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Nuovo bullettino di archeologia cristiana: ufficiale per i resoconti della Commissione di Archeologia Sacra sugli Scavi e su le Scoperte nelle Catacombe Romane — 8.1902

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Roma. Lavori e scavi nelle Catacombe romane
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https://doi.org/10.11588/diglit.18745#0259

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NOTIZIE

253

Ma questo ritrovamento è così importante, che noi abbiamo
pregato il eh. collega a darne una illustrazione speciale nel
Ballettino, trattando anche delle pitture che adornano la nuova
cripta; ed egli ha promesso di far ciò per il prossimo fasci-
colo, che procureremo di sollecitare più che sarà possibile. Dalla
iscrizione testé scoperta potranno intanto cavarsi notizie finora
sconosciute sulla famiglia di Damaso; ed io stesso ho già comin-
ciato qualche studio a tale proposito di cui voglio dare un
primo cenno.

Il nome di Laurentia che l’epigrafe ci ha ora rivelato come
quello della madre di Damaso mi fece subito pensare che forse
costei potesse essere quella medesima che pose l’iscrizione al
vescovo Leone sepolto sulla via tiburtina ed onorato di un’ elogio
damasiano, sulla quale si legge: Rune milrà composuit tumu-
limi Laurentia conjux. E se si riflette che questo Leone fu con-
temporaneo di Damaso, che fu prima diacono e poi vescovo,
come sembra che fosse stato appunto il padre di Damaso, e che
come lui premorì alla consorte, potrà sembrare non arbitraria
la identificazione fra i due personaggi L Ma per ora io accenno
soltanto alla possibilità di questa spiegazione ed intendo ac-
cennarla come una congettura da studiarsi. L’argomento però è
tanto attraente che merita di essere discusso in un articolo
speciale, dove potrò fare nuove osservazioni anche sulla cele-
bre iscrizione di Irene la sorella del grande pontefice. Intanto
però non voglio omettere di accennare come il nome di Lau-
rentia, portato dalla madre di Damaso, ci spieghi assai bene
perchè egli, edificando una basilica iuxta theatrum (di Pom-

poi nel Bullettino, 1877, p. 129-132, ne fissò anche il posto preciso nei
dintorni del cubiculo del fossore Diogene. Questo equivoco del resto ebbe
origine dalle indicazioni non abbastanza chiare degli itinerari per questa
località e ad ogni modo il luogo ora scoperto é vicinissimo al cimitero
di Domitilla. Quanto alla pittura dei sei santi da me attribuita al gruppo
dei ss. Marco e Marcellino io credo che possa seguitarsi ad attribuire
a quel gruppo quale memoria posta in un luogo vicino al loro sepolcro,
siccome vediamo che fu fatto in parecchi altri casi.

1 È noto che Damaso scrisse del padre nel carme da lui posto nell’edi-
ficio degli Archivi, secondo la lezione più sicura e più comunemente ac-
cettata « Hine pater exceptor, lector levita, sacerdos ». E sacerdos nel
linguaggio epigrafico di quel tempo significa vescovo piuttostoché prete.
 
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