Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Hrsg.]
Monumenti antichi — 29.1923

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CAVLONIA

TI MEMORIA.

I. II sito della scoperta.

Ogni città greca, ancorché'piccola, è una inesau-
ribile miniera di scoperte e di oggetti, che, quando
meno si pensa, improvvisamente emergono dal clas-
sico suolo. Pubblicando in questi stessi Monumenti
Antichi (vcl. XXIII, a. 1915) i risultati delle mie cam-
pagne a Caulonia, io sapevo benissimo di avere tut-
t'altro che esaurito l'argomento. Ero sopratutto ri-
masto col cruccio di non aver potuto mettere le mani
sulla necropoli arcaica della città, cioè della necropoli
sincrona alla copiosa o bella monetazione arcaica.
Ma già dal 1915 in poi sono venuto mettendo insieme
i dati su altre piccole scoperte, di cui riferisco in ap-
pendice. Non credevo però affatto che, a brevissima
distanza da quella indicata, la vecchia città achea
mi avrebbe richiamato con un'altra scoperta di primo
ordine, riguardante l'architettura templare fittile
della regione, architettura della quale in breve volgere
d'anni io avevo già esumati tanti e così bei cam-
pioni a Locri, a Croton, ad Ipponio.

Ai primi di aprile del 1916 il marchese Armando
Lucifero di Cotrone, R. Ispettore onorario per gli
scavi e monumenti, al quale tanto dobbiamo anche
per la definitiva scoperta del sito di Caulonia, mi
segnalava per telegrafo la comparsa di un deposito di
tea. (*) bellissime, emerse da uno scasso por vigna

(*) Userò sempre questa abbreviazioni1 ad indicare terra-
cotte architettoniche.

Monumenti Antichi — Vol. XXIX.

in una proprietà della di lui suocera marchesa Di Fran-
cia, sopra una collinetta a ponente di Monasterace
Marina, e non molto distante dalla cinta urbana di
Caulonia. Pregai di sospendere ogni lavoro in quel
sito, e la mia preghiera venne esaudita. Ma non prima
del 28 aprile mi fu dato di inviare sul luogo il restau-
ratore G. D'Amico, che io seguii pochi giorni dopo,
il 2 maggio.

Il luogo della scoperta è una elevazione, che su-
pera forse di una ventina di metri in altezza il colle
di Caulonia-Acropoli. Questa collinetta si denomina
Tersenale o più comunemente Passoliera, dal rudere
di un lungo edificio, che per tradizione serviva ad es-
siccare l'uva prodotta da vecchie ed oggi scomparse
vigne, le quali ora la marchesa Di Francia intende
ripristinare. La collina dista, in linea d'aria, un 800 m.
dal mare, ed altrettanto circa dalla punta meridionale
della città ; ha la testa quasi perfettamente livel-
lata, ed un contorno molto irto e frastagliato. L'asse
è lungo poco più di 600 m., pei' un minimo di 30 in
larghezza. Formata di alluvione geologica, essa si
eleva fra la bassa valle dello Stilare, che domina am-
piamente, da sud, ed il vallone S. Nicola-S. Lucia
a nord, affluente del vallone Bernardo, il quale cinge
a ponente e mezzodì Caulonia. 1 rampanti del colle,
molto ripidi a sud, scendono invece a scarpate diffuse
e larghe dal lato opposto.

Questa aperta e pittoresca collina, colla sua spia-
nata aprica ed arcata, coi suoi fianchi ripidi che no
rendevano agevole la difesa anche con mezzi primi-

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