Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

Page: 87
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1923/0050
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
87

ALBINTIMILIUM

88

se non aretini almeno italici sono di molteplici forme,
e non differiscono per eleganza dai numerosi esemplari
importati nel finitimo Piemonte (2). Orli spessissimo de-
corati delicatamente e variamente con minuti trattini
incisi, leggere scanalature, cordoncini e, non di rado,
con figurine a piccolo rilievo applicate sopra (delfini,
festoni vegetali, rosette, testine, doppie spirali) (3).
L'artista aveva libertà nella scelta e nelle disposizioni
di questi motivi ornamentali : è una eccezione se tra i
prodotti raccolti ad Albintimiliumsi trovarono due esem-
plari uguali.

2 ■ ■

Fig. 30. — Circa - delle dimensioni lineari.

*

* *

Sui nostri vasi i bolli dei figuli (*) sono impressi,
come di solito, internamente, nel centro del fondo.

Note di molti le officine : tra i figuli aretini L. Tet-
tius, M. Perennius, L. Titius, C. Umbricius, C. Gavius,
L. Rasinius Pisanus, L. Gellius. Verosimilmente aretini

(') C. I. L., XI, p. 1081 (a. 1901) : « Vix... ex ipsa offlcinarum
arte offici poterit quid intersit inter vasa vere arretina et ea
quae instar arretinorum in aliis Italiae urbibus (veluti Puteolis)
fiebant ».

(*) Da vari sepolcreti piemontesi dell'alto impero, nel museo
di antichità di Torino ; da quelli di Ornavasso (Persona), Lo-
camo, Giubiasco (Bianchetti, op. cit. ; Ponti, op. cit. ; Ulrich,
Die Graeierfelder in der Umgebung von Bellimona. Ziirich,
1914).

(3) Figure 38 e 39. Fra questi vari tipi di decorazione sovrap-
posta, quello più anticamente introdotto sembra sia stato
quello della doppia spiralina; in ogni modo fu il solo trovato
sui numerosi prodotti del campo augusteo di Haltern (Loe-
schke, op. cit., p. 136). Sull'età del campo, vedi Loeschke, op.
cit., p. 127. Sul fondo interno di alcune patere è una fascia a
non molta distanza dall'orlo, formante un cerchio attorno al
centro della patera occupato dal bollo del figulo. La fascia è
formata di minuti trattini incisi in direzione radiale rispetto al
centro del vaso (vasi da L. Gellius, Titius ecc.). Vedi Loeschke,
op. cit., p. 1G5. Il più delle volte però è sostituita da leggere
icanalature (fig. 38).

(*) L'elenco completo dei bolli è nella Appendice V.

anche P. Cornelius, P. Calidius Strigo, C. Murrius (').
Non mancano prodotti delle officine diSexius M. Festus,
che la statistica dei ritrovamenti tende a fissare, se non
ad Arezzo, almeno in Etruria (s). I prodotti coi bolli
di Cn. Ateias, e dei suoi collaboratori, Xantus, Zoilus
e Crestus, non recano alcun dato all'ipotesi, connessa
alle ricerche sul sorgere delle officine d'oltralpe, che
l'officina aretina di Ateius avesse nell'età d'Augusto e
di Tiberio una filiale nella Gallia transalpina meridionale
dove questi bolli si raccolsero con molta frequenza (3).

• 2

Fig. 31. — Circa - delle dimensioni lineari.

Si può solo osservare che ad Albintimilium, che certa-
mente risentiva della fiorente civiltà della finitima pro-
vincia romana, finora i bolli di Ateius, Xantus, Zoilus
furono raccolti in numero maggiore degli altri aretini o
almeno italici.

Cn. Ateius largamente esportò anche in Germania,
dove nel campo augusteo di Haltern (*) il suo nome ri-
corre più frequentemente che non quelli di altri figuli,
come Xantus (5), Crestus, Zoilus (nella forma Zoelus,
forse anteriore) (•), M. Perennius (7), P. Cornelius (8),

(') C. I. L., 11, p. 1082 ; Gamurrini, Degli antichi vasi fittili
aretini, Roma, 1859.

(2) Déchelette, Vases céramiques ornés de la Oaule romaine,
voi. I, p. 115, Paris, 1904 ; C. I. L., XI, 6700, 344.

(3) Oxé, op. cit.

(4) Vedi le osservazioni cronologiche sul campo di Haltern
e sul suo abbandono in Loeschke, op. cit., p. 119 sgg.

(6) Non fu ancora determinato il periodo di attività di Xan-
tus (Vedi Loeschke, op. cit., Excursus II, p. 188-189).

(8) La forma Zoelus apparirebbe primieramente alla fine
del primo decennio dopo l'èra volgare; la forma Zoilus dopo la
fine (Loeschke, op. cit., Excursus III, p. 189-190).

(7) Il Gamurrini poneva l'attività di M. Perennius in età
sillana {Notizie d. scavi, 1883, p. 262). Le ultime ricerche invece
porterebbero la sua attività circa verso il 30 av. Or.

(*) Secondo il Gamurrini, P. Cornelius sarebbe stato un li-
berto sillano, un Corneliano dedotto con la colonia militare ad
loading ...