Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ESPLORAZIONI ARCHEOLOGICHE NELLA LICIA E NELLA PANFILIA

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SECONDO ITINERARIO

Cevlik - Ciandyr Assai' - Achilia.

Iblisc Tasci. — Lasciando Orlile, si girano gli
ultimi speroni rocciosi che dal Cara Dagli scondono al
colle donde hanno origine le due vallate dell'Alaghyr
e del Ciandyr e subito, per un'agevole mulattiera, si
comincia la discesa del versante destro della valle
del Ciandyr.

A mezz'ora di cavallo da Cevlik si trovano, a qual-
che minuto l'una dall'altra due fontane: Uec Oluclar e
la Iblis Tasci bunar. A dieci minuti di cavallo più a
valle è una sorgente anche più ricca : Ulubunar. Poi-
ché siamo all' incirca allo stesso livello delle copiose sor-
genti di Cevlik, che in linea retta sono vicinissime a
queste, divise solo da una limitata cortina montana, è
evidente che in questa zona affiora un unico strato im-
permeabile che raccoglie parte delle acque del Cara
Dagli. In conseguenza la zona, malgrado la notevole
altitudine, è alquanto fertile e abitata: un gruppo di
case è subito a valle di Ulù Bunar.

Alla Iblis Tasci Bunar sovrasta una guglia rocciosa
collegata alla maggiore massa montagnosa da una sella
arborata. Sulla faccia della guglia verso ponente, ri-
volta alla montagna, a un metro circa dal piano del ter-
reno, è rozzamente scalpellata nella roccia una figura,
che interpretata dai montanari come una figura del
diavolo, ha dato il nome alla roccia e alla fonte sotto-
stante (fig. 13).

Il rilievo è stato ottenuto abbassando la superficie
della roccia tutto all'ingiro per quel poco che era ne-
cessario a contornare la figura. L'incavo ha perciò un
andamento irregolare che segue quello della figura. Sul
lato sinistro si vedono due solchi paralleli, all' incirca
verticali, che a prima vista possono sembrare una
incorniciatura, ma si tratta di incavi naturali dovuti

all'azione delle acque, come mostrano varii esempi
simili sulle rocce vicine.

Il rilievo mostra una figura virile di prospetto, com-
pletamente nuda, fornita di barba e baffi, che con la
destra spostata di fianco regge verticalmente una
clava, con la sinistra stringe contro il petto una mi-
nuscola figura di leoncino.

Il lavoro, per le sproporzioni fra le varie parti del
corpo, per il modo infantile di rendere i volumi e i
piani, per la mancanza quasi assoluta del trattamento
dei muscoli è un modestissimo e rustivo lavoro di
montanari. Il soggetto è trasparente: Hcracles. La
clava e il leone non lasciano dubbi.

Lo schema della figura è alquanto singolare e per-
mette qualche riscontro interessante. Il tipo dell'eroe
che stringe un leone di piccole proporzioni contro il
petto è orientale: si veda il famoso rilievo di Chor-
sabad, ora al Louvre ('), e alcune statuette cipriote di
Heracles, ora a New York (*). Nel mondo greco il leone
di Heracles ha sempre proporzioni almeno normali.

Anche il modo di reggere la clava, verticalmente,
con il braccio piegato di fianco, riappare in una statua
colossale di Heracles, pure da Cipro, ora a New York (3),
e solo eccezionalmente in qualcuno dei monumenti
greci più antichi, ancora sotto il diretto influsso orien-
tale.

Dunque, pur nella sua estrema rozzezza, lo schema
dell'Heracles di Iblisc Tasci offre elementi sufficienti
per ricollegarlo all'ambiente artistico orientale, piut-
tosto che al greco. Non occorre rilevare che anche la
usanza dei rilievi su roccia è caratteristica delle popo-

C) Perrot-Chipiez, Histoire, III, fig. 284, p. 415.

(2) Perrot-Chipiez, op. cifc, figg. 389-390 a p. 377.

(3) Roscber, Lexikon, I, 2, col. 2148.
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