriamente detta (*). Manifesta-

ci) Su questa materia le cose sono ancora purtroppo quasi al
punto a cui erano quando Wiekboff scriveva la prefazione alla
sua Roman Art : « Of the innombrable learned men who have
worked at Classical Archaelogy, almost ali had hitherto devoteci
themselves exclusively to Greek art, and had neglected to ob-
serve the phenomen of the development of style, which succos-
sively appear fchroughout the Imperiai epodi of Roman history »
(Prefazione alla traduzione inglese, Londra, MXM). Le uniche
opere importanti del genere, venute dopo di quella, sono i libri
della Sig. E. Strong, e cioè la Roman Sculpture (Londra, 1907), di
cui trovasi in istampa la seconda edizione, e Apotheosis and After
Life (Londra, 1915), con notevoli riferimenti e considerazioni
sull'arte romana in generale. Cfr. in proposito particolarmente
l'ultimo dei due libri della Signora Strong, p. 3 segg. — Nulla
di nuovo infatti, in merito all'arte romana, e specialmente alla
pittura, contiene, ad esempio, fra le pubblicazioni più recenti,
il manuale di R. Cagnat e V. Chapot, Manuel d'Archeologie Ro-
manie (II, Peinturc et mosuìque, Parigi, 1920), dove gli autori si

Monumenti Antichi — Voi.. XXVIII.

zioni capitali dell'arte romana, quale ad esempio la pit-
tura, nobilissima fra le altre, sono state finora assai tra-
scurate : la pittura cemeteriale, poi, abbandonata com-
pletamente nelle mani dei cultori di archeologia cristiana.

Causa il disinteressamento dell'archeologia classica
per codesto ramo dell'arte antica ('), si comprende

arrestano al IV stile, e al 79 d. Cr. Ma vi è di peggio. Nel-
l'opera di A. Gerke e E. Norden, EMeitung in die AUertum-
wissensehaft, Il voi., 3a ed. (Berlino-Lipsia, Teubner 1922),
uno di quegli ineffabili prodotti librari tedeschi stampati a
maggior onore di quell'ibrido feticcio che è la Kulturgesckichte,
è detto da F. Winter assai poco dell'arte etnisca e nulla
addirittura dell'arte romana. Su di che ved. i giusti rilievi
di P. Ducati in Bollettino di Filologia classica, Nov.-Dic. 1922
(a. XXIX), p. 97 segg. Il recensente, augura che in una pros-
sima nuova edizione sia riparato dagli autori a quella lacuna.
Gli stessi rilievi riguardo allo scarso apprezzamento che tuttora
suol fare dell'arte classica romana all'estero, si leggono nel
breve e sennato articolo di R. Paribeni, Arte romana, in Riv.
Roma, a. I, (1923) fase. 1°, p. 7 segg.

Un vivace sostenitore dell'originalità assoluta dell'arte
romana si rivela G. Patroni, il quale (ved. l'articolo: Eìica
svelato al cospetto di Bidone, in Memorie della R. Accademia
di Napoli, voi. Ili, 1918, p. 105 segg.), con forza di argomen-
tazioni lucide e persuasive, sostiene la diversità profonda
dell'arte romana dall'arte ellenistica. Degno di nota per il nuovo
indirizzo da dare allo studio dell'arte romana, nel campo della
architettura, è poi il lavoro di G. Giovannoni. Nuovi contributi
allo studio della genesi della basilica cristiana, in Disserta:. l'oidif.
Accad. Romana di Archeologia, voi. XV.

Dove si parla di un'arte « originale « romana, è anche
nel recente libro di A. Della Seta, Italia antica, Bergamo,
1922, p. 252 segg.

(x) Di codesta deplorevole indifferenza per la pittura ceme-
teriale si è fatto eco recentemente uno dei più dotti e coscien-
ziosi storici della pittura antica, M. RòstQWzew, nell'articolo

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