Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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ESPLORAZIONI ARCHEOLOGICHE NELLA LICIA E NELLA PANFILIA

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Sulla natura di questo divinità si è molto discusso.
L'Ehrlich (J) e il Meineke (2) le credevano divinità vul-
caniche ; il Treuber (3) vi riconosceva un culto degli
antenati : il Hicks (*), il Malten (s) c il Weinrich (6)
degli eroi locali assunti a rango di divinità caccia-
trici.

Il carattere eroico, la morte e quindi la probabile
trasformazione del sepolcro in tempio, ricordano molti
fenomeni religiosi analoghi del Mediterraneo, special-
mente della Creta minoica e della Sardegna (7) ; e per-
ciò anche nei -Heoì 'Àyqioi o dxXrjonì, che attraverso
i Solimi risalgono alla stessa facies della civiltà medi-
terranea alla quale appartengono la Creta minoica e
la Sardegna (8), dobbiamo riconoscere un culto ani-
mistico, devoluto allo spirito degli antenati, presso
i templi-sepolcro dei quali si saranno svolti i riti di
incubazione che sono tipici dei culti analoghi in Sar-
degna e a Creta.

Il grande recinto di Furungiuk risponde perfetta-
mente a quanto sappiamo e a quanto possiamo fon-
datamente supporre circa il culto dei 9-eoì axlrjQoi.

La grotta risponde agli avxqa degli 'Àyotoi del
Cragos e agli <sm]Xaia dei Titani di Biblos e Beritos ;
i tre ambienti principali rispondono alla trinità dei deoì
GxXrjQÓì: 'ÀqdaXog, Jgvog, Tqooóì fi h>g\ il portico può
essere connesso con l'uso delle incubazioni che difficil-
mente possono essere mancate, dato il carattere animi-
stico del culto. La trinità degli ambienti potrebbe essere
dovuta anche a particolarità del rito a noi ignote, e il
portico a un semplice desiderio di maggior decoro ar-
chitettonico ; ma, per sostenere questo, non abbiamo
nessun argomento. Il portico invece, messo in rela-
zione con l'umidità del luogo, fa giusto pensare che
in determinate circostanze un numero non trascurabile
di persone fosse costretto a trattenersi a lungo fuori

(') H. Ebrlich, in Rhrin. Mus. 63 (1908), pg. 638.

(2) Anni, critica ad Athenaei Deipnoxophistas, pag. 189.

(3) Treuber, Beitragc etc, pag. 31.

(*) Hicks, in J. H. 8: X (1889), pag. 56, n. 6.

(5) L. Malten, Kyrene (Philól. Untersuchungen 20), pag. 10.

(6) Weinrich, Lyhisehe ZwBlfgStter Reliefs, in S'itmngsber.
Heidelb, Akad. 1913, V, pag. 15 segg.

(') R. Pettazzoni, La religione primitiva in Sardegna,
Piacenza specialmente pag. 4 segg. per la Sardegna,

pag. 126 segg. per Creta e passim per altri paesi del Mediter-
raneo.

(s) E. Mayer, Oesehichte des Altertums, Stuttgart 1913,
pag. 699 seg.

dei penetrali del tempio, come doveva o poteva ap-
punto avvenire nelle incubazioni.

Ancora una coincidenza, che non va taciuta, per
quanto il suo valore possa essere incerto. Dice Filone
di Biblos ('): 'Enérór^av dè ovtoi (i Titani di Biblos)
avXàg Ttqodud-évcci roti; oì'xoig xal nsqi^óXaia xcà ffnrj-
Xaia. L'attribuzione di queste sigerai ai Titani evi-
dentemente deriva dal fatto che l'unione di casa, cor-
tile, recinto e grotta si verificava nel loro tempio, se non
in modo esclusivo, per lo meno nella forma più carat-
teristica e più appariscente. È mera circostanza for-
tuita che il santuario di Furungiuk si presenti con un
nsqCfioXog gelosamente chiuso, entro il quale troviamo
come elementi costitutivi un oìxog Tripartito, lo ffnrj-
laiov e una avXrj che la presenza del portico può di-
mostrare aver avuto una funzione rituale ?

L'incubazione è strettamente connessa con la man-
tica; e nella stessa Licia, a Patara, troviamo appunto
un oracolo di Apollon che rispondeva coi sogni. Che
anzi il culto dei Vedi axXrjqói — sul quale, quanto a
informazioni antiche, siamo ridotti alle poche parole di
Plutarco (2) « xcà rag xavdgag S7TÌ xovtmv noitlcd-ai
òrj^ioaia xal lòia Avxiovg » — dovesse avere uno scopo
mantico, è, secondo me, indicato dalla presenza, nel
tempio, di una fonte, al cui scolo doveva servire il lungo
canale di scarico. Culto delle acque a scopo mantico e
ordalico è caratteristico dell'analogo mondo religioso
dei Sardi, e fonti usate come oracolo, anche dentro
grotte, appaiono nella stessa Licia a Cyaneai (3) e a
Myra (4\

La nicchietta presso la porta destra dell'edificio
centrale non ha traccia di casselli: quindi dovette
contenere qualche cosa di mobile. Penso a un vaso e
precisamente ad un vaso por lustrazioni quali erano
comuni nei templi greci e tipici anche dei santuarii sardi
più volte ricordati.

Concludendo, io credo che le notizie che noi abbia-
mo sui #so\ (JxXrjQol ci permettano di identificarne il
santuario principale nel grande recinto di Furungiuk
e che questo, alla sua volta, ci consenta di integrare
l'immagine di queste divinità. Convengo che queste

(') Phoin. Eist, in F. E. G. Ili, 567, ir. 2, 10.

(2) T)e def. or. 21, pag. 421 e.

(3) Pausania, VII, 21, u.

(«) Athen. Vili, 333 D = /•'. //. G. IV, 479 ; Plin. N. lì.
32, 17.
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