Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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LA PANIGHINA

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sul soprassuolo — che originò tale casuale e perfetto
incontro dei due lavori così distanti per tempo.

Del resto poi, questa coincidenza non è rara ad
incontrarsi nelle moderne stazioni di acque minerali

0 termali.

AVichy, a Bourbonne-Les-Bains ed in altri luoghi

1 sistemi idraulici antichi (alle volte, addirittura pre-
romani) servono di base per la conduzione delle ac-
que adoperate oggigiorno.

A Chianciano (Siena) ricordo di aver visto avanzi
di sculture di epoca romana piuttosto primitiva, che
furono trovate nel ripulire le sorgenti termali, e che,
a quanto mi fu detto, provenivano dalle antiche terme
romane ivi esistenti. Mi si disse anche che furono
viste tracce di condutture assai antiche.

Anche ai Bagni di Sujo « i bagnanti scendono an-
cora nella vecchia piscina intatta, in cui sgorgano le
acque salutari», come ci attesta il chiarissimo prof.
Giglioli in un suo interessante studio sul Latium
Novum (').

A St. Moritz nell'Engadina sono usate anche oggi
quelle acque che erano state utilizzate in età preisto-
rica (seconda età del bronzo svizzera),

Conservazione del legname. Piuttosto
potrebbe sorprendere come, dopo tanti secoli, il le-
gname immerso nell'acqua non si sia infracidito.

Dirò subito che l'acqua, anziché essere sempre
causa di distruzione del legname, spesso è condizione
indispensabile perchè questo si preservi.

Anche Plinio (2) parla a lungo della conservazione
del legname nell'acqua, ma non tratta specificata-
mente del legno d'olmo, del quale invece Vitruvio (3)
dice che si conserva a lungo in luoghi umidi.

Infatti si deve proprio all'acqua se sono giunti
fino a noi, ed in abbastanza buono stato di conser-
vazione, oggetti lignei che sono rimasti immersi per
molti secoli nei laghi dell'Alta Italia, della Svizzera,
della Germania, ecc. (4).

(1) G. Q. Giglioli, Note archeologiche sul Latium Novum, in
« Ausonia », tona. VI, p. 43.

(2) Plin., Nat. Hist. XVI, 39-41.
(:ì) Vitr. II, 9, 5i.

(4) Ne sono chiari esempì gli oggetti provenienti appunto
da laghi o torbiere ove erano situate antiche palafitte.

Tra questo materiale ligneo ve n'è di piccole dimensioni,
come per esempio le così dette trappole o per pesci o per uc-

Non ne parlerò perchè è troppo noto che dagli
scavi delle palafitte viene alla luce quasi sempre anche
materiale di legno, spesso assai minuscolo.

Ricorderò invece - perchè più direttamente ci inte-
ressano - qualche esempio di tubo ligneo, proveniente
da luoghi umidi, e di sicura età preistorica o proto-
storica.

Il Museo Preistorico di Poma conserva un vaso
monoxilo, trovato nella palafitta di Polada, ancora
in abbastanza buone condizioni (').

Nella torbiera detta La Gozzet fu trovato un
recipiente che assomiglia molto ai supposti elementi
di tubo della Panighina : anzi è conforme, an :h : per
dimensioni, ad un « mozzino ». Infatti è stato rica-
vato da un rocchio d'abete ; è alto cm. 50 ed ha
40 cm. di diametro. Lo scavo appare eseguito con
piccoli colpi di uno strumento metallico a taglio non
molto vivo. Tale tubo appartiene, conformemente al
al materiale trovatovi accanto, all'età del bronzo (*).

In Italia, che io mi sappia, non si sono scoperti
altri simili recipienti tubolari monoxili (3).

In Francia invece sono stati trovati tubi di tal
fatta, in numero relativamente considerevole.

celli o per castori (MeschineEi, Su alcuni strumenti di legno
provenienti da varie abitazioni lacustri d'Europa, in « Rendic.
dell'Acc. di scienze fis. e matem. di Napoli», XXIX, ser. 2,
voi. IV, pag. 65).

Ma anche altro materiale di ben maggior mole è uscito
da luoghi umidi, come le canoe trovate a Varese e a S. Mar-
tino. Quella proveniente dalla palafitta di Mercurago misura
ni. 1,90 di lunghezza, per m.l di larghezza e m. 0,30 di pro-
fondità, e, come le altre, è stata ricavata col sistema usato an-
che oggigiorno dalle popolazioni selvaggie, e cioè sagomando
e scavando un unico tronco d'albero.

Simili piroghe sono state trovate anche all'estero, come,
per esempio, a Moringhen e Robenhausen in Isvizzera e a
St. Aubin in Francia.

(!) Sala XXXI, vetrina V, n. d'inventario 55953.

(2) Questa torbiera è posta presso Centenate, mandamento
di Gallarate. Il recipiente ligneo fu trovato nel 1875, ad un me-
tro di profondità sotto lo strato di torba, ed ora trovasi nel Museo
Archeologico del comune di Milano (castello Sforzesco).

(3) Però i nostri musei ci presentano altri lavori lignei otte-
nuti votando parzialmente due mezzi tronchi d'albero, e usciti
da luoghi non umidi quale può essere un lago. Alludo alle casse
mortuarie, di età invero più recente di quella da assegnarsi ai
tubi della Panighina, ottenute appunto scavando internamente
due mezzi tronchi d'albero, e trovate sia nel sepolcreto del Foro
Romano (G. Boni, Sepolcreto del septimontium preromuleo, in
« Not. se. » 1903, pag. 384, fig. 9), sia nella necropoli etnisca di
Gabii, che è del VII sec. av. Cr. (A. Della Seta, Museo di Villa
Giulia, Roma 1918, pag. 118, n. 6676).
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