Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ESPLORAZIONI ARCHEOLOGICHE NELLA LICIA E NELLA PANFILIA

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tre ambienti principali di fondo, chiude anche il lato A prima giunta, tutto questo complesso architetto-
dei portico settentrionale con una appendice spessa nico non privo di una certa grandiosità, sembra sprov-
m. 0.65. È incerto se e quanto si prolungasse questa visto di ingresso, o, per lo meno, di un ingresso ade-
appendice oltre il portico. Per un tratto di m 7.40 non guato all'importanza dell'edificio. Tale non può essere
è possibile scorgere traccia di mura ; ivi anzi il terreno certo la modesta e malagevole scaletta intagliata nella
si rompe e si abbassa alquanto. Subito dopo, a un li- roccia, che collega il piazzale con il lungo ambiente sul
vello più basso, vi è un solido muro di sostegno, a te- lato meridionale, il quale, alla sua volta, non presenta
cnica ciclopica, lungo ni. 10, che va a saldarsi contro il agevoli comunicazioni con la città, e neppure la porta
fianco roccioso di uno sperone che all'ingrosso si alli- segnalata sul lato occidentale, a sud dello sperone con

Fig. 36. — Purungiuk: sezione N-S (Tel santuario principale (restaurato).

nea con il lato meridionale del piazzale e strapiomba
alto nella valle. A un livello superiore, convergente ad
angolo acuto con il muro ciclopico, è l'avanzo di un
altro muro di sostegno, ma a tecnica più regolare.

Nel burroncello (luminato dallo sperone roccioso, a
valle del muro ciclopico, si intravvedono molti tamburi
di colonne appartenenti al portico.

Il piazzale, che ora è invaso dalle piante (tav. V,a)
in origine doveva essere occupato da monumenti ono-
rari e di due almeno vi sono tracce in posto : presso il
portico settentrionale una base di m. 1 per 1 ; sullo spe-
rone roccioso i blocchi di base di un grande piedistallo
rettangolare.

Infine va ricordato ancora un elemento di questo
complesso: vi è un svqmog stretto e alquanto profondo,
che si comincia a vedere sotto il piano del portico setten-
trionale ai margini della frana che ne copre l'estremità
ovest, corre dapprima parallelo al colonnato nell'in-
terno del portico, poi obliqua verso sud-est sino a rag-
giungere lo stilobate, coito sotto questo fin quasi presso
l'estremità est del portico e finalmente obliqua di nuovo
a sud-est sino a sfogare nel burrone orientale, a monte
del muro ciclopico.

la scalea, che, se pure non era una semplice finestra a
balcone, potè servire tutt' al più di ingresso occasio-
nale.

To propendo a riconoscere gli accessi al recinto nel
bastione a scalea e nell'ambiente basso esistente da-
vanti alla testata del portico occidentale. In quello la
scalea, ampia e comoda quale si conviene appunto a
un grande edificio, si perde, dopo quattro o cinque
gradoni, sul pendìo del monte. Siamo nettamente fuori
del recinto e perciò non è ammissibile che essa col-
legasse due parti dello stesso, che del resto non si
vede quali fossero. La scalca serviva ad accedere al
recinto da monte : era l'ingresso per chi proveniva dal-
l'alto della città.

L'ambiente a sud della testata del portico occiden-
tale è molto accurato nel lavoro delle pareti e la sua porta
dovette avere una particolare solidità. Non era dunque
un ambiente secondario, quasi di servizio, un magazzino,
poiché null'altro poteva essere se fosse stato coperto,
data la sua scarsissima altezza. Esso doveva essere
scoperto e contenere la scala di accesso al ramo occiden-
tale del portico. La struttura tila sua porta conviene
a pieno alla funzione di porta principale. Qui si aveva
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