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sarebbe alterare il carattere di ciò che dev'essere una
semplice relazione. Mi riprometto pertanto di tornare
quanto prima sull'argomento con una più particolare
illustrazione.
E. Josi
Ispettore delle Catacombe.
Nota all'articolo del fascicolo precedente
sulle pitture del cimitero eretico
del Viale Manzoni
Di quel singolarissimo monumento che è l'ipogeo degli
Aureli scoperto recentemente presso il viale Manzoni,
del quale ha preso pure grande interessamento la Com-
missione di Sacra Archeologia, e che fu da me illustrato
in parte nel precedente fascicolo, torneranno ben presto
ad occuparsi gli archeologi per due ampie pubblicazioni
che ne stanno preparando separatamente il Prof. Ben-
dinelli e Mons. Wilpert, ambedue i quali già vi hanno
fatto degli studi speciali. Non sarà pertanto fuori di
proposito questa mia breve nota, che servirà a chiarire
meglio ciò che io scrissi in questo Nuovo Bullettino (anno
1921, pag. 83 e seguenti).
Nel citato articolo dissi che io fin dal primo momento
avevo riconosciuto quell'ipogeo come cristiano ma ap-
partenente ad una setta eretica e forse gnostica, la
qual cosa è oramai quasi universalmente accettata. E
non occupandomi di spiegare le numerose scene che si
veggono dipinte nelle varie parti di quel sepolcro, mi
limitai allo studio soltanto di alcune scene più grandiose
che sono dipinte nelle pareti della stanza principale.
Dissi che a mio parere esse compongono un ciclo di rap-
presentanze collegate fra loro e le spiegai con il simboli-
smo tratto dal libro di Giobbe (1). E tale spiegazione io
(1) Non credo inutile ripetere che in un sepolcro gnostico si potè
benissimo adoperare un simbolismo tratto dal libro di Giobbe, perohè
da Clemente Alessandrino (Strom. IV) si ricava che lo gnostico Basilide
citava appunto quel libro.
sarebbe alterare il carattere di ciò che dev'essere una
semplice relazione. Mi riprometto pertanto di tornare
quanto prima sull'argomento con una più particolare
illustrazione.
E. Josi
Ispettore delle Catacombe.
Nota all'articolo del fascicolo precedente
sulle pitture del cimitero eretico
del Viale Manzoni
Di quel singolarissimo monumento che è l'ipogeo degli
Aureli scoperto recentemente presso il viale Manzoni,
del quale ha preso pure grande interessamento la Com-
missione di Sacra Archeologia, e che fu da me illustrato
in parte nel precedente fascicolo, torneranno ben presto
ad occuparsi gli archeologi per due ampie pubblicazioni
che ne stanno preparando separatamente il Prof. Ben-
dinelli e Mons. Wilpert, ambedue i quali già vi hanno
fatto degli studi speciali. Non sarà pertanto fuori di
proposito questa mia breve nota, che servirà a chiarire
meglio ciò che io scrissi in questo Nuovo Bullettino (anno
1921, pag. 83 e seguenti).
Nel citato articolo dissi che io fin dal primo momento
avevo riconosciuto quell'ipogeo come cristiano ma ap-
partenente ad una setta eretica e forse gnostica, la
qual cosa è oramai quasi universalmente accettata. E
non occupandomi di spiegare le numerose scene che si
veggono dipinte nelle varie parti di quel sepolcro, mi
limitai allo studio soltanto di alcune scene più grandiose
che sono dipinte nelle pareti della stanza principale.
Dissi che a mio parere esse compongono un ciclo di rap-
presentanze collegate fra loro e le spiegai con il simboli-
smo tratto dal libro di Giobbe (1). E tale spiegazione io
(1) Non credo inutile ripetere che in un sepolcro gnostico si potè
benissimo adoperare un simbolismo tratto dal libro di Giobbe, perohè
da Clemente Alessandrino (Strom. IV) si ricava che lo gnostico Basilide
citava appunto quel libro.


