Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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CAVLONlA

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1) Sima-grondaja arcaica, con fogliami e mean-
dro; grondaja impreeisata. 2) Sima più recente, con
maschere leonine, innestate sulla fascia a meandro
complicato, chiusa in alto da foglie lesbie a rilievo
e da una cornieetta a meandro. 3) Altri frammenti
analoghi, però con ovoli in alto. 4) Altra serie con
anthemion a rilievo. 5) Serie di cimase a palmette
e fiori di loto liberi.

Pochissime di codeste tea. appartengono alla fine
del sec. VI; la maggior parte alla pienezza del V, nel

damo, non conosciamo un solo brano di muro della
( iuta militare, od i resti di uno solo dei sontuosi edi-
fici, di cui Thnrii andava orgogliosa.

Se la storia della distruzione di Sibari non è, come
da vari storici moderni si sostiene, una fiaba (argo-
mento delicatissimo, sul quale io, come archeologo,
non oso pronunciarmi), tutto ciò che in codesta città
si riferisce a monumenti, arte ed industrie, dovrebbe
essere arcaico del VII e VI secolo ; o le tea. si dovreb-
bero contare, vorrei dire, a migliaia di pezzi. Invece

quale tempo deve essere avvenuto un rimaneggiamento
ed una riforma generale del tempio e della sua deco-
razione epistiliare.

VII. Sybaris-Thurii. Le due celebrate città si
devono considerare come assolutamente inesplorate.
Anzi, della prima è sempre un mistero la ubicazione
precisa, e della seconda si conosce molto all'ingrosso
il sito, desunto, più che altro, dalla sua necropoli, in
parte esplorata dal Cavallari (Notizie se, 1872, pag.
245 sg.; 1880, pag. 152 sg.), l'unico archeologo che sia
vissuto alquanto tempo sui luoghi, da lui percorsi
in ogni senso, dandoci, come risultato delle sue rico-
gnizioni, uno schizzo topografico, che limane sempre
fondamentale e molto apprezzabile. Alquanti anni
appresso, il Viola, andando alla ricerca del posto di
Sibari, non ha fatto se non ricalcare le orme del Caval-
lari. Ma in sostanza, però, perle due famose città tutto
è ancora da l'are ; e della stessa Thurii, celebre per il
suo impianto edilizio attribuito all'architetto Ippo-

Monumenti Antichi — Vol. XXIX.

il Cavallari, nelle ripetute peregrinazioni sul tanto
difficile e controverso terreno, e nei molti tasti ed
assaggi qua e là eseguiti, non pervenne se non a sco-
prirne pochi ed assai modesti frammenti, che pur
nella loro pochezza dovrebbero costituire un prezioso
indizio topografico. Alcuni pezzi sono ora conservati
nel Museo di Cosenza. Sono sette tra grandi e piccoli
tutti di cassette, con la consueta e notissima deco-
razione a fascie intrecciate e fogliami all'innesto
dei nodi. I colori sono i soliti, ed in taluni pezzi con-
servano ancora molta freschezza. I cartelli del Museo
di Cosenza li dichiarano provenienti dalla contrada
S. Mauro. Ma S. Mauro in quel di Corigliano ò sulla
destra del Crati, ed una parte di tale contrada coin-
cide col suburbio di Thurii, mentre Serra Pollinara
od Apollinara è sulla sin., ed è là che il Cavallari
avrebbe scoperto delle tea. Se i cartelli indicatori
del Museo di Cosenza sono esatti, se ne deve con-,
chiudere che le tea. di Cosenza non sono quelle

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