Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ALBINTIMIL1UM

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Negli scavi si ebbero spese e difficoltà anche per la
notevole profondità dello strato archeologico. Le frane
della collina da una parte e la sabbia marina dall'altra
avevano contribuito insieme e in breve tampo alla
notevole elevazione del piano di campagna.

A questa elevazione però noi dobbiamo la conserva-
zione dei monumenti scoperti.

Il teatro romano tornato alla luce è oggi il più rag-
guardevole e il meglio conservato dell'Italia nord-
occidentale.

La necropoli fu oggetto di scavi, in proporzione della
sua estensione, molto limitati ; ma già sembra assumere,
per numero di tombe, per copia di epigrafi, per la varia
monumentalità dei suoi sepolcreti e sepolcri isolati, la
stessa importanza che in altra regione ha la necropoli
di Aquileia (1).

I sepolcri monumentali d'età romana sono, in que-
ste regioni subalpine, eccezionali; ed i recinti sepolcrali
messi in luce portano un contributo non trascurabile
alla conoscenza delle costruzioni provinciali romane.

Cronologicamente, questa necropoli è la continua-
zione della necropoli arcaica di Genova (*) ; non pos-
siamo però far confronti conclusivi sulla continuità
dei riti funebri e delle tradizioni liguri. Genova era da
tempo sfxnÓQiov della Liguria quando verosimilmente
il posto di Albintimilium non era occupato che da
pochi e meschini tugurii. Montagne impervie, assai
meno accessibili che non ai giorni nostri, tenevano lon-
tani i Liguri della Riviera occidentale dalla civiltà del
piano padano, e troppo distacco vi era da quella della
bassa valle del Rodano.

Se la mèsse raccolta finora in un campo di esplo-
razione così estesa non fu più abbondante, ciò è avvenuto
anche per le avide manomissioni di precedenti ricerca-

li1) Gregorutti, Le antiche lapidi di Aquileia, Trieste, 1877 ;
Archeografo triestino, VII, XI. In questa necropoli ambo i
generi di sepoltura, inumazione e cremazione. Vi si rinvengono
in grandissimo numero urne cinerarie ed avelli a sarcofago di
pietra e a cassone di mattoni. La necropoli di Concordia ha
avuto importanza in età cristiana (C. I. L., V, p. 1058 ; Notizie
d. scavi, 1877, p. 21 sgg. ; Bartolini, Boll. delVIstit. 1875, p. 119 ;
1873, pp. 58-63; 1874, pp. 18-47; 1875, pp. 106-125; Archivio
Veneto, 1873 [6], pp. 49-67 e voli. segg.

(2) Paribeni, op. cit., p. 41 : « Le tombe non sono tutte
della stessa età ; mentre il gruppo più numeroso è caratterizzato
dalla presenza di vasi a figure rosse..., si hanno depositi con solo
vasellame a vernice nera lucida o con solo vasi gallici, ed una
tomba con una tazza aretina o d'imitazione aretina ».

tori e per la mancanza di metodo da parte di quanti
esplorarono prima della Soprintendenza. Si voleva
soprattutto trovare oggetti di valore : si demoliva: non
si prendeva mai nota degli strati archeologici e del
loro vario livello e spessore e contenuto : non mai un
piano delle scoperte. Così troppe lacune rimasero che
si sarebbero potute colmare, e oramai di parecchi pro-
blemi non sarà più possibile la soluzione.

APPENDIC I

I.

Scoperte casuali nella necropoli
prima degli scavi della Soprintendenza.

Trattando della zona dei sepolcri esplorata dalla
Soprintendenza, si è ripetutamente accennato a sco-
perte casuali fattevi prima dei nostri scavi. Il Rossi
scrisse di una « via dei sepolcri », lungo la quale erano
recinti e tombe isolate simili a quelle da noi scoperte.
Questa via, come già si è detto, negli scavi regolari
della Soprintendenza non si ritrovò. Il Rossi die pure
notizia di edicole cilindriche coronale da cupola, di
un sepolcro a forma di piramide, ai un altro a forma
di tempietto ('), di un « puticolo » del diametro di m.
2,30 (%). Forse vi erano veri e propri loculi di colom-
bario (s). Da queste costruzioni provenne la maggior
parte delle lapidi riunite nel ginnasio di Ventimiglia,
le cui iscrizioni paleograficamente sono attribuibili al
I e II sec. d. Cr. (*). Esse ci rivelano i nomi di varie
« gentes ». Iscritte sono anche alcune stele adorne. Di
una presento la figura (fig. 33).

Si trovarono pure sarcofagi marmorei appartenenti
senza dubbio al tempo in cui essi tornarono in uso a

(l) Notizie d. scavi, 1882, pp. 314-315.
f2) Notizie d. scavi, 1880, p. 257.

(3) Notizie d. scavi, 1887, p. 127.

(4) Vedi nel C. I. L., V e suppl. del Pais le osservazioni
alle singole epigrafi raccolte fino all'anno 1888. Per quelle rac-
colte posteriormente vedi le osservazioni nelle Notizie d. scavi,
luoghi cit. I frammenti epigrafici della raccolta Bicknell (Rossi,
Silloge epigr., cit., nn. LXXI, LXXII) e quelli raccolti negli sca-
richi del teatro e della fontana negli scavi della R. Soprinten-
denza, provengono con ogni probabilità dalla necropoli : gli uni
e gli altri presentano caratteri paleografici del basso impero.
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