Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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Al.BINTIMILIUM

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Roma (1). Su uno di essi, scrisse il Rossi, era « un uomo
barbato con uccello ai piedi » (*) ; la fronte di un altro
è ornata con baccellature a S e con un bassorilievo
rappresentante il combattimento di galli. Quest'ultimo,
per la forma delle lettere, può escludersi appartenga
all'alto impero (s).

Ma anche i travamenti casuali avvenuti in questa
parte della necropoli confermarono la generale pre-

Fio. 33.

valenza del rito della cremazione. Qui pure erano riposti
usualmente entro fittili i residui del rogo. Vi si rinven-
nero anche urnette cinerarie marmoree, fra le quali
alcune ornate di baccellature (*) ed eleganti di forma
(fig. 34) (■).

Nella raccolta Hanbury sono alcuni monumenti
sepolcrali di cui il Rossi pubblicò unicamente l'iscrizione.

(x) Secolo II d. Cr. L'uso continuò a lungo, favorito poi
dall'idea cristiana, avversa alla incinerazione. In Piemonte si
scopersero sarcofagi a Novara, Vercelli, Aosta, ecc. Di numerosi
sarcofagi vercellesi scrisse il Ferrerò (Meni. d. r. aecad. d. scienze
di Torino, ser. II, XLI, p. 127).

(2) Rossi, Silloge epigr., cit., n. LXIII. Notizie d. scavi,
1887, p. 149.

(3) Notizie d. scavi, 1903, p. 4, n. 11 (vi è data la sola iscri-
zione). Sui sarcofagi nella Liguria occidentale vedi sopra a col. 95.

(4) Rossi, Liguri Intemelii, cit., p. G3. Notizie d. scavi, 1885,
p. 215.

(6) Notizie d, scavi, 1903, p. 3, n, 1 e 5. Vi è data la sola iscri-
zione.

Per il loro pregio artistico, non comune in queste re-
gioni, credo opportuno dame più ampia notizia.

Un frammento di stele raccolto nella necropoli (*)
raffigura con semplicità, naturalezza e senso d'arte il
supremo addio, l'affettuosa dextrarum jundio (fig. 35).
I due personaggi si danno la mano col medesimo at-
teggiamento, ad esempio, di due personaggi figurati
in una stele attica trasportata da Atene alla biblioteca
municipale di Grénoble (a). In modo simile in una
stele greca raccolta a Novara, di arte meno fine, sono
raffigurati i fratelli Kison e Skytas accompagnati dai
figliuoletti (8).

Nella stele intimiliese uno dei due personaggi, bar-
bato, dal cognome Asclepiades, evidentemente è di ori-
gine greca. I caratteri un poco arcaici dell'iscrizione
la fanno collocare ai primi tempi della Albìntimilium
romana. Il motivo della dextrarum jundio, com'è noto,
ricorre in modo variato anche sui monumenti etruschi
e sui sarcofagi romani d'età imperiale (*).

Un altro frammento con bassorilievo e iscrizione fu
giudicato lastra da colombario (*). Per la buona esecu-
zione del lavoro e per il concetto espressovi ne dò la
figura (fig. 36). Rappresenta la defunta che giace come
presa mollemente dal sonno. Sopra il materasso, coperto
dallo stragùlum rimboccato ad un capo, è il capezzale
sul quale la dormiente appoggia il braccio sinistro. H
destro è ripiegato in modo che la mano viene a posare
sul seno formato dalle pieghe del lenzuolo. Le gambe
sono avvolte dal lenzuolo : la gamba destra poggia col
polpaccio sulla sinistra ripiegata, atteggiamento fre-
quentissimo nelle figure sdraiate, tanto nude quanto
ammantate, il quale serve ad interrompere la linea
monotona delle gambe distese e a determinare un certo
numero di pieghe nel panneggio (•).

(l) Rossi, Notizie d. scavi, 1903, p. 4, n. 13, ne diede solo
l'iscrizione.

(s) Reinach, Répertoire des reliefs, in Gazelte archéologique

1876, t. 28, pp. 110-112 (S. Trivier) e 1880, p. 187 segg. (F.
Valentin).

(3) C. I. L., V, p. 720. Rusconi, Monografie novaresi, Novara,

1877, tav. IV. Vedi su questo genere di figurazioni E. Galli,
Un cippo orvietano con scena di commiato funebre, in Boll. d. r.
deput. di storia patria per V Umbria, XXII, 1, 19] 6).

(4) Ducati, in Monum. d. Lincei, XX, p. 624. Mélanges
d'archéol. et d'histoire, 1904, p. 491. Macchioro, Il simbolismo
nelle figurazioni, ecc., in Mem. d. R. Aecad. di Napoli, I, 1909.

(6) Notizie d. scavi, 1903, p. 4, n. 14.
(*) In consimile posizione è una figura di giovane su co-
perchio di sarcofago romano (Notizie d. scavi, 1912, p. 131).

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