Nardi, Luigi
Descrizione antiquario-architettonica con rami dell'Arco di Augusto, Ponte di Tiberio e Tempio Malatestiano di Rimino — Rimino, 1813 [Cicognara, 4053]

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deva, quanto che il discreto, et perito artefice, liaveva sacto uno
„ proclivo lambente sopra il margine determinato alla sima dilla prae-
sacta corona. Rimanendo (a) camellato uno semipede, efc! questo non
vanamente observato si trova, perchè lo imo delle aperture scalpate
di sopra statuite dallexito overo prominentia dilla corona non sia-
„ no ocultate. Quantunque che el se possi tanto • più magnificare la
„ parte sopra sequente dille ornature, come intra vene al Zophoro, ©1-
5, tra la assignata symmetria excedere per tale causa „. Egli è assai
chiaro che quel proclivo lambente sopra il margine determinato alla
sima della cornice;, che resta camellato uno semipede3 altro non è che
lo scamillo satto in.grazia di quelle parti che sono soprapposte alla me-
desima, perchè dallexito overo prominentia di essa non siano ocid-
tate. E perchè lo stesso- effetto si poteva ottenere con lo magnisicare,
o sia accrescere la paiate sopra sequente dille ornature3 oome fu pra-
ticato nel Fregio, così non ommise di avvertircelo. Soddisfece dunque
Polifilo ai numeri tutti di buon Architetto nella spiegazione delio
scamillo, mettendoci in vista i Varj modi del medesimo; né lasciò an-
golo in questa parte al chs. Baldo, sicché di molto potesse distinguersi
sopra, di lui. All'uno ed all'altro però dobbiam somme lodi.

( a ) Cioè scamìllato
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