Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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antinoo

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Secondo l'Amelung, questa statuirla di mediocre
opera è composta di due pezzi distinti ; e nel capo
sarebbe da riconoscere un Antinoo. Ma i ritocchi
del volto ed i minuti lineamenti impediscono di
rilevarvi qualche elemento sicuro di identificazione;
ne il dato delia chioma prolissa, su cui si fonda l'Ame-
lung, pare a noi sufficiente.

_. N. 8-9. Busti d'erme muliebri (Sala Rotonda),

Visconti, M. Pio Clem. VI, 10; Welchers, Zeit-
schrift, p. 454; Braun, p. 429; Friederichs-Wolters,
Bausteine, n. 1448; Helbig, I, 286-287.

Da villa Adriana. Acconciature e lineamenti le
chiariscono come figurazioni relative all'arte del tea-
tro, forse le muse della tragedia e della commedia.
Il luogo di travamento e i dati tecnici concordano
a farci collocare nell'età d'Adriano la lor creazione.

Varii autori accennano ad una somiglianza col tipo
di Antinoo ; ciò non si può negare, ma è dato così
generico e impreciso, nò alcuna delle caratteristiche
necessarie di quel tipo vi si ritrova, da indurci a re-
spingere queste opere dal nostro elenco, ed a farci
pensare che esse, contemporanee alle opere di An-
tinoo, ne siano state, senza volere, influenzate.

N. 10. Statua di Antinoo Osiride (Museo Egizio).

Winckelmann, Werke, III 117, V 398, VII 26;
Burchardt, Cicerone, p. 486 ; Dietrichson, p. 178,
n. 73 ; Mantechi, Gal. Museo Egizio, p. 307, n. 36.

Da Villa Adriana. l'orme legate e rigide, basate
sul canone Egizio. Sguardo vuoto, lineamenti somi-
glianti, ma privi di espressione.

Opera di rifacimento ; perduta l'oscura potenza
delle opere Egiziane, è forma inerte e inanimata,
vuoto schema esteriore.

L'abbigliamento è pari a quello noto di Osiride,
e come Osiride è qui Antinoo riprodotto.

N. 11-12. Statue di Antinoo-Telamone (Sala della
Croce greca).

"Winckelmann, Werke, VII, 35 ; Welckers, Zeit-
schrifl, 335, 337 ; Winnefeld, Die Villa d. Hadrian,
p. 167 ; Dietrichson, p. 177 nn. 11-12 ; Helbig, I,
306-307.

Da villa Adriana, e presumibilmente dall'edilizio
detto il Canopo.

Due statue simili nelle proporzioni, nel mate-
riale, nel lavoro, certo usate come sostegno di porta.
Corpi nudi, coll'attillato grembiulino sulle reni, le
mani pendenti.

Una generica somiglianza col tipo di Antinoo ha
indotto molti studiosi a pensare che raffigurassero
il Bitinio, e anche studiosi recenti (Helbig) concor-
darono : ma forse la somiglianza sta più nei tratti
tecnici comuni a tutte le opere di un'epoca, che non
in particolari e salienti analogie. Per ciò noi li esclu-
diamo dall'elenco, ammettendo che, come opere ese-
guite nell'età Adrianea, e da artisti influenzati da
opere di Antinoo, ne abbiano riportato inconsciamente
un'ombra di parentela.

Museo Capitolino.

-— N. 13. Statua di Antinoo (Sala del Gladiatore
morente), alt. m. 1,801; [tav. 1,1],

Braun, p. 201 ; Burchardt, p. 487 ; Hekler, Or, u.
R. Portràl, p. XLI, tav. 254 ; Welcker, Antike Denk-
mater, V, 90 ; Wieseler, Narkissos, p. 48 ; Friederichs,
n. 1659; Dietrichson, p. 182; Helbig, I, 874; Furt-
wàngler, Meisterwerke, p. 586, nota 2 ; Stuart Jones,
Cathal. of. M. Cap. Glad., 1, tav. 87 ; Kekulé, Akad.
Kunstmus. in Bonn, n. 477 ; id., Rómische Mittheil.,
1887, p. 61.

Da villa Adriana.

Raffigura un giovinetto in morbida posa, dal
corpo flessuoso, un po' molle, stante sulla gamba
destra ; le braccia pendono, il destro più aderente al
fianco, il sinistro un po' sporto ; le carni sono rilassate,
i muscoli in riposo, il petto regolare e sodo. Il capo
è chino in basso ed a destra, con una diffusa espres-
sione di tristezza ; ha la bocca piccola, il naso lungo
e sottile, curvo alla radice, le sopracciglia arcuate ;
lo sguardo è raccolto in basso, come su oggetto gia-
cente innanzi. La capigliatura ha folta e corta, a
riccioli, capelli quasi crespi. Sopracciglia, iridi, pupille,
sono segnate.

Tante sono le opinioni su quest'opera. Molti pen-
sarono ad Antinoo (Hekler, Stuart Jones, Friede-
richs ecc.), alcuni a Narciso, altri ad Ermes. Qual-
cuno la pensa derivata da tipi di Eufranor (Furt-
wàngler), altri (Helbig) da opere bronzee della seconda,
metà del V secolo; l'Amelung l'ha ravvicinata (Mu-

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