Schlosser, Julius von ; Rossi, Filippo [Transl.]
La letteratura artistica — Florenz, 1964

Page: 38
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LIBRO I - IL MEDIO EVO

Mommsen, Petrarch and the decoration of the Sala virorum illustrium
in Padua, « The Art Bulletin » 34 (1952) 95-116]. Uno degli esempi
più istruttivi è lo scolactico poema didascalico del bolognese
Bartolommeo de' Bartoli sulle sette arti e le sette virtù che fu
adoperato, insieme con le relative immagini, dal tardo giottesco
Giusto come exemplum per la sua decorazione della cappella di
Sant'Agostino a Padova; documento importante per la tradizione
degli studii degli artisti medievali (cfr. le mie dissertazioni nei vo-
lumi XVII e XXIII dello « Jahrbuch der Kustsammlungen des allerh.
Kaiserhauses » ; il poema del Bartoli è pubblicato in facsimile da
L. Dorez, Bergamo 1904).

Che ciò non fosse limitato all'Italia, lo prova il grande com-
pendio scolastico, clie serviva come testo per le pitture allegoriche
nella biblioteca del convento dei Premonstratensi a Brandeburgo e si
conserva alla Biblioteca di Monaco nel lascito dell'umanista norim-
berghese Hartmann Schedel, colui che ha copiato anche i titilli pado-
vani sopracitati (reso noto per la prima volta da A. Schultz nello
« Jahrbuch der kgl. Preuss. Kunstsammlungen » I, 35; cfr. « Wiener
Jahrbuch » 1. e, voi. XVII, 84; [E. Jacobs, Ars scripturarum, « Auf-
sàtze F. Milkau gewidmet », Lipsia 1921, 177-186]. Come il mano-
scritto miniato fosse più tardi sostituito in questa stessa funzione
dall'incunabulo silografico lo mostra soprattutto l'impiego, già no-
tato dal Lessing, della Bihlia Pauperum, dove fra l'altro ritornano
sui titilli dei dipinti persino gli errori di stampa dei modelli (cfr.
« Jahrbuch des allerh. Kaiserhauses » XXIII, 337; sulle copie del De-
fensorium nel chiostro di Bressanone vedi la mia notizia nel supple-
mento alla « Mùnchener Allg. Zeitung » 1904, n. 83). Vi aveva del
resto già accennato l'ottimo Heider (« Mitt. der K. K. Zentralkom-
mission » I, 85) ; il che mi era allora sfuggito. Un altro esempio
settentrionale è nei minuziosi racconti del famoso tappeto borgo-
gnone di Carlo l'Ardito a Berna (Stammler, Die Burgundertapeten,
Berna 1889). Penetra infine anche qui l'influsso dello spettacolo semi-
sacro, la moralità, come mostrano i Dicts moraulx drammatizzati di
Henry de Baude, destinati espressamente ad arazzi (Qucllenbuch
* n. XLV) ; che in ciò sia un'eco delle usanze del tempo lo mostra fra
l'altro un arazzo francese nel Museo Civico di Padova, dove VActeur
dice il « prologo » (pubblicato nell'« Archivio storico dell'arte » 1889).
E che nel Quattrocento l'Italia conservasse questa derivazione del-
l'antico titulus, lo prova la monumentale biografia calligrafica di
Pio II, che accompagna gli affreschi del Pinturicchio nella Libreria
di Siena. Soltanto nel secolo xvi questa forma ormai antica trova
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