Archivio storico dell'arte — 1.1888

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ARCHIVIO STORICO DELL'ARTE

La statua di legno, che è alta m. 1,60, non c'è che dire, è simile alla copia di bronzo.
Che fosse opera di Donatello, nessuno ne ha mai dubitato -, ma temo che ora, ritrovata la
statua, ne sia perduto l'autore. Nella serie dei San Giovanni di Donatello, dalle figure
giovanili, smilze e delicate, di casa Martelli e del Bargello, all'orrido predicatore del deserto,
all'asceta pauroso di Siena e di Venezia, nutrito di miele e di locuste, in tutta questa serie
non c' è posto per la figura ideale di questo nuovo San Giovanni che si direbbe pasciuto di
bistecche e di buon vino, dalla testa chiomata del Giove omerico, dalle spalle atletiche, dal
vigoroso torace. Appoggiato sul piede destro, sporge innanzi il sinistro con atto dignitoso, e
dal braccio alzato a predicare, ricade il pallio accomodato in larghe pieghe, come ad un
greco oratore. La grossa vernice a colori di cui la statua è ricoperta, non lascia ben vedere
il lavoro dei muscoli, ma certo non c' è traccia della scienza anatomica dell'artista fiorentino.
Nonostante alcune parti difettose, specialmente nella mano destra e nel braccio sinistro, l'opera
nella composizione dell' insieme, nel torso e nelle gambe ben modellate, nell' atteggiamento
naturale e dignitoso, rivela senza dubbio una mano non volgare, e giustifica fino ad un certo
punto la venerazione in cui fu tenuta dagli artisti, aumentata dal crederla opera d'autore fa-
moso;1 ma lo studio e l'imitazione dell'antico, non potrebbero affatto spiegare il freddo ideali-
smo del volto, la molle rotondità delle membra, la semplicità stentata delle pieghe del manto,
la poca tensione dell' atteggiamento, qualità non pur diverse ma contrarie all'arte di Dona-
tello ; nelle opere del quale non manca mai quel che appunto manca a questa statua, il ca-
rattere. E non solo quelle dell'arte donatelliana, ma neppure è possibile riconoscervi le qua-
lità caratteristiche del suo tempo -, nè parrebbe credibile che fosse così lungamente ammi-
rata come opera di lui, se non si sapesse che nessun lavoro del maestro fiorentino era co-
nosciuto in Roma, e perciò ne era ignota la maniera.

Ma come questa statua fu attribuita a Donatello ? Poiché non par credibile che tale attri-
buzione abbia avuto origine da ragioni stilistiche, convien credere ch'essa abbia fondamento
in un equivoco di nome, in qualche scritto in cui venga detta opus Donati o alcunché di si-
mile. Fra gl'intagliatori in legno abbiamo un Lorenzo Donati o di Donato, senese, discepolo
del Barili : ma, ricercando nelle opere degli eruditi romani, ho trovato che, mentre tutti di-
cono quella statua opera di Donatello fiorentino, uno de' più autorevoli tra essi, il Rossini,
nel suo Mercurio errante del 1609, la dice di Donatello da Formello. Di questo Donato,
nativo di Formello, piccola terra già degli Orsini, ora de' Chigi, a poca distanza da Roma,
non abbiamo che le poche notizie lasciateci dal Baglioni. Egli fu pittore, discepolo del Vasari,
e morì giovane, sotto il pontificato di Gregorio XIII. " Quest'allievo di Giorgio Vasari (scri-
veva il Baglioni) si portava assai bene, et haveva la maniera del maestro molto col suo studio
migliorata, sì come nella storia del Pesce clagl' intendenti si può francamente giudicare. „

Di lui rimangono parecchie buone pitture ne' Palazzi vaticani, tra le quali la Sforza dei
Pesce, ma nessuna memoria ho trovato eh' egli fosse anche scultore e intagliatore in legno :
è però da considerare che a quei tempi non era cosa insolita l'esercitar più d'un'arte.

Veramente non è facile di riscontrar nella statua i caratteri della seconda metà del cin-
quecento, nè quelli che dovrebbero trovarsi nell'opera di un discepolo del Vasari ; ma d'altra
parte, se facilmente s'intende che opere d'autori ignoti s'attribuiscano ad artisti famosi, non
so pensare dove mai il Rossini sarebbe andato a pescare questo Donato, pressoché oscuro, o
noto solo come pittore, e vissuto in età non lontana dalla sua, per attribuirgli una statua in

1 Quando lo scultore Obici, sotto il pontificato di Pio IX ebbe incarico di scolpire per la chiesa della Mi-
nerva un San Giovanni Battista da far riscontro al Cristo di Michelangelo, credette di non potersi meglio pre-
parare al suo lavoro se non studiando la statua attribuita a Donatello; e lo studio, se non l'imitazione, è ben
visibile nella statua moderna.
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