Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ALBINTIMILIUM

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Tombe monumentali - Tomba 78 (fig. 17).
Pur mancando per antica distruzione quasi tutta la parte
che era fuori terra, possiamo farcene una idea appros-
simativa. Basamento rettangolare (m. 2 X 2,50). I grossi
mezzi pilastri della facciata, vòlta a nord, permettevano
un'altezza notevole. Fra i due mezzi pilastri sono ancora
in posto due gradini che danno accesso ad una soglia.
La facciata molto probabilmente figurava una finta
porta. Sotto il livello della soglia, nel mezzo del monu-
mento, in un loculo rettangolare era stata deposta urna
e suppellettile su un fondo di pietre e calce. Gli oggetti
erano in frantumi ; un vaso di terra sigillata col bollo di
M. Perennius appare spezzato ritualmente, e assenna
una data probabile al sepolcro : il principio dell'impero.

Sepolcri di questa età e forma furono trovati, per
esempio, a Pompei, dove però hanno di solito un re-
cluto che qui manca.

Tomba 110 (fig. 19). Molto simile alla precedente,
e probabilmente d'età non molto diversa. Davanti alla
facciata, a nord, un largo pavimento di battuto. Tra
le fondamenta, nel mezzo del monumento, il loculo
con fondo di spesso e solido calcestruzzo a m. 0,70
sotto il livello del battuto. Della facciata nord riman-
gono tre larghi e bassi gradini e gli avanzi di due
mezzi pilastri laterali appartenenti ad un finto ingresso.
Al loculo conduceva dalla facciata sud un breve corri-
doio a pareti intonacate (color giallo chiaro) termi-
nante contro un muretto a secco di grosse pietre, dopo
il quale aprivasi il loculo. Lati est ed ovest fiancheg-
giati anch'essi da due mezzi pilastri. I ruderi, dove
sono meglio conservati, si alzano a non più di m. 0,70
sul piano del battuto a nord. Il loculo era stato saccheg-
giato in età recente (}), ed insieme erano state mano-
messe alcune soprastanti inumazioni di età barbarica.

Sepólcro 145 (fig. 20 e 23 e sezione X-Z). Anti-
camente crollata la parte superiore, integra l'inferiore.

È una robusta costruzione rettangolare cui è con-
giunta l'area delimitata dal muretto A. Questo si ap-
poggia all'angolo nord-ovest (2), e all'altra estremità

(*) Forse fra il 1877 e il 1880 quando da questo tratto del
piano di Nervia si asportò molta sabbia per uso di costruzioni.

(*) All'angolo tra il fianco del sepolcro ed il muretto A
restano ancora tracce d'intonaco aderente insieme coi due muri.

Monumenti Antichi — Voi.. XXIX,

è interrotto come non fosse stato neppuf terminato (x).
Direbbesi che con nuovo disegno Varea sia stata chiusa
e ristretta col muretto B di costruzione indipendente
e con direzione leggermente obliqua al muretto A ed
al lato nord del sepolcro. Tanto il muretto A come
il muretto B non erano molto più alti di quanto siano
attualmente i loro avanzi (circa cm. 40 sopra la risega),
nè presentano alcuna traccia di ingressi.

I due muretti sono di pietrame, ed hanno le facce
esterne ad ordini regolari di ciottoli spaccati.-

In questa zona preesistevano costruzioni abbat-
tute (2), che erano fondate, come poi il sepolcro, sul ter-
reno di riporto ricco di detriti, fra cui frantumi fittili
del I secolo d. Cr. (s).

Dallo stato attuale dei ruderi si direbbe che il sepolcro
non avesse un ingresso, seppure non era nella parte
più alta, distrutta. Lo spazio interno tra le fonda-
menta è interamente occupato da una cella profonda
m. 0,70, chiusa superiormente da tre grossi lastroni,
due dei quali incastrati nei muri laterali : il terzo, dopo
la deposizione dell'urna e della suppellettile, era stato
sigillato diligentemente con calce. Tuttavia il fondo,
non pavimentato, ed anche gli oggetti erano coperti
da quel minutissimo terriccio che sempre accompagna
le più leggere infiltrazioni acquee.

(') Non scorgesi alcun attacco di muro all'angolo sud-ovest
del sepolcro. Che il muretto A appartenga alla sistemazione
del sepolcro lo dimostra il parallelismo coi lati del medesimo e
l'essere la sua risega a livello della linea, alla quale il sepolcro
affiorava alla superficie del terreno.

(2) Il muretto C, l'avanzo di selciato in ciottoli fluviali D
ed il principio del muro distrutto E.

(3) Qui esisteva una depressione del terreno arenoso che, per
opera dell'uomo e per ragioni che ora sfuggono, venne presto
colmata da scarichi di detriti. Questi trovansi a profondità mag-
giore che non in tutti gli altri punti scavati dalla Soprinten-
denza. In questo banco di detriti su cui fu edificato il sepolcro,
si raccolsero piccoli frammenti di terra sigillata aretina e gallica
transalpina, questi ultimi anche sotto il selciato D. Si tro-
varono, ad esempio, cocci di vasi col bollo corneli entro
impronta di piede umano, un frammento d'orlo di coppa simile
a quella della fig. 41 e (vedi appendice : orlo a foglie eordiformi,
Drag. 35), un fondo di coppa con bollo ( of • prim due piccoli
frammenti di vasi di terra sigillata gallica a vernice gialla
venata di rosso (ved. appendice V), frammenti di vasi Drag.
37 ornati a metope (appendice V) e uno di forma Drag. 27,

gallico con bollo ^ / n i c i J.

Questo banco di detriti si arrestava al muro sud del se-
polcro, dove si accumulò liberamente l'arena eolica in ogni tempo,
senza interruzioni, e dove cessava, almeno per un certo tratto,
ogni costruzione e traccia archeologica.

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