Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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LA ÓRGTTA t>ELKE FELCI A CAPRI

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Più omogeneo nelle sue serie fondamentali è il
materiale di Ripoli, più delimitato il quadro culturale
ch'esso ci rivela.

Sulla sponda della Vibrata, più ricca allora di
acque, non lungi dalle marine vivificatrici, le genti
si fissavano durante il neolitico. Su un fondo di età
neolitica, se non, certo, dei primi tempi neolitici, com-
pare la ceramica dipinta. E questa è così abbondante,
così omogenea per la tecnica e per lo stile decorativo,
e legata a quella giallognola ma non dipinta, così co-
mune nel villaggio, che non può pensarsi ad una impor-
tazione da una regione lontana, benché resti di alto
valore il fatto che saggi della stessa si trovino al Pulo
di Molfetta e a Capri.

Possiamo domandarci se quando qui si erano fissate
le genti neolitiche non giungesse una colonia stra-
niera recante la nuova industria, e si fondesse poi con
gli indigeni.

III. - Sulla persistenza dell'elemenlo eneolitico
nell'età del bronzo.

Lo strato superiore della Grotta delle Felci, per
vari dati, si aggrega a quello speciale grappo di depo-
siti dell'età del bronzo già riconosciuto dal Colini:
depositi di vario genere, in cui si vide il persistere
di un elemento etnico stanziatosi nella penisola apen-
ninica da più retiniti tempi, diverso da Vethnos delle
genti terramaricole, delle quali tuttavia subiva gli
influssi proseguendo nell'età del bronzo, più o meno
modificato, lo svolgimento della sua civiltà.

Spettano a cotesto orizzonte la Grotta Nicolucci,
presso Salerno ; le caverne famose della Pertosa, presso
il confine con la Basilicata, e di Latrònico nella Ba-
silicata occidentale; alcune almeno delle tombe mate-
rane, come quelle di Murgia Timone; lo strato medio
di Cuppanevigata, sul golfo di Manfredonia; il vil-
laggio in contrada Delfico nella Valle della Vibrata
e qualche grotta dell'Abruzzo teramano (ad es. quelle
di S. Angelo e di Salomone; il villaggio tanto discusso
delle Conelle, presso Arcevia nell'Anconetano ; le sta-
zioni della Bertarina nel Forlivese, di Toscanella nel-
I'Imolese, di Villa Cassarmi alle porte di Bologna

(l) Bibliogr. in Colini, Scoperte archeohg. di Concezio
Uosa etc. ; Rollini, Latrònico, cit.

A cotesti depositi, da parecchio tempo venuti in
luce, benché non tutti ugualmente ben noti, altri sono
da aggiungere scoperti più tardi, e su questi ultimi mi
fermerò brevemente.

Sono le stazioni inedite del territorio di Terlizzi
in provincia di Bari, i villaggi di Filottrano, di Spineto
nel comune della Genga nel territorio di Sassoferrato,
e di Pievetorina, presso Camerino, nelle Marche.

Mi limito a considerarli nel loro complesso : il mi-
nuto esame tipologico dovrà pure esser fatto ma
intanto occorre raffrontare il più largamente possibile
* i complessi acciò gli oggetti tipici non ci appaiano
avulsi dal contesto cui appartengono.

I depositi sopra citati sono tutti tra loro legati in
modo sicuro da parecchi caratteri, ma specialmente
dal largo sviluppo che in essi ebbe il bucchero nero-
lucido. Il Colini, nelle sue sottili analisi, ne notava
l'importanza, anche a prescindere dalla decorazione
sua, poiché, raro o sconociuto alla fine dell'età della
pietra (e lo vedemmo timidamente apparire a Ripoli),
raggiungeva poi nell'età del bronzo la sua maggior
diffusione;

Ma nei detti depositi sono anche le forme vascolari
e la decorazione, costanti.

Talune capeduncole trovano riscontro, per la sa-
goma, nelle terramare. La decorazione è loro propria.

Su la tecnica e lo stile di cotesta decorazione discussi
altrove a lungo, riprendendo ed estendendo le indagini,
specie del Colini.

Qui ripeterò soltanto un'osservazione fondamen-
tale. Cotesti depositi ci offrono due fogge decorative,
quasi sempre confuse dagli autori, e pure ben diverse
nello stile e nella tecnica.

L'una è data dalle bande punteggiate a mano li-
bera, più di rado a trattini, che si snodano in spirali
e meandri, stile Latrònico - Pertosa, cui si lega quel
particolare stile geometrico di cui il punteggio, rac-
chiuso nel graffito, è l'elemento sostanziale. L'altra
è data dalla incisione profonda mediante asportazione
della stessa pasta del vaso. Si pose sostanza bianca
nel graffito e nelle incisioni, con bellissimo effetto,
il che indusse a confondere insieme le due tecniche.

*

* *

Il materiale della Grotta delle Felci deve essere
esaminato comparativamente anzitutto con quello del
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