Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ESPLORAZIONI ARCHEOLOGICHE NELLA LICIA E NELLA PANFILIA

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di torre. Fra gradinata e vestibolo, vestibolo e vaòg
non vi sono colonnati, ma mura con varie porte di
diversa grandezza e disposte senza alcun criterio di
corrispondenza e di simmetria.

Nel mondo greco classico non ho trovato nulla
che vi corrisponda. Per il mondo minoico e miceneo
si potrebbe invece pensare al grande propileo occi-
dentale di Phaistos (*) e ai [léyaqa di Tirinto (2) e
di Micene (3).

Nel primo abbiamo quasi gli stessi elementi del
santuario del Cavagh Dagh: gradinata, vestibolo a
corridoio, grande vano più largo che profondo. Que-
st'ultimo a Phaistos è diviso da un colonnato in due
parti, una coperta ed una scoperta, ma a priori non
potremmo escludere l'esistenza di qualche cosa di
simile al Cavagh Dagh : ad ogni modo, si tratta di
elemento secondario. Vi sono dunque delle buone so-
miglianze nella disposizione e nelle proporzioni degli
elementi maggiori. Le differenze sono nella loro in-
terpretazione : a Phaistos compaiono le colonne e
colonne e porte sono disposte simmetricamente se-
condo un rigido criterio di assialità. Differenze più
gravi sono la mancanza del grande elemento a torre
laterale, che al Cavagh Dagh è certo parte integrante
del tempio, amenochè a Phaistos non lo si voglia rico-
noscere nei vani 71, 72, 73 contenenti la scala, oppure
nel blocco di magazzini sull'altro lato (Dussaud, op.
cit., fig. 9, pag. 21, e fig. 144, pag. 193), e il fatto che
il complesso di Phaistos è nel palazzo elemento di
transito e decorativo, mentre quello del Cavagh Dagh
è fine a se stesso e rituale. Bisogna tuttavia convenire
che qualche cosa di comune vi è nell'uno e nell'altro:
forse derivano ambedue da un unico tipo architetto-
nico più antico, che al Cavagh Digh ò reso con sensi-
bilità rude e barbara, a Phaistos è già corretto da uno
spirito armonico e simmetrico.

I fie'yaou di Tirinto e di Micene mostrano pure
qualche somiglianza con il nostro santuario, ma le
differenze sono anche maggiori : la gradinata è sosti-

C) R. Dussaud, Civilisations préhelléniques, Parigi 1914,
fig. 9, pag. 21 ; D. Firamen, Kr. mik. Kultur, Lipsia 1921,
fig. 40, pag. 51.

(2) Dussaud, op. cit. fig. 118, pag. 157 ; Fimmen, op. cit.
fig. 36, pag. 47.

(3) C. Schuchanlt, Schliemann,s Ausgrabungm, Lipsia
1891, tav. VI a pag. 344; Perrot-Chipiez, Eistoire, VI, 1894,
fig. 116, pag. 348.

Monumenti Antichi — Vol. XXIX.

tuita dal primo vestibolo in antis ; l'ambiente di fondo
è più lungo che largo e anche in essi impera la simmetria
assiale greca e manca del tutto l'elemento fiancheg-
giante. Se anche questi fit'yaQa possono essere ricol-
legati, attraverso il nqònvlov di Phaistos, al proto-
tipo architettonico da cui deriva il tempio del Cavagh
Dagh, certo in essi tale prototipo è oramai fondamen-
talmente mutato.

Una notevole affinità di pianta trovo invece fra
l'edificio del Cavagh Dagh e gli hilani ittiti quali ci
sono noti specialmente dagli scavi di Sengirli (').
In ambedue abbiamo : la gradinata, il vestibolo a
corridoio fiancheggiato su un solo lato dall'elemento
a torre e finalmente il corpo principale dell'edificio,
più largo che fondo, suddiviso in un numero vario
di ambienti. L'unica differenza sta in quest'ultimo
particolare, poiché al Cavagh Dagh non risulta, almeno
all'esame superficiale, che vi fossero divisioni interne.
Tuttavia non lo si può escludere, sia che fossero in
muratura o sia che fossero in legno. Ad ogni modo la
suddivisione interna dell' hilani non è originaria, ma
frutto di evoluzione. L'JiilaJii K di Sengirli è un
vero doppio del nostro santuario (2).

Un nesso fra l'architettura degli Ittiti e quella
dell'alpestre città ai confini settentrionali della Licia,
della quale ci stiamo occupando, è tutt'altro che
assurdo, anzi molto ovvio. Ma anche altri elementi
ci riconducono all'ambiente asiatico e specialmente
a quello Ittita.

Ho rilevato ripetutamente l'asimmetria con cui
sono praticate le porte nella prima e nella seconda
parete del tempio : quattro nell'una e quattro nell'al-
tra, ma tutte di proporzioni diverse e nessuna di
quelle della parete esterna coincide con quelle della
parete interna. Questo procedimento è sconosciuto
a qualsiasi costruzione di qualche dignità di tutto il
mondo greco, dalla età minoica alla classica, non solo,
ma anche dell'arte egiziana e di quella caldea. Tro-
viamo le stesse pareti come al Cavagh Dagh, tutte
attraversate da porte, così che la parete è ridotta a
pilastri o poco più, vera sostituzione nella funzione
e un po' anche nell'aspetto dei colonnati greci, negli

(') Koldewey & Puchstein, Amgrabungen in ScndsgJiirh.

(2) Il fatto che la torre del nostro tempio possa essere
di epoca ellenistica non toglie valore al confronto, perchè, na-
turalmente, sarà stata fatta in luogo di altra più antica.

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