Vignola; Spampani, Giovanni Battista [Hrsg.]; Antonini, Carlo [Hrsg.]; Bianchi, Giuseppe [Hrsg.]
I cinque ordini di architettura civile — Rom, 1861

Seite: 23
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CAPITOLO III.

DELLE MISURE

40. Misurare non è altro che determinare il modo con cui una quantità fissa
per comune accordo, stabilita per misura, si contiene nelle quantità proposte del
genere medesimo, cioè, la misura di sola lunghezza nelle quantità lineari, quella
di due dimensioni in lunghezza e in larghezza nelle superficie , e quella di tre
dimensioni in lunghezza, larghezza e grossezza o profondità nei solidi. La misura
più comune fra i geometri è il piede, fra gli architetti è il palmo. Il piede ed
il palmo non è presso lutti lo stesso, ma maggiore presso una nazione , minore
presso un'altra; per ragguagliarli uno coli'altro, si usa riferirli lutti a quello di
Parigi che si divide in 1440 piccole parti. Gli altri contengono più o meno di tali
parti, e il rapporto di un piede ad un' altro è lo stesso che il rapporto dei numeri
delle dette parti che essi contengono. Il piede romano p. e. contiene 1820, il bo-
lognese 1682 di dette parti, e perciò il romano sta al bolognese come 1820 a 1682.

La maniera di applicare la misura alla qualità che deve misurarsi è volga-
rissima, onde si perderebbe il tempo se qui si descrivesse. L' operazione di mi-
surare va unita a quella di esprimere sulla carta le misure. Ciò si fa coli' aiuto
delle scale , che sono misure arbitrarie usurpate in luogo delle reali, ma ad esse
proporzionali. Benché sia arbitraria la scala che assume chi disegna, devesi però con
giudizio fare uso di tale arbitrio ed avere in vista la grandezza che si vuol da-
re al disegno, la quale grandezza deve essere lale , che non si rendano insensi-
bili , e non si vengano a perdere le parti minori dell' oggetto ; e stabilire la scala
proporzionata a tale grandezza. Se p. e. dovrà 1' architetto disegnare un Ordine in
cui sieno piccoli membri di una o due once, e vorrà servirsi di una scala che
in un' oncia comprenda dieci palmi, e in mezzo minuto un palmo, il piccolo mem-
bro di un'oncia con tale scala verrà ridotto ad un ventiquattresimo di minuto,
cioè a tale piccolezza che si rende insensibile e si perde.

41. È caso frequente quello di ridurre disegni esteri alla misura nostra. Basta
sapere il rapporto del palmo , o piede estero al nostro, e poi istituire una regola
del Tre in questo modo : come sta il piede estero al nostro , cosi starà la scala
del disegno estero al quarto proporzionale., che sarà la lunghezza della scala rap-
presentante le misure in piedi o palmi nostri.

Sia da ridursi un disegno di Bologna a misura romana, e la scala di dieci
piedi bolognesi di quel disegno sia lunga quattro minuti : il piede bolognese è
sedici once di passetto : si dirà dunque, come sedici sta a dodici , così stanno
quattro minuti al quarto , che sarà tre minuti. Una linea dunque di Ire minuti
sarà la scala di dieci palmi di passetto : e misurando il disegno con questa scala
si ridurrà a misura romana. Può anche trovarsi geometricamente la scala romana
fig. 79. come segue.
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