Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ESPLORAZIONI ARCHEOLOGICHE NELLA LICIA E NELLA PANFILIA

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Per il nome TQoxóvóctg vedi quanto fu detto al-
l'epigrafe n. 9. Il nome Maxìtwv o Ma/nhcov è nuovo.

A meno di mezz'ora di marcia da questo sarco-
l'ago, in parte attraverso i campi, in parte lungo una
discreta mulattiera, si raggiunge Beigik, piccola bor-
gata in una zona ricca di terra, con acqua abbon-
dante e relativamente ben coltivata. L'Aidaghdo
Jacasè e il Tachtaly Dagli riparano molto bene la-
zona dai venti di tramontana e perciò, malgrado la
notevole altitudine (dobbiamo essere molto vicini ai
mille metri, se pure non si superano), vi prosperano
l'ulivo, la vite, il granturco e il tabacco. Nei dintorni,
nel mese di agosto, si raccoglie in notevole qualità
lo j iilà cifii, che fornisce una infusione gustosa e aro-
matica.

Nelle immediate vicinanze del villaggio sono varie
rovine antiche e bizantine.

Circa 300 metri a sud e a valle del paese, su uno
sperone indipendente da quello del paese, sono gli
avanzi di una chiesetta rettangolare, perfettamente
orientata. La porta è sul lato ovest, mentre il lato
orientale è costituito da un'abside semicircolare. Le
mura sono conservate per circa un metro dal suolo.
All'intorno sono altri avanzi minori; un muro poi
è quasi aderente alla chiesa e sembra appartenere ad
un avancorpo costruito in seguito. In esso è visibile
una piccola nicchia ad arco.

Tutte queste costruzioni sono in rozzi scheggioni
di pietra, legati con calce.

Con tecnica analoga è costruito un poderoso edi-
ficio, certo una casa di abitazione, di cui rimangono le
rovine in una posizione dominante sùbito a monte
del villaggio.

Alla testata del valloncello che divide il costone
su cui sorge la chiesetta bizantina e quello su cui
è Beigik, è una cassa di sarcofago ricavata nella roc-
cia, molto guasta e senza traccia di epigrafi. Il co-
perchio, del solito tipo licio, è rovesciato in basso,
un po' a valle.

Sul cocuzzolo roccioso davanti al paese, in fianco
al sentiero proveniente da Baarsok, luogo chiamato
Turgut, sono varii avanzi di rozze fondazioni e un
sarcofago con la cassa ricavata nella roccia viva,
nella quale si direbbe che si sia voluta riprodurre la
forma di una nave. Il coperchio, molto rozzo, è del so-
lito tipo licio.

*

* *

Da Beigik, in circa due ore di marcia, si raggiun-
gono le rovine di una città antica sulle pendici meri-
dionali del monte Solyma, in località Furungiuk,
passando per Tocug Inghidely (50' su ottimo sentiero),
Salaar bunar ('20'), buona sorgente presso poche ca-
panne, e Furungiuk bunar (45'), copiosa sorgente
sotto un folto gruppo di grandi alberi, ai piedi del
pendìo su cui sono sparse le rovine.

Il percorso, buono nella prima parte, presenta
alcuni passaggi difficili nell'ultima, perchè il sentiero
attraversa degli slavini profondi, dove il tracciato è
necessariamente incerto, e costeggia profondi bur-
roni, riducendosi in qualche punto ad uno stretto
e malsicuro passaggio.

Lungo il percorso si incontrano spesso larghe zone
coltivate e qualche rovina.

A Tocug Inghidely sarcofago su banchina a ba-
laustri del solito tipo. Sul lato principale cartella ane-
pigrafe fra due clipei ornati con una rosetta e incro-
ciati con una lancia. Sul bordo supcriore della cassa
cane che insegue un cervo. Sui lati minori altro cli-
peo incrociato con lancia. Subito a valle si vede il cor
perdio del solito tipo licio, con due delle sporgenze
ridotte a busti, l'uno femminile l'altro maschile ;
mancano le due teste.

In località Ak Gran, cocuzzolo sùbito a valle del
sentiero, Fra Beigik e Tocug Inghidely, rozzo sarco-
fago con coperchio a spioventi. I soliti ornamenti :
cartella, scudi, bozze sui lati brevi del coperchio sono
appena sbozzati e permettono di concludere che questi
sarcofagi avrebbero dovuto essere rifiniti in silu.

Pochi minuti prima di Furungiuk bunar, uno
sprone a destra del sentiero, che si protende verso
valle, è tutto coperto di blocchi lavorati. Sembrano
tutti avanzi di sarcofagi e di monumenti funebri in
genere. La costruzione più appariscente è un crepi-
doma a quattro gradoni. Il resto sembra sia stato
deliberatamente distrutto. Il complesso, in origine,
doveva avere una notevole importanza. I blocchi sono
lavorati con qualche cura.

Mi è stato assicurato che, per accedere a Furun-
giuk non è necessario passare da Beigik, ma che vi
è un sentiero, la Narly Jol, il quale, lungo l'Ortà Sei
Deresì raggiunge il Givecli Ciai e quindi Tekir Ovà.
Da Furungiuk alla confluenza dell'Orta Sei Deresì
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