Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ESPLORAZIONI ARCHEOLOGICHE NELLA LICIA E NELLA PANFILIA

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edifìci di Boghaz Kjoj c specialmente in quelli che
il Puchstein ha distinto con le cifre II, III, IV (1).
In questi i cortili, su d ie o più lati, sono girati ap-
punto da pareti a porte alla guisa descritta : disuguali
fra loro e il cui asse non coincide con quello delle aper-
ture corrispondenti nelle pareti retrostanti. Il ritro-
vare le pareti a porte multiple e la singolare asimmetria
che distinguono il tempio del Cavagh Dagh esclu-
sivamente in ambiente ittita, nello stesso cioè dove
abbiamo trovato anche l'unico esatto parallelo con
la pianta del tempio stesso, ci riconferma nella
convinzione che l'origine di questa architettura vada
ricercata nel cuore dell'Anatolia e non ad occidente
verso la Grecia.

* *

Che divinità si venerava nel santuario del Cavagh
Dagh ? Un primo indizio può essere fornito dalla
base di statua a forma di scoglio segnalata presso
la grande terrazza (vedila in tav. II b). È probabile
infatti che come ex voto venisse collocata una imma-
gine dello stesso nume che era venerato nel tempio.
Con la base a pan di zucchero, lavorata come ad imi-
tare la roccia, si è voluto evidentemente simboleg-
giare una montagna, e il monumento nel suo com-
plesso doveva rappresentare una figura divina ritta
sulla vetta di un monte. Questo tipo e eccezionalis-
simo nell'arte greco-romana. In due gemme, l'una
ionico-arcaica (*), l'altra del V sec. inoltrato (3), che
si potrebbero addurre, l'indicazione della montagna
è un semplice elemento illustrativo del paesaggio,
non un sostegno come nel caso nostro. Invece un
medaglione in bronzo di Treboniano Gallo (4) mostra
sul rovescio proprio un Apollo ritto sulla vetta di
una montagna, tipo che fu messo in relazione con la
statua di Apollo innalzata su una montagna dalle
città umbre di Ama e di Asirium per implorarne
l'aiuto in occasione di una pestilenza (6).

(') Kolde-wey-Puchstein, op. cit. tavv. 42, 44, 4G : W. K.
Miiller, Die monumentale Arehìtéktur der Chatti von fìoghazkdi,
in Ath. Miti. 42 (I917-'19), fig. 18, pag. 126; fig. 19, pag. 127;
fig. 17, pag. 125.

(2) A. Furtwangler, Die antiken Gemmen, II, Lipsia 1910,
pag. 34, e tav. VII 29.

(3) Furtwangler, op. cit. pag. 50, e tav. X 16.

(") Fr. Gneechi, / medaglioni romani, II, tav. 111 3.
(») Cohen, Trébùn., 77.

Quasi sicuramente riferibile ad Apollo è anche una
base in tutto simile a quella del Cavagh Dagh e tut-
t'ora inedita, che in epoca bizantina fu impiegata
in un muricciuolo ostruente la gradina a interna del
tempio di Apollo a Cirene. Si potrebbe poi riconoscere
un motivo simile nélYompMIos del teatro di Atene,
già ritenuto appartenente al noto Apollo del tipo
Choiseul Gouffier (') e certo servito di base ad una
statua apollinea, e nella moneta romana di Tarsos (2).
unico monumento che il Gonze (8) potè collegare con
quello. In questi monumenti infatti Apollo è pensato
stante sull'ombelico della terra, cioè su una promi-
nenza, anche se non paragonabile con una montagna.
La concezione resta peraltro sempre molto diversa
e i monumenti ricordati sono, nel campo greco, delle
vere eccezioni (4).

Il motivo della figura divina sulla montagna è poi
notissima al mondo preellenico e all'ambiente micro-
asiatico. Si ricordino l'anello di Micene con la dea sulla
montagna guardata dai leoni (5) e il rilievo ittita di
Boghaz Kjòj con la probabile figura di un re (*).
Questi i due esempi più stringenti, anche per il modo
come è rappresentata la montagna, ma nel campo
ittita ve ne sono varii altri C).

Sempre in ambiente almeno originariamente orien-
tale, ma in epoca molto più recente, anche i monumenti
rappresentanti Mitra che nasce dalla roccia possono es-
sere ricordati come affini alla base del Cavagh Dagh (8).

Come l'architettura, così questa base ci riconduce
all'ambiente culturale e artistico dell'Oriente e in
modo particolare ittita, senza escludere la possibilità
di un riferimento anche ad Apolh .

(') Stais, Marbres et bronzei du Musée nat. d'Atkènes,
1910, ti. 45, pag. 23 seg.

(2) Mùller-Wieseler, Denhnalcr d. a. E., tav. H 12.

(3) Gonze, Beitiàge zur Geschichte der griech. Plastilc, Halle
1869, pag. 15.

(4) Anche più lontano è il concetto ispiratore delle nume-
rose statue e statuette ellenistiche di Nike sorvolante la sfera
terrestre ; per esempio Reinach, Rép. st. II, 1, pagg. 388-389.

(6) Dussaud, op. cit. fig. 238, pag. 328.

(°) Pervot-Chipiez, op. cit. IV, tav. VII! K e fig. 314,
pag. 639.

(7) Per esempio Perrot-Chipiez, op. cit. tav. Vili E ;
0. Weber, L'Art hittite, Parigi 1922, fig. 28 e fig. 48 a.

(8) Reinach, Rép. st. Ili, 140, 1 ; 141, 1-2, 4, 9, il. E in
proposito : Fr. Cumont, Textes et monumenls figurés relatifs
aux mystères de Mythra, T, Bruxelles 1899, pag. 159 e segg. ;
II, Parigi 1896, fig. 32, pag. 205 ; fig. 58, pag. 227 ; fig. 159
pag. 302 etc.
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