Serradifalco, Domenico LoFaso Pietrasanta di
Le antichità della Sicilia (Band 5): Antichità di Catana — Palermo, 1842

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NOTE

PER LA PARTE SECONDA

(i) L' Amenano , ricordato da Pindaro , im-
presso nelle medaglie di Catana , e celebrato
da Ovidio (Metani, lib. XV), addimandasi og-
gidì Giudicello, e scorre sotto la moderna città.

(2) Nell'anno di Roma 631 Catana fu tanto
devastata dalle ceneri infuocate dell'Etna, che
il senato romano esentolla per dieci anni dai
tributi (Orosius cap. XIII).

(3) Strab. lib. VI, pag. 4.17.— Plin. //. N.
lib. III, e. 8.

(4) Thucyd. lib. VI, pag. 378.

(5) Suid. voc. Srii(j!j(opo?.

(6) Theophraslus inquit, Andronem Cala-
nensem, tibicinem primum , cura tibia Inde-
rei, corporis motus aplos et concinnos ad-
jecisse, indeque veleres awzkiZtw, saliare di-
xisse (Athen. lib. I, e. 19).

(7) Scrive Vitruvio (lib. V, e. 8), che i Greci
disegnavano la pianta de' loro teatri inscrivendo
in un cerchio tre quadrati , un lato do' quali
serviva a determinare il sito e l'estensione del
proscenio; e che i Romani all'inverso, v'inscri-
vevano quattro triangoli equilateri, de' quali il
lato parallelo al diametro segnava la linea del
proscenio (1. e. cap. 6). E quindi dalla diversa
disposizione delle due maniere derivava , che
presso i primi l'orchestra riusciva più spaziosa,
e la scena più piccola: ed il contrario avve-
niva presso i Romani, siccome a' rispettivi usi
era contacente; perciocché essendo presso i Gre-
ci destinata l'orchestra alle danze, da cui tratto
avea il nome , era mestieri che fosse più am-
pia; ed all'incontro usando i Romani di riu-
nire tutti gli spettacoli sulla scena, e giovan-
dosi solamente dell'orchestra per collocarvi le
sedie delle persone più distinte, era necessario
che la prima fosse più spaziosa, e meno vasta
quest'ultima.

(8) Per la colonia inviata da Augusto in Ca-
tana , tanto ella crebbe di popolo , che Stra-
bone (lib. VI) afferma essere al suo tempo più
popolosa di Messana.

(9) Il principe di Biscari potè osservare le
fondamenta, e riconoscere l'ordinamento della
scena. Egli dice dunque che nella fronte apri-
vansi tre archi divisi da otto colonne binate,
delle quali sei veggonsi tuttavia nel prospetto
della cattedrale, una esiste nell'atrio del museo
Biscari, e l'ottava sorregge nella piazza della
statua il simulacro di S. Agata (ved. Ferrara,
Slor. di Catari, part. Ili, pag. 275).

(io) Al tempo del Carrera era vene un mag-
gior numero, e perciò egli diceva esser Catana
la città delle colonne.

(ti) Bolano parlando della usurpazione che
molti eransi permessa sull'arca di questo tea-
tro, dice alii in horrea, alii in cellas vina-
rias , alii in stabula, alii tandem in habila-
cula converlerunt.

(12) Vedi la nota 9.

(i3) Gualter. Jntiqu. Tab. n.° 37.

(i4) Nov. Thesaur. etc. class. XV.

(io-) I iscorso sopra un'iscrizione del Tea-
tro Calanese ij'jo.

(16) Torremuzza, Sic. Vet. Inscripl. pag.
67, n. IV:

Pro beatitudine temporum

D. D. N. N. Constanti et Constantis etc.

(17) Vaillant, Numism. Impp. Rom. Tom.
1, p. 258.

(18) Ved. il voi. IV, di quest'opera, pari.
IV, pag. 160.
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