Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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antinoo

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Museo Nazionale delle Terme.

N. 17. Busto d'Antinoo, alto ni. 0,67.
Paribeni, Cut., 1914. n. 93; Platncr-Gehrard,p. 582,
.n. 10.

Corrispondente, nella disposizione, al noto schema
dei busti.

Lavoro sostanzioso e di buon rilievo. Pochi fram-
menti sono antichi : petto e cranio ; ma l'identifica-
zione e il completamento sono esatti, dati i particolari
della chioma e la costruzione dei busto. Lungo sfregio
tra le poppe ; numerose rappezzature.

N. 18. Testa (VAntimo.

P. Gusman, La Villa d'Adrien, p. 280 ; Paribeni,
n. 540.

Da villa Adriana. Troncata dal busto appena sotto
il collo, accennante movimento verso sinistra, e non
verso il basso, come solitamente .nelle figurazioni
di Antinoo.

Testina nobilmente eretta, coronata di riccioli ca-
pricciosi ; le sopracciglia sono lievemente arcuate,
gli occhi a forma di mandorla ; la bocca prominente e
sinuosa, lievemente aperta, e il labbro inferiore sporge
spiovendo un poco. 11 volto è pieno, ma più smilzo, e
vi si disegnano lievi ombreggiature, accennanti ad
una separazione di masse, a una modellatura. Chioma
capricciosa e frammentata, con grande virtuosità e
naturalità di tratto ; sopracciglia indicale. 11 collo è
svelto, e vi sono segnate con gusto le masse muscolari
messe in azione dal movimento di torsione.

La malinconia dell'aspetto è temperata da un
ac( enno di nobiltà, con l'arco delle sopracciglia, lo
sporgere del labbro inferiore, le narici espante.

Naso spezzato e rimesso di restauro.

N. 19. Testa di Antinoo, alt. m. 0,25.
Paribeni. n. 518; Blum, Mélanges de fècole fr.,
1913, p. 65.

Da Ostia. Testa troncata sotto il mento. Lavoro
freddo e grosso, inespressivo ; per quanto il Blum pensi
che « esso non manca nò di vita nò di sentimento e
contrasta coH'accademica freddezza delle opere più
celebri, come il busto colossale del Louvre e il rilievo
Albani... ».

Varie scrostature e tacche.

Coronato di uno strano diadema con due medaglioni
figurati, di forma orientale ; l'uso di analoghi ornamenti
non è nuovo ; indicavano la sommissione alle figure
ivi rappresentate, divine o umane [ricorda il busto
Vaticano d'Augusto (M. Pio Clcm. VI, 40 ; Bcrnoulli,
Róm, Ikon., II, p. 40; Milani, Róm. Mittheil, 1891,
p. 318) con diadema e ritratto gemmario di Cesare,
quindi figurato quale sacerdote del Divo Julio; e anche
il busto Capitolino d'Archigallo colle effigi di « Magna
Mater» (Dici, des ani, p. 2482) e le corone sacerdotali
d'Efeso colle immagini di personaggi della famiglia dei
Severi (Wiener Jaresh., II, pp. 131 e 136, tav. Vili)].
Nel nostro caso, il Blum crede di identificare le imagini
dei medaglioni con Adriano e Nerva; confesso di non
esser riuscito a convincermene, nessuna precisa fiso-
nomia avendo potuto trovare in quelle due approssi-
mative forme romane.

Villa Albani.

N. 20. Frammento di rilievo d'Antinoo, marmo
lunense ; [tav. Ili, 4].

Friederichs, n. 1663 ; Baumeister, Denkm. d. Kl.
Alt., I, 85, fig. 89; Brunn-Bruckmann, n. 368; Hekler,
Biìdniskunst, tav. 256 ; Dietrichson, p. 189, n. 21 ;
Helbig, li, 1872 (cfr. Ausonia, 1908, p. 12, fig. 1).

Da villa Albani. Antinoo è figurato voltato verso
la sua sinistra, col capo di profilo e il busto quasi sui
tre quarti ; il braccio sinistro si leva, reggendo, se-
condo l'aggiunta del restauratore, dei fiori, o forse le
briglie d'un cavallo ; il destro spiove, piegandosi sul
gomito ; il busto, seminudo, è coronato da un drap-
peggio che dalla spalla sinistra passa sulla destra e poi
spiove sul petto ; ricco di masse carnose, liscie, passa
dal basso all'alto rilievo.

L'esecuzione è di una meravigliosa diligenza ;
ogni minuto particolare è lisciato, rilevato. Ma nella
sua perfezione quest'opera non ci soddisfa, e varie ne
sono le cause: la superficie è levigata e lucidata, ciò
dà una freddezza tale, che il Rizzo ha pensato possa
essere di mano posteriore; i larghi piani, debolmente
limitati, senza semplicità strutturale, sono come disu-
niti, slegati, posti uno accanto all'altro come a caso ;
poi mancava all'artista l'esperienza nella rappre-
sentazione dello scorcio, poiché qui il torso, figurato
sui tre quarti, non sfonda naturalmente, ma si incastra
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