Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ARCHIVIO STORICO DELL'ARTE

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le più care gioie, che habbia nella sua guardaroba l'Illustrissima casa Gonzaga ; „ 1 e il Vasari,
nell'edizione del 1568, accolse per intero il racconto del Condivi, commettendovi soltanto con
un altri vogliono ciò che già nella prima edizione aveva scritto.

Nota il Lange che nelle più antiche fonti, la biografia del Griovio e la prima edizione del
Vasari, non trovasi la notizia delle vicende della statua • ma poiché il Condivi è la fonte più
diretta di tutte, non vai la pena di rilevare il fatto. Ascanio Condivi dalla Ripa Tran-
sone pubblicò la vita di Michelangelo, non senza di lui saputa, e dieci anni innanzi la morte
del maestro. Le sue notizie, com'egli assevera, furono raccolte sinceramente, " cavate con de-
strezza e con lunga pazienzia dal vivo oraculo suo „. Poiché il Giovio e il Vasari avevano
già tessuta la vita di Michelangelo, egli s'affrettò a dar la sua alla stampa, vedendo che
" sono stati alcuni che scrivendo di questo raro uomo, per non averlo (come credo) così pra-
ticato come ho fatto io, da un canto n'hanno dette cose che non mai furono, dall'altro las-
satene molte di quelle che son dignissime di esser notate. „ 2 La notizia del Condivi venne
poi ripetuta al cospetto di tutta Firenze, innanzi ai Consoli e agli Accademici, a tutti i pittori,
scultori e architetti fiorentini dal Varchi, che gli diede così il suggello dell' autenticità. Del
resto la lettera di Michelangelo delli 2 luglio 1496, diretta a Lorenzo di Pier Francesco
de'Medici da Roma, sette giorni dopo il suo arrivo, viene intanto a dimostrare giuste alcune
circostanze del racconto del Condivi. Egli faceva sapere al suo protettore di essere andato
subito a visitare il Cardinal di San Giorgio e d'aver consegnato poi a Baldassare del Milanese,
il venditore del Cupido, una lettera, chiedendogli el bambino e offrendosi a restituire il de-
naro ricevuto. " Lui mi rispose, soggiunge, molto aspramente e che ne fare'primo cento pezi,
e che el bambino lui l'aveva comperato e era suo... „ 3

Osserva il Lange come appaia manifesto da questa lettera che il tentativo di movere il
possessore della statua a restituirla andasse fallito. Poiché era stata rilasciata a Baldassare
una ricevuta di Lorenzo di Pier Francesco de'Medici per i trenta ducati, buono e conve-
niente prezzo per un lavoro moderno, Michelangelo e il suo protettore si erano dichiarati for-
malmente soddisfatti. Essi avrebbero potuto lamentarsi più tardi, solo nel caso che avessero
dimostrato la soperchieria di Baldassare. E ciò non era possibile, perchè la restituzione della
statua, fatta dal cardinal Riario al mercante, ne aveva annullata la vendita. Tali sono le os-
servazioni, dalle quali il Lange deduce che la statua a buon diritto era rimasta nelle mani
di Baldassare ; e poi il Lange si domanda : " Ora è egli verosimile che il possessore, il quale
certamente sperava, presto o tardi, di vendere come antica la statua, la cedesse a Cesare Borgia
nell'anno stesso in cui la storia della falsificazione era ancor fresca nella memoria di tutti?
Egli avrà lasciato che la cosa fosse prima dimenticata. „ È invero probabile che la statua
passasse direttamente dalle mani di Baldassare in quelle di Cesare Borgia nel 1496, e che
questi ne facesse dono, come opina anche il Richter, 4 a Guidobaldo duca d'Urbino, nel tempo
che questi stette a Roma, dall'autunno del 1496 al 23 gennaio dell'anno seguente. Ma come
possiamo oggi giudicare inverosimile la vendita, come vorrebbe il Lange, tanto più che il
Cupido era giudicato bellissimo, e che il fatto della restituzione della statua a Baldassare del

1 Varchi, Orazione funerale fatta e recitata da lui pubblicamente nell'esequie di Michelangelo Buo-
narroti in Firenze, nella Chiesa di San Lorenzo. In Firenze, appresso i Giunti, MDLXIIII.

2 V. Prefazione all'edizione del Biado, 1553.

3 La lettera fu pubblicata dal Gualandi (Memorie originali di belle arti, serie III, p. 112 e nella Nuova rac-
colta di lettere pittoriche, voi. 1, p. 18), poi nell'ed. Le-Monnier del Vasari, dal Saltini (Rime e lettere di
Mich. Buonarroti. Firenze, Barbara), dal milanesi (Lettere di Michelangelo, 1875), ecc.

4 J. P. Richter, Michelangelo's schlafender Cupido (Zeitscbrift fur bildende Kunst, XII, p. 120-134 e
p. 170-174. Leipzig, Seemann, 1877).
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