Accademia Nazionale dei Lincei <Rom> [Editor]
Monumenti antichi — 29.1923

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QUARTO ITINERARIO

Tekir Ovà-Adalia lungo la eosta.

Questo percorso può essere distinto in quattro tratte,
ciascuna con proprie caratteristiche.

Il tratto Tekir Ovà-Eski Kjoj si percorre lungo
una strada ben segnata e discreta, a frequenti disli-
velli perchè deve superare varii contrafforti, ina senza
pendenze eccessive, ne passaggi troppo aspri. Paesag-
gio boscoso, paesisticamente molto bello.

Si va da Eski Kjoj a Beldibì lungo la spiaggia, quasi
senza dislivelli. Spesso non vi è strada, ma si attra-
versano i campi che occupano la fascia piatta che co-
steggia il mare. In varii punti, causa la scarsa pen-
denza, le acque invadono i campi e rendono il pas-
saggio abbastanza penoso.

Da Beldibì al Sari Ciai è il tratto più faticoso. I
contrafforti del Gungiorrnez Dagh scendono a picco
sul mare e rendono impossibile di proseguire lungo la
spiaggia. Perciò la strada, pessima mulattiera, si iner-
pica su per i monti addentrandosi alquanto. Ritorna
presso il mare a Cialty, nel luogo presunto dell'antica
Lyrnas, dov' è un villaggio di zingari persiani; si iner-
pica nuovamente su per i contrafforti del Sivrì Dagh,
tenendosi peraltro a picco sul mare, e finalmente preci-
pita alle foci del Sari Ciai.

Dalle foci del Sari Ciai ad Adalia è il ben noto
terreno pianeggiante, comodissimo a percorrersi, ma
frequente di guadi e quindi praticabile solo nella sta-
gione asciutta.

Da Tekir Ovà ad Eski Kjoj occorrono 5 ore, da
Eski Kjoj a Beldibì 4 ore, da Beldibì a Cialty 4 ore e
un quarto, da Cialty ad Adalia 4 ore e mezza : l'in-
tero percorso esige, dunque, almeno due giornate di
cavallo. Ad Eski Kjoj vi è un discreto %evwv ; uri altro
mi è stato assicurato esistere in un gruppo di capanne

sul Goiniik Ciai alquanto a monte della foce. A Bel-
dibì e a Cialty si può cercare ospitalità in caso di as-
soluto bisogno, ma nulla vi è predisposto a tale scopo.
Il villaggio di Cialty, costituito esclusivamente di tende,
è abitato da taehtagy, tribù nomadi oriunde dalla Per-
sia, seguaci della religione di Zoroastro

Fio. 39. — Faselide: custodia in pietra per urna cineraria.

A 50' da Tekir Ovà, a nord delle rovine di Faselide,
in una valletta pianeggiante ed ombrosa si scorgono,
sparsi ai lati della strada, varii cubi in calcare i quali
nella faccia supcriore mostrano un incastro e una cavità
cilindrica abbastanza profonda (fig. 39). Accanto sono
dei pezzi minori che combaciano e che sono certo i
coperchi corrispondenti. Si tratta sicuramente di ri-
cettacoli per ossuarii. Nessuna traccia di iscrizioni.
Deve trattarsi di una delle necropoli di Faselide.

Circa un'ora dopo si attraversa la valletta per la
quale sbocca in mare, entro una baia abbastanza chiusa,
l'Alagià Su, modestissimo corso di acqua. Nel mezzo
della valle sono gli avanzi di un edificio quadrilatero,
costruito in blocchi regolari di calcare, forse d'epoca

(') Per queste popolazioni v. la monografia del von Luschan,
in Petersen-von Luschan, Eeis. in Lykien etc, pg. 198 segg.
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