Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ANTINOO

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grava tutto sullo gambe, senza scaricare il peso su ap-
poggi laterali (anche nella statua di Berlino il sostegno
della cornucopia è illusorio, perchè non ha ufficio di
portare peso effettivo), ed è modulato su una linea
veri icale, stringatamente.

Attorno dunque a questo tipo fondamentale, che
potrebbe, nella concezione del corpo, andare unito a
quello di < ui ci occuperemo in seguito, e che ebbe vi-
gore intorno alla metà del V secolo av. Cr., s'adunano,
ogni opera, altri motivi secondari che richiedono me-
diazioni di opere seguenti.

Che perle statue di Dresda e Berlino indicheremmo
in tipi dionisiaci ellenistici, specie pel particolare del
drappeggio, che cade basso a scoprire il ventre e il
pube, e poi si raccoglie sul braccio sinistro; tipo che
indicheremmo assai simile nel Dioniso di Monaco ('),
e in altri, presentanti sommarie analogie.

Esponemmo però anche i nostri dubbi sulla auten-
ticità delle due opere, di cui una è acefala, l'altra è
completata con un capo antico di Antinoo, ma che an-
che un'osservazione superficiale e la fotografia deno-
tano non concordante col capo cui è annesso ; e perchè
i due còrpi, presi a sè sono privi di tutti i caratteristici
tratti che legano in unità le altre opere, così da parere
corpi di opere dionisiache bensì, ma non aventi nulla
a che fare col nostro soggetto; così che queste ultime
constatazioni appoggiano e allargano quanto già di-
cemmo a propòsito delle influenze del tipo Dionisiaco
prassi! elico.

La statua di Eleusi per contro dimostra chiara-
mente la sua vicinanza ad opere del V secolo; mentre
lo schema del panneggio, e le caratteristiche pieghe
ovali, dov'esso si stampa sulla coscia destra, lo avvici-
nano allo Zeus di Dresda (2), il motivo della mano sini-
stra piegata sul petto è identico a quello dell'Atena
cosi detta Giustiniani (3).

E l'altra Lateranense, sgraziata per l'aggiunta del
lembo della veste a conca, ha un tipo di panneggio
che usarono il V e il IV secolo e venne ripreso in
seguito abbondantemente nell'arte ellenistica (4).

(1) Furtwilngler, Beschreibung der QlyptoteJc, n. 231 (attri-
buito a tipo Eufranoreo).

(2) Herrmann, Verzeichnis der Antìken; orig. Biìdwerke n. 68.
(3J Winter, Kunstgesch. in Bildern. Altert., fase. 8-0, p. 249,

n. 4.

(4) Accenno fuggevolmente qui ad un'altra possibile deriva-
zione, di cui non ho potuto acquista]' la certezza, mancandomi

Abbiamo ora l'ultimò e più forte gruppo di opere,
aventi sicure analogie nella forma e sicura identità
di modello.

Merito d'avere per primo affermato decisamente
questo importante indirizzo è del Furtwangler (x). Dice
lo studioso tedesco : « tutte le statue di Antinoo
risalgono, come la nostra, più o meno direttamente
o indirettamente, a modelli dei primi tempi dell'età
classica. Era sopratutto la calma melanconica delle
figure senza pube di Hageladas e della sua scuola che
gli artisti di Adriano impiegavano con abilità per
rappresentare questo adolescente rapito da una morte
prematura, dopo una giovinezza consacrata all'amore».

A noi non resta, poste riserve sull'affermazione
assoluta con cui s'apre la comunicazione, se non
lavorare sulla strada già segnata, per estendere ed
approfondire l'esame.

Ma già una difficoltà preliminare si presenta da
risolvere, poiché sarebbe, lungo tutta la trattazione,
di peso ed impaccio. È noto, e sarà poi in seguito riaf-
fermato, come a modelli delle scuole arcaiche greche
risalirono, nei loro lavori, varie scuole e forse le più
importanti tra quelle appartenenti all'indirizzo neo-
attico, fiorito a cavaliere dell'età di Cristo e poi in
seguito ; noi ci troviamo di fronte a una concomi-
tanza di indirizzo artistico in scarso distacco di tempo :
quindi, tra le opere di questo indirizzo e le nostre
non può aver luogo un distacco tale nel trattamento
stilistico e tecnico, da poter fornire, in identità di
forma, un dato preciso sulla distinzione dei due gruppi
di opere.

E infatti, quando mancava l'unico dato sicuro,
cioè la presenza della testa colla evidenza determi-
nante della precisione ritrattistica, la distinzione da
stabilire era affare disperato, e facilissimo l'errore.

(lià in vari casi, nell'elenco (vedi nn. 24, 71 e 100),
si sarà constatato il fatto ; opere acefale, di forma
arcaica, e di tecnica sicuramente della prima età

buone riproduzioni dell'opera su cui si fondava. Forse l'Antinoo
Ganimede di Deepdene (n. 678) si potrebbe riportare a un tipo
vicino a Minine, quale è l'atleta che versa l'olio, di Monaco (Mo-
numenti antichi XI, tav. 7), che ha eguale lo schema del corpo e
l'azione ; e, in linea più generale, assai altri tipi di Ganimede po-
trebbero considerarsi derivati da codesto schema corporale, dal
quale in fondo anche altre famose opere di carattere prassitelico
potrebbero aver tratta origine.

(x) Furtwilngler, Colleclion Somzée, loc. cit.
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