Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

Page: 173
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1923/0093
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
173

ANTIXOO

174

nel marmo, e, mentre la poppa destra è enorme, tutta
la parte sinistra è trascurata, e s'è invano cercato di
celarla nelle pieghe del manto, che si sentono vuote ;
infine c'è una discontinuità nel lavoro tecnico, poiché,
cominciato nel capo con bassorilievo piatto, come di
gemma, s'è finito nel busto in vero e proprio altorilievo,
tanto che la mano destra è figurata in tutto tondo.
Come si desidera l'unicità semplice e spontanea del
rilievo greco ! Manca la plastica, il gioco delle masse,
ciò eh'è essenziale nella scultura. Rimane un lavoro
prezioso, una perfezione di realizzazione tecnica. E
alle deficienze plastiche corrispondono quelle espres-
sive : trionfo della freddezza, che carica e sforza i
lineamenti per esprimere ciò che non verrà mai.

Sopracciglia indicate ; la lastra è posteriormente
svuotata. Di restauro : tre dita nella mano destra, la
mano sinistra colla corona, alcune parti basse del
corpo.

Frammento di rilievo ; la figura si ricostituì come
montata su cocchio, ma forse era solamente ritta, a
modo delle stele funerarie greche.

Il dubbio sull'esattezza del restauro ci impedisce
affermazioni sul significato : dati i fiori sul capo, po-
trebbe trattarsi d'un genio della primavera, o di un
dio della terra, Vertunno o Silvano.

— N. 21. Rilievo di Antimo.

Dietrichs.cn, p. 182, n. 22.

Da Tivoli. Giovane che regge colla destra le briglie
d'un cavallo, e nella sinistra tiene un pilo.

Il tutto incorniciato tra pilastri compositi, e. una
trabeazione fantasiosa.

Il capo è di restauro, ed è privo di ragion d'essere.
Nulla indica qui un Antinoo.

N. 22. Busto (VAntinoo.

Povera opera, ricostruita di frammenti, probabil-
mente ad essa appartenenti; di lavoro rozzo e volgare ;
la somiglianza è evidente nel tratto dei capelli, più che
nei lineamenti insipidi.

Istituto dei Fondi Rustici.

N. 23. Rilievo di Antinoo, alt. m. 1,45, largii.
0,63 alla base, 0,69 all'estr. sup. ; marmo pentelico ;
[cfr. tav. IV].

Rizzo, Notizie, 1908, pp. 47-57 ; id., Ausonia, 1908,
p. 3-17 ; Gaucklcr, Compi. Rend. de VAc. des insci: et
b. arts, pp. 338-357; De Ridder, Révue~dcs ét. eli,
voi. XXII, 1909, p. 295 sg. ; Brunn Bruckmann, n. 6)55.

Da Torre del Padiglione. Lastra rettangolare, a
forma di stele. Vi campeggia Antinoo stante, testa
di profilo volta verso la sua destra, busto dalle
anche in giù sui tre quarti. Testa lievemente china;
braccio destro alzato, armato di roncola a troncar
pampini ; sinistro pendente ; corpo coperto di tu-
nica, cucita sulla spalla sinistra, raccolta alla vita
da una cintura e spiovente fino ai ginocchi ; modico
di tratto ed armonico, pur serbando la rotondità e
la morbidità del modello. bell'angolo destro, in
basso, un cane alza il muso aguzzo verso l'oggetto
che pende dalla mano sinistra ; nel sinistro è un al-
tare con frutta e una grossa pigna ; la parte supe-
riore è corsa da un tralcio di vite, con foglie, grappoli
e pampini.

La conservazione dell'opera è quasi perfetta :
composta di due pezzi combacianti, di cui il mi-
nore comprende il tratto sopra la testa ; mancano
le unghie del mignolo della mano destra e del pol-
lice della sinistra.

Facile è individuare le opere che hanno porla
l'ispirazione a questa: i rilievi greci del 5° secolo,
in cui è ian';o comune l'efebo malinconico, accom-
pagnato dal cane (ricordiamo le stele di Stefanos,
al Museo d'Atene [Stais 258], e quella di lespi, allo
stesso museo e altre raccolte dal Conze). Gli elementi
paesistici vengono dall'ellenismo. Ma queste analogie
non intaccano l'originalità dell'opera, che sta nella
composizione e nella sua realizzazione tecnica.

Basta rilevare l'armonia della distribuzione delle
masse ; l'equilibrio dato dal riempimento dei due
angoli inferiori, l'incorniciamento della parte alta
colla linea leggera del tralcio ; il movimento della
figura, a curve molli senza sosta. Da ciò nasce la
completezza.

A Lanuvio, presso Torre del Padiglione, era un
collegio di Diana ed Antinoo, di cui rimane Io Sta-
tuto ; ad esso si può forse allacciare la nostra opera
(Orelli, 6086; Mommsen, De eollegiis, p. 98).

Assai s'è discusso sul significato, e varie ipotesi
si sono avanzate : alcuni particolari sono del molle
Dioniso (il tralcio, la pigna, e la stessa figura); altri
loading ...