Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

Page: 621
DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/monant1923/0333
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
621

LA PANIGHINA

22

Questa costumanza continua anche nell' età clas-
sica, poiché vediamo che, come i templi romani ave-
vano le favissae ('), anche i templi greci avevano i
-0idctVQol entro il zsfierog.

Per questi ultimi ricorderò solo, a mo' d'esempio,
i tesori trovati dal Sen. Orsi a Locri Epizefiri, sia
perchè non è qui il momento di dilungarmi su questo
notissimo argomento, sia perchè restiamo in suolo
italico (2), sia perchè i tesori di Locri sono nume-
rosi e « grandiosi » ; sia infine perchè tale notizia
è ancora inedita. Colgo anzi l'occasione per porgere
i miei più vivi ringraziamenti all'illustre scavatore e
illustratore della Sicilia per la notizia gentilmente
fornitami.

In nota (3) dò più ampio ragguaglio dell'interes-
sante trovamento; e pubblico la figura dello spaccato

(') Per tutte, basta citare lo favisse del tempio di Giove
sul Capitolino (che gli scavi attuali stanno rimettendo alla
lucei delle quali abbiamo anche ricordi letterarii.

(-) Anche nel Musco archeologico di Palermo esiste un
numero straordinariamente grande di ex voto di terra cotta
provenienti dal tempio di Demetra posto in prossimità del
torrente Gaggera a Selinnnte. Anzi, io stesso, che nell'ot-
tobre del VM- ebbi occasione di visitare il luogo, vidi innume-
revoli resti di queste offerte disseminate sul suolo.

(3) Nell'inverno del 1890, a Locri Epizefiri, il prof. Orsi
esplorò il temenos del grande tempio ionico di Marasà, scavato
nell'inverno precedente. TI temenos diede, per quanto forzato
dai contadini, una quantità di belle terracotte ieratiche in
prevalenza del sec. V. Si misero anche a nudo delle grandiose
favisse e fosse aperte nella sabbia ed accuratamente rivestite
di mattoni, le quali racchiudevano circa 15 mila skyphoi del
tipo italo-corinzio scadentissimo, disposti in stive e infilzati
l'uno nell'altro.

« Tornò molto sorprendente la presenza di un pozzo, che,
attesa la sua poca profondità, non potè essere che pozzo vo-
tivo, per raccogliere stipi sacre ».

A prescindere dalla vera di pozzo fittile, tutta di un pozzo,
esso por 0,50 era formato di mattoni a segmento, e poi da
2 cerchioni fittili, e finiva sulla sabbia vergine, esplorata por
2 m. in profondità senza risultati.

Nel primo mozzo metro superiore del pozzo si raccolsero,
dispostivi a strati cronologici, dei gruppetti di 2-4 monete
romane di br. di buona conservazione, tale anzi, che per
quelle del sec. Ili per lo più di Gallieno, si può asserire,
fossero in gran parte fior di conio; nello strato più alto vi
orano pochissimi bronzi imperiali del I secolo, più sotto quelli
del 111, in totale una cinquantina di pezzi. Assieme si trovò
una lucerna, e frammenti di grandi piatti (diaxoi) fittili. Pro-
cedendo più in giù nella fanghiglia apparve qualche osso di
pollo; nel fondo, del materiale greco, 2 skyphoi corinzio-italioti,
un boccaletto a vernice nera ed una scodellimi monoansata
e grezza, roba del Y-TV secolo av. C.

Pare che il pozzo fosse sincrono al grande deposito: ma
forse esso venne rimaneggiato in età romana (Locri fu c-on-

del pozzo, perchè questo interessa la nostra scoperta
sotto varii punti di vista (fig. 50).

Attualmente poi si verifica tale fatto presso i po-
poli selvaggi, ed anche in Iscozia, in Irlanda, ed in
Francia, ove le sopravvivenze degli antichi culti alle
acque sono ancora assai vive. I doni vengono ben ordi-
nati sui muricciuoli dei pozzi, o addossativi, oppure
messi in appositi luoghi.

Aggiungo ancora due esempi che presentano una
importanza veramente grande per le strette analogie
che forniscono colla nostra scoperta specialmente nei
riguardi della localizzazione dei vasi da me supposta
e convalidata.

Il Lubbock (') dice che nel Messico settentrionale,
presso il 35° parallelo, esisto una sorgente sacra che
ogni anno viene ripulita con vasi antichi, trasmessi da
una generazione all'altra dai cacichi. Questi vasi poi
vengono riposti sui muri (2), ove rimangono fino al-
l'anno venturo.

Narra inoltre che nel Nuovo Messico, non molto
lontano da Zuni, vi è una sorgente sacra, del diametro
di circa m. 2,50, la cui acqua non deve essere bevuta
nè dagli uomini, nè dagli animali. Una volta all'anno
il cacico ed i suoi accoliti compiono certi riti religiosi
alla sorgente. Questa viene del tutto ripulita ; i vasi

quistata nel 205 av. C. dai Romani) ed è strano che esso sia
l'unico documento di culto nella età imperialo romana, ap-
parso nel grande temenos.

Elenco delle monete trovale entro il pozzo sacro.

Augustus (43 av. C. - 14 d.)....... 1

Hadrianus (117-138) ......... 1

Logore del 1° e 2° secolo (m. br.) .... 7

Gordianus ITI (?) (238-241)...... 3

Gallienus (254-208) .......... 2

Salonina Gallieni ........... 2

Claudius II (268-270) ......... 3

Aurelianus (270-275) ......... 8

Severina (270-275) .......... 1

Probus (277-282)............ 1

Carus (282-283)............ 1

Numerianus (282-284)......... 2

Maximianus Herc. (286-305),...... 1

Diocletianus (284-305)........' . 1

Irriconoscibili del III sec........ 8

Totale 42

(') Lubbock, I tempi preistorici, Torino, 1875, pag. 306.

(2) Il Lubbock nioi dice quali e dove siano questi muri;
tuttavia credo debba si pensare essere quelli di rivestimento
della sorgente, come nell'altro caso (puro riferito dal Lubbock)
che io riporto subito dopo questo.
loading ...