Nardi, Luigi
Descrizione antiquario-architettonica con rami dell'Arco di Augusto, Ponte di Tiberio e Tempio Malatestiano di Rimino — Rimino, 1813 [Cicognara, 4053]

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angolo retto con le esterne saccie del Ponte, ma è inclinato ( secondo»
le linee B A) alla parte di Rimino, cioè verso la destra, il che sem>-
pre più conserma che 1' acqua avesse una direzione quasi del tutto
opposta alla presente.
Il Temanza dice che il Palladio nella descrizione ( a ) di questo
Ponte non fu molto esatto, perehè non mostrò l'inclinazione delle pi-
le, non diede le cornici e gli altri ornamenti come sono, e persino la
luce degli archi nel Palladio non corrisponde al vero. „ Non saprei
„ poi che dire, dice il Temanza, dell'altezza che egli diede ai pilo-
„ ni . Ora il Ponte non sorge che dalla corda dell' arco di mezzo, e
„ quanto è di sotto, tutto è profondato nella ghiaja. Credo benissi-
mo che il letto del fiume a' tempi del Palladio fosse assai più bas-
so di quello che è al presente; onde si potesse in parte, misurare
1' altezza delle pile, e 1' angolo degli sproni. Questi oggidì non si
veggono, perchè sono sepolti nel fondo: nondimeno posso asserire
che vi sieno, perchè, con un lungo spiedo di ferro cercando, gli
ho ritrovati. |
„ Ora dirò qualche cosa dell' uso loro. Scrive Leonbattista : prorae
„ in pilìs prodeant adversus vim aquae. Servivano dunque gli spi-o-
„ ni per riparare le gran pile dall'ammassamento di quelle materie,
„ che seco menar potesse la corrente del fiume. Che però dovevano
„ molto inalzarsi sopra 1' antico fondo del fiume, anzi superare il se-
gno delle gran piene. Ma inutili essendosi resi in progresso di tem-
„ pò per V inalzamento del letto del fiume, furono rialzati di mat-
toni alla parte del monte, ed oggidì pure se ne osservano più pezzi
quasi tutti sfasciati "..

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( a ) Lib. 3. e. ii.
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