Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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La panighina

5u2

tipologicamente posteriori a quelli a semplice doppio
tronco di cono.

La necropoli di S. Vitale di Bologna e anche quella
del Pianello di Ancona (') hanno restituito parecchi
ossuarii che per la sagoma assomigliano grandemente
ai boccali della Panighina : ma, a motivo della risega
di alcuni esemplari, la parentela tra i vasi della Pani-
ghina e quelli di S. Vitale è più stretta che non quella
esistente cogli ossuarii de] Pianello. 11 minuto confronto
col materiale uscito dalla necropoli di S. Vitale che
ho potuto fare de visu anche ultimamente, grazie
alla cortesia grande del Prof. Ducati, mi ha dato la
certezza di questa mia opinione. Infatti, anche gli
ossuarii di questa necropoli, i quali preludiano, ed
in parte somigliano a quelli di tipo veramente villano-
viano, hanno la risega piuttosto timidamente espressa;
scarsissima poi è l'ornamentazione, quasi sempre a
graffito e con motivi geometrici semplici; il colore
pure sovente è nero anche nell'interno delle pareti.

Tale decorazione a graffito e con motivi geomotrici
poveri è pure rappresentata in ossuarii e frammenti
di cinerarii provenienti dai dintorni di Verucchio
(questa cittadina dista 30 km. circa dalla Panighina),
indiscutibilmente dell'età del ferro. 11 Brizio ne pub-
blicò qualche piccolo saggio (2).

Pure in altro materiale degli albori della prima
età del ferro si trovano questi motivi geometrici
di forma semplice e ottenuti a graffito.

Per aggiungere altre prove, non credo dover dare
valore all'asserzione di coloro che vedono, nelle ca-
rene acute nei vasi, il piegarsi delle lamine metalliche
dei recipienti di bronzo, poiché ciò non pare asso-
dato. A questa stregua, allora, si dovrebbe assegnare
un'età troppo avanzata alla nostra ceramica.

Per la stessa ragione non penso di dover credere
originata da imitazioni delle situle bronzee la situletta
fittile (tav. II, 2); certo, però, che le speciali anse
di questa sembrano concepite più per un vaso me-
tallico che per uno fittile (3).

(') Colini, La necropoli del Pianello « B. P. I. » XXXTX,
pag. 19 e sgg.

(2) E. Brizio, La provenienza degli Etruschi, tav. V.

(3) Non credo pure di dover aggiungere che tra i fram-
menti di vasi di tipo comune usciti dalla Grotta del Re Tiberio
ed esposti nel Museo di Imola (vedi anche G. F. Scarabelli, No-
tizie sulla caverna del He Tiberio, in «Atti d. soc. it. di scienze
nat. », XV, 1892) vi sono alcuni pochi cocci che accennano di
aver appartenuto a boccali ed attingitoi abbastanza simili a

«Facies » di civiltà. Di contro a questi ele-
menti progrediti che mi hanno condotto ad assegnare
al materiale ceramico un posto nei primissimi albori
dell'età del ferro, ve ne sono altri arcaicizzanti i quali
rivelano la facies di civiltà.

Va considerato come continuazione di tradizioni
ceramiche da tempo superate il gruppo di frammenti
(col. 502) rappresentati nelle figg. 2-5. Vedemmo che
questi cocci appartenevano a vasi di forma assai sem-
plice (cilindrica o cilindrico svasata) ; hanno un im-
pasto grossolano: ma soprattutto sono caratteristici
per la decorazione eseguita coll'unghia e situata sul-
l'orlo o nella sua prossimità.

Non solo in questi, ma sovente anche in mezzo
alla suppellettile vascolare di tipo migliore noi incon-
triamo note di carattere arcaico. Così, per esempio,
ricordano la tecnica neolitica i bitorzoli ornamen-
tali ; i segmentini di linea retta o curva posti in serio
l'uno accanto all'altro; ed il tacco, o ispessimento
del fondo che dir si voglia, di alcuni attingitoi. Tnfine
aggiungo che il modo di impostarsi del collo diritto
sul ventre tendente allo sferoidale, (piale noi vediamo
nell'attingitoio fig. 12. accenna molto alla maniera
dei fiaschi del Reggiano.

Infine gli elementi regrediti li troviamo associati
contemporaneamente a quelli più progrediti anche in
uno stesso esemplare. Per esempio, il boccale tav. 111,1
ha la decorazione quasi di tipo geometrico, composta
di puntolini: alcuni boccali hanno dei bitorzolctti or-
namentali: la decorazione ottenuta con unghie e pol-
pastrelli è posta su vasi di impasto nero, del tipo degli
altri vasi.

A tutto ciò vanno aggiunte le considerazioni che
abbiamo visto risultare dai confronti tipologici. No-
tiamo che il materiale ceramico si collega con diversi
gruppi di stazioni aventi civiltà ben definita; e risente
in diverso grado e contemporaneamente, tanto di un
gruppo quanto di altri.

quelli della Panighina. Questa somiglianza tipologica non porta
gran luce pei-l'età da assegnarsi al nostro ritrovamento, perchè
il vasellame della suddetta grotta è di datazione non sicura.
Infatti una parte di esso ("'costituito da rozzi vasettini votivi
i quali, non possono essere sottoposti a sicuro giudizio crono-
logico a motivo appunto del loro carattere rituale e quindi tra-
dizionale ; e l'altra parte del vasellame è composta da po-
chissimi cocci, i quali, pur essendo appartenuti a vasi di
tipo comune, non sono sicuramente databili a motivo della
loro scarsezza e frammentarietà.
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