Real Museo Borbonico — 13.1843

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RELAZIONE

DEGLI
SCAVI DI POMPEI
Da Luglio i83g ad Agosto 1842.

E pregio tutto proprio delle antichità pompeiane ed ercolanesi di
mostrare al mondo moderno quale doveva essere nel tempo di allora
1’ aspetto esterno degli edifìzii non isolati e divisi 1’ uno dall’ altro ,
ma riuniti in una città ed allineati in molte e diverse strade. Ora
percorrendo la via in questo periodo di scavi disotterrata in Pompei
( che dalle terme cammina dritta alla così detta porta di Nola ) molte
sono le considerazioni che si affacciano alla mente del riflessivo os-
servatore. E prima di tutto 1’ aspetto di tutti gli edifìzii policromi ,
svariati per i differenti colori di cui sono ornati, e per le figure di cui
son dipinti ci fa deplorare la monotonia degli edifìzii monocromi
delle nostre moderne città: dalla qual monotonia volle uscire il secolo
decimo sesto ( tanto bene avveduto nell’ esercizio delle arti belle ),
e cominciò a dipingere 1’ esterno delle case ed ornare i loggiati dei
cortili di dipinture svariate , come le logge vaticane , il cortile del
palazzo di Caprarola e quello del palazzo vecchio a Firenze ce ne
hanno lasciata ancora conservatissima la memoria. Ma poi sorse Pal-
ladio ed avviò il secolo dietro l’imitazione dell’ antichità romana da
lui esaminata e studiala come lo concedevano i tempi di allora e le
anticaglie in quell’ epoca disotterrate.
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