Schlosser, Julius von ; Rossi, Filippo [Transl.]
La letteratura artistica — Florenz, 1964

Page: 425
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IV.

I MORALISTI

Cfr. sull'argomento il libro di Ch. Dejob, De l'inftuence du concile de Tratte
sur la Littérature et les Deaux-Arts ches les peuples oatholiques, Parigi 1884.
superficiale almeno in ciò che concerne il nostro argomento. Molto notevoli
invece le considerazioni di W. Weisbach, Ber Barocl; als Kunst der Gegenre-
formation, Berlino 1921, spec. 9 (Gilio, Possevin ecc.).

Entriamo con questo capitolo in un campo tutto particolare di
questa nostra letteratura, profondamente diverso da quelli fin qui
considerati e caratteristico in sommo grado dello spirito del tempo.
Il punto di vista non è più quello storico, quello tecnico e neppure
quello prevalentemente estetico, ma quello politico-artistico ; la cri-
tica d'arte sottoposta a regole determinate che considerano non la
essenza ma gli effetti dell'arte ; naturalmente i paladini di questo
indirizzo appartengono al clero, salvo un paio di caratteristiche ec-
cezioni.

La- Riforma venuta dal Nord tedesco aveva provocato subito in
Italia una forte reazione, le cui radici erano tuttavia più profonde, e
che ebbe la sua manifestazione esteriore nel Concilio di Trento, se-
dente dal 1545. Nel campo dell'arte figurativa il Concilio doveva da
un lato tener fronte a correnti radicali, come l'iconocla-stia settentrio-
nale, dall'altro si vedeva tuttavia proprio per questo obbligato a strin-
gere maggiormente i freni, per mezzo della censura spirituale, alla
serena ed ingenua gioia delle immagini del pieno Rinascimento, specie
nei luoghi sacri.

La prima manifestazione di questo genere è contenuta in uno
scritto di un ecclesiastico, di scarsa importanza ma di notevole va-
lore sintomatico, nei Dialoghi di Giovanni Andrea Gilio
da Fabriano, usciti nel 1564 a Camerino. Solo il secondo ci riguarda
più da vicino, che tratta degli « Errori ed abusi dei pittori nei quadri
storici », toccando un tema che rimane attuale per quasi due secoli
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