Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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LA PANIGHINA

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la pura età del bronzo, li vediamo comparire e di-
ventare in breve comuni nelle stipi votive, mentre
nel lontano periodo della origine loro non accade
mai di trovarne pur uno in quelle delle stipi coeve
dei primordii delle terramare. Tale particolarità, a
giudizio mio, notevole » (è il Pigorini che parla) « mi
condusse già a ritenere che i vasetti stessi, pur essendo
di uso sacro, da principio servissero soltanto per
l'esercizio di un culto domestico » (1).

Come ognuno vede da se stesso, se si pongono vere
tali affermazioni del sen. Pigorini, questo nostro mo-
desto vasetto — che ha in realtà le caratteristiche dei
vasetti di cui si parla nel passo da me riportato
— viene ad assumere un grande valore, tanto dal
punto di vista sacro, quanto da quello cronologico.

Io non stimo certo di dover qui vagliare l'asser-
zione dell'illustre paletnologo italiano ; tuttavia, poi-
ché il vasetto fig. 10 per me rappresenta un piccolo
vaso d'uso domestico, e non un vero vasetto minu-
scolo di carattere votivo, esso perde ogni valore pro-
bativo per la determinazione della finalità sacrale del
pozzo (2).

A conferma della quale finalità rimangono dunque
(a mio modesto avviso), le prime tre osservazioni og-
gettive e le due considerazioni ora esposte.

Però ho creduto di dover accennare anche quanto
pensa il sen. Pigorini su questi vasetti, poiché colui
che ne accetta le asserzioni troverà una nuova prova
del carattere sacro del pozzo, in quanto tali vasetti

(') L. Pigorini, Vasetti fittili votivi, in « B. P. I. » XLIT,
pag. 85 e segg. ; ed anche in varii altri articoli suoi, inseriti
pure nel « Bollettino di Paletnologia Italiana ».

(2) Vasetti veramente minuscoli e con certo carattere vo-
tivo sono, per me, quelli usciti da alcune stipi sacre laziali
come, per esempio, da quella di Valvisciolo (i vasetti sono
esposti nel Museo Preistorico di Roma. Vedi : Mengarelli-Pari-
beni, Scavi sulle terrazze sostenute da, mura poligonali presso
l'abbazia di Valvisciolo, in « Not. se.» 1909, pag. 241); da
Satricum ; da sotto il Niger Lapis, nel Foro Romano ; da Ti-
voli (la quale stipe sarà presto illustrata dal dott. Antonio
Colini) ; ecc.

I vasetti,.usciti da questi luoghi sacri, spesso sono costi-
tuiti solamente di un piccolo e irregolare dischetto di terra (del
diametro variante dai 15 ai 30 mm.) con lieve impressione digi-
tale nel centro, la quale sta ad indicare la capacità di un reci-
piente comune.

I vasetti invece usciti dalle terremare spesso sono grandi
(pianto una chicchera da caffè, e quindi possono essere stati
adibiti ad usi domestici.

Vedi anche, a questo proposito, quanto espongo nella
nota 1 di col. G30.

sono considerati proprii dei luoghi di culto, e oggetti
d'uso sacro (l).

Periodo di efficienza del pozzo. E poi-
ché il riportato passo del Pigorini tratta anche del
valore cronologico di questi «vasetti votivi», credo
dover qui ricordare come pure sotto questo riguardo
tale teoria sia concorde alle mie affermazioni cro-
nologiche, in quanto io credo che il pozzo sacro della
Panighina fosse in efficienza negli albori della prima
età del ferro (2).

Infatti alla col. 590 ho già dimostrato che usarono
di quest'acqua le genti che lasciarono traccia di sé
nello strato n. I, che è degli albori dell'età del ferro
come tutta la costruzione del pozzo ed il materiale
rinvenutovi.

Naturalmente, affermando ciò, io vengo a dire che
si sorprende l'efficienza del pozzo durante questo
periodo di tempo, e che però non si può dir nulla a
proposito di quel che riguarda la sua origine ed i
suoi momenti anteriori, posto che li abbia avuti.

Che l'acqua fosse usata o no anche in precedenza,
rimane, allo stato presente delle scoperte, un fatto
insolubile, al pari della determinazione del periodo
di durata dell'attività del pozzo: la ceramica trovata
entro questo è stata infatti ritenuta tutta coeva,
avendo io assegnato al vasellame più rozzo e di tipo
più vecchio un carattere di pseudo-arcaismo e di
perpetuazione di forma di tipi vecchi, anziché un va-
lore di priorità sull'altra ceramica (vedi col. 548).

Invece si può determinare quando il pozzo cadde
in disuso poiché l'attività del pozzo cessò durante

(') Pigorini, Stoviglie arcaiche votive del Lazio e delle ter-
remare, in « B. P. I. » XXIII, pag. 43.

(2) Naturalmente però, anche riguardo alla cronologia,
per me il vasetto non assume alcun valore probativo, in virtù
della premessa relativa al valore del vasetto che considero
d'uso domestico anziché sacro.

Ma il nostro vasetto non ha alcun valore cronologico
anche se lo si considera « votivo » nel senso che il Pigorini dà
a questo aggettivo. Infatti gli oggetti pertinenti ai luoghi di
culto spesso ripetono forme arcaiche senza quindi appartenere
essi stessi ad un periodo più antico.

Per me la ceramica rinvenuta nei luoghi sacri —■ special-
mente poi se è rozza e di tipo primitivo come lo sono i co-
sidetti «vasetti votivi terramaricoli» — non può fornire cri-
teri assoluti di datazione.

Per il caso nostro piuttosto può assurgere a valore cro-
nologico la bontà di lavorazione delle costruzioni lignee e
anche la loro difficoltosa sistemazione (V.nota della col. 580).
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