Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 28.1922

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VASI FIGURATI CO.V RIFLUSSI DELTA PITTURA DI PARRASIO

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Non credo che possa ostare a questo preciso rife-
rimento alle Coefore, il fatto che la corifea anziché
un vaso da libazione, reca un canestro e in modo assai
caratteristico sulla testa, sicché è una vera canefora.
Ala per le libazioni, da cui trae nome il coro e la trage-
dia di Eschilo, il canestro in cui si potevano contenere
vasi con offerte liquide, è oggetto rituale (*) e lo tro-
viamo nelle pitture già ricordate in mano alla figura
femminile che è interpretata per Crisotemide (2) e che
comunque ha Eunzione perfettamente parallela a
quella della nostra corifea, apprestandosi anch'essa
al sacrificio funebre*

Noi non abbiamo del resto alcuna, notizia che sia
esistita una, tragedia al Kavijifóqoi,, cui si poi l'ebbe
pensare di riferire più rigorosamente l'ispirazione del
nostro dipinto. Una commedia Kavrj<pÓQog è ricor-
data, sia di Anexandride sia di Menandro, e di questa
ultima avanza anche un frammento (253 K.); da
queste forse dipendeva la commedia latina di ugna,!
titolo, Canephwus, di Sesto Turpilio, di cui riman-
gono alcuni brevissimi fra ni menti, nel meno insignifi-
cante dei quali si parla di un testamento, ma che non
permettono di riconoscere l'argomento (3). Questo
richiamo, del resto, non avrebbe altro valore se non
in quanto la commedia possa aver preso un titolo da
una precedente tragedia (*,).

II

Meno elegante è la l'orina del secondo vaso (altezza
mi. 43,5, tav. Il e figg. 3-7), che appartiene a quella
classe di crateri cosiddetta, a, campana, la cui pancia,
rigonfiata s'innesta, pel tramite d'un attacco stretto
e sproporzionato, su di un largo e tozzo piede.

La creta di un rosso pallido, è ricoperta inegual-

(1) Figure di offerenti con canestri presso sepolcri si tro-
vano spesso nei monumenti: cfr. Raoul Rochette, op. cit., tavv.
VIII-XI; Stackelberg, driiher der Hellenen, tav. XI.IV: Da-
remberg-Saglio, Didionn., I, p. 891, (ig. 1123; etc.

(2) Raoul Rochette, op. cit.. tav. XXX e XXXI. lì.

(3) Cfr. 0. Ribbeck, Comic, romanorum frammenta., Lipsia.
1898, p. 99 segg., fr. 1-4.

(*') L'impossibilità che il nostro dipinto si riferisca a scena
di commedia è di elementare intuizione; è anche superfluo
ricordare che se Anexandride potrebbe reputarsi contempo-
raneo, come vedremo, del vaso — perchè la sua prima vittoria
risale al 377 av. Cr. (cfr. Kaibel in Pauly-Wissowa, s. v., 1,
2078 segg.,; Croiset, Hist. de la Ut. grécque, III. p. 605) —
invece Menandro è di almeno mezzo secolo più recente.

mente di una vernice nera scadente ; ma il contorno
delle figure è eseguito con precisione e nettezza. Sopra
il color naturale della creta il pieno delle figure è rav-
vivato da una, velatura di rosso sanguigno chiaro,
di due toni diversi.

Decorato al labbro di una corona d'edera, in basso
reca una fascia di meandri in serie di tre, alternati
con croci di S. Andrea, sulla quale la rappresentazione
poggia direttamente.

Sopra una prominenza rocciosa, del terreno, indi-
catti con sovrapposizione di bianco, un giovane in
ginocchio, ignudo, calzata di alte scarpe allacciate
(endromides) (') e coperto il capo di un berretto frigio
('la sua, clamide orlati), di nero gli è caduta ai piedi nel-
l'impeto della lotta), si dibatte tentando di divinco-
larsi dalle strette di legami —• già indicati in bianco,
ora quasi interamente scomparso — in cui destramente

10 avvolge un altro guerriero ; a questi nella violenza
del movimento disordinato svolazza in alto la clamide,
costituendo uno sfondo per la testa barbuta, coperta
di piliqn, il caratteristico berretto conico dei navi-
gatili. Accorre da un lato, con posa statuaria e un po'
coreografica, un giovane che appare denudato per-
chè parimenti gli svolazza, gonfiandosi nel rapido mo-
vimento, la clamide fermata al collo da una fibula
ti scudetto. Sul petto a tracolla è disegnata in bianco
la doppiti, striscia a catena del ha Il eo. Egli acciuffa

11 caduto pei capelli, attraverso il morbido berretto
frigio, e, con la spada impugnata nella destra, si ap-
presta evidentemente a trafiggerlo.

Assiste impassibile alla scena, come incoraggian-
dola con un gesto oratorio, una dotimi,. Atena, vestita
di rigido chitone podere, decorato di crocette e orbito
in basso di una decorazione a cunei, sul cui apoptygma
è gettata a giustacuore la squamosa egida, trattenuta
alla vita da un cinturone a scacchi. Essa regge, ampio

f1) In contrapposto alle comuni calzature, i sandali {ere-
pi da), questi alti stivaletti, riccamente allacciati sul davanti,
caratteristici di Diana, erano detti come si sa endromides.
'E^pàs era invece termine più generale, corrispondènte al nostro
«calzatura »(ànò tot) è^§alvuv xoìsnóiag Etym. AL) e, quando
significa scarpa allacciata, indica quella di orisi ne tracia, pro-
pria del ciclo dionisiaco e in genere delle figurazioni teatrali,
ma di cui è caratteristico un risvolto (7r«pi>f ), che manca nel-
VendroMis. Cfr. E. Pottier, Endromis, in Dar.-Sàglio, 11. 1,
p. bili segg., lig. 2672-2673 ; P. Paris, Embas in Dar.-Saglio,
IT, 1, p.593 segg., e per l'embàs bibliografia dei monumenti in
Rizzo, Tjjm, p. 144.
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