Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ARCHIVIO STORICO DELL' ARTE

questo di un Cupido a lei, da far nascere almeno il dubbio che l'identificazione sia più che
verosimile. Basta poi avere un po' di pratica de' documenti artistici della fine del secolo XV
o del principio del XVI per accorgerci come nomi d'artisti, anche celebri, anche all' apice
della fama, fossero frequentemente taciuti : sembra che i nostri buoni antichi andassero dietro
più ai fatti che al nome. E raro ne' cataloghi del secolo XV trovare indicato qualche nome
di artista. Quanti fatti non ci moverebbero più a discussione se il laconismo degli antichi
fosse stato men grande ! Del resto il silenzio d' Isabella intorno al nome dell' autore può
semplicemente spiegarsi così : ella si era accorta, od era stata avvertita, che la statua era
moderna, senza che le fosse dato di conoscerne con precisione l'autore ; e solo più tardi, da
suoi agenti e ambasciatori, da artisti accorsi alla sua corte, da Michelangelo stesso indiretta-
mente, potò averne la rivelazione. Forse da Cristoforo Romano scultore, suo protetto, che le
cose rare e singolari della sua città conosceva ed amava, tanto che, giovinetto ancora, ebbe
forza di far sì che non uscissero da Roma anticaglie desiderate dal Cardinale d'Aragona e da
Lorenzo de'Medici-1 forse dal figlio Federico che, ostaggio alla corte di Giulio II, favorito
del Pontefice, ebbe relazioni con Michelangelo, mentre questi dipingeva la volta della Sistina;2
forse da Baldassarre Castiglione, ambasciatore a Roma de'Gonzaga, che nel 1523 portò da
Roma a Mantova un modello in disegno eseguito da Michelangelo stesso per un' abitazione
con giardino che il marchese di Mantova aveva intenzione di fare in Marmirolo.3 La fama
di Michelangelo risuonava altissima alla corte dei Gonzaga, tanto che Federico, marchese di
Mantova, ebbe speranza di onorare il padre con un monumento sepolcrale disegnato da Mi-
chelangelo,4 e scrivendo al Castiglione nel 1521, per raccomandargli il maestro Lorenzo Lion-
bruno, lo pregava a volergli ottenere adito a veder le " cose antique et moderne belle de
Roma e tra le altre le opere di Michelagnolo. „ Nel 1527 il marchese stesso si diceva " amatore
dello excellentissimo m. Michele Angelo sì per la fama della virtù sua, non meno celebrata
et rara nell'arte della sculptura, che unica et illustre nel mestiero della pittura; „ ed espri-
meva desiderio di tenere qualche lavoro di lui per ornare il palazzo del T, o almeno un
disegno di sua mano " se ben fosse fatto di carbone. „ Più tardi nel 1531, lo stesso mar-
chese, scrivendo a Giovanni Borromeo e a Gian Francesco Gonzaga, mostrava sempre l'inten-
zione di ornare di opere d'arte de' più famosi artisti italiani alcune stanze del palazzo del T,
e specialmente dell' " Excellente Michel Agnolo sculptore, e moveva istanza al Papa a fargli
grazia di permettere che quegli facesse per lui " qualche opera. „ Nel 1538, Federico Gonzaga,
non disanimato dall'esito vano de' precedenti tentativi, per via di Anton Maria Folengo, un
parente di Merlin Cocaio, e mercè gii onici del Meleghino, soprastante alle fabbriche del
Papa, si provava, ma inutilmente, ad ottenere tre o quattro cartoni di Michelangelo. Il car-
dinale Ercole Gonzaga ebbe pure relazione con Michelangelo, fu testimone di un nuovo con-
tratto dell' artista coi Della Rovere, e fece tal lode della statua del Mose alla presenza di
Paolo III e dell'artista stesso, che ne fu serbato ricordo nella storia.5 In conchiusione, sarebbe

1 Bertolotti, Artisti in relazione coi Gonzaga signori di Mantova. Modena, Vincenzi, 1?S5.

2 Luzio, Federigo Gonzaga ostaggio alla corte di Giulio II. Roma, 183 7 (R. Società Romana di Storia patria).

3 Vasari, ed. Sansoni, voi. 7. Commentario del Milanesi.

4 Arch. Gonzaga, Minuta di lettera: Dno Baldassari Castilionio. — M.ro Eques car.mo noster. « Perchè pensamo
di voler far fare una honorevole sepoltura per lo IU.mo S.r nostro patre de f. m. vogliate farci fare quattro o
sei desegni belli de sepoltura da Michel Angelo, da Raphael, item da qualche altri valentuomini che si ritrovino
lì in Roma et mandateceli. — Mantuse XXVIII maij 1519. » Michelangelo non era in Roma, e il monumento
fa disegnato da Raffaello. (Cfr. Campori, Note e doc. per la vita di G. Santi e di Raffaello, ecc.)

5 Carlo d1 Arco, op. cit., II, 113. -—A. Luzio, Michelangelo e i Gonzaga. (Giornale unico. Per il 50mo anni-
versario degli Asili infantili di Carità, 5 luglio 1887. Mantova, Segna). — Un altro cenno di relazioni tra Mi-
chelangelo e il cardinal d'Este è dato nella Rivista storica mantovana, I, 51, nota 2.
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